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L’Enel basket vince ma deve imparare da Reggio Emilia

L’Enel basket vince ma deve imparare da Reggio Emilia
di ARNALDO TRAVAGLINI

L’Enel basket Brindisi ha vinto con orgoglio gara-3 con Reggio Emilia, e questa sera si accinge a conquistare l’accesso alle semifinali per la conquista dello scudetto.

Una grande vittoria. Peccato, invece, che la società brindisina abbia perso il confronto con la squadra emiliana riguardo al settore giovanile. Infatti, dovremmo solo imparare da chi decide di investire seriamente nel settore giovanile, perchè ne comprende il valore e il potenziale.

Un risultato strameritato contro ogni pronostico, contro anche la pessima organizzazione della società brindisina che ha di fatto costretto i ragazzini a stare in un palazzetto in un paesino vicino Rimini, buttati per terra, dalle 2 del pomeriggio fino alle 11 di sera. Una vittoria conquistata anche contro l’incredulità dei dirigenti del settore giovanile, alcuni dei quali solo pochi giorni fa son venuti a sapere del loro successo. Sabato sera, sono stati fatti sfilare i bravissimi «Under 15» dimenticando di premiare i bambini. Sarebbe stato meglio, in un’ottica di programmazione mediatica, presentare le vittorie delle due leve in occasione della ripresa della Tv nazionale di stasera.

Questo avrebbe rappresentato un vanto non solo per la società, ma per tutta la città di Brindisi che vive per questo sport e che sabato è riuscita con il suo grande tifo (e lo farà anche questa sera) a sospingere i propri atleti alla vittoria.

Reggio Emilia in tutta Italia viene indicata come esempio dalla federazione (e per questo premiata) per aver creduto nel suo settore giovanile. E i dirigenti del settore giovanile dell’Enel? Basterebbe entrare una sola volta in palestra durante un allenamento per vedere brillare gli occhi di questi ragazzini che, fieri ed orgogliosi, indossano le loro divise dell’Enel Basket Brindisi, nonostante siano ancora le magliette «campioni d’inverno» del 2013, oggi divenute irrimediabilmente piccole e scolorite.

Non basta presentarsi alle finali quando, per tutto l’anno, i ragazzini soprattutto del minibasket (le cui iscrizioni rappresentano una quota importante per il settore) sono stati lasciati soli nelle palestre con i propri istruttori senza ricevere un gesto di attenzione e di considerazione. Forse bisognerebbe capire che il vero investimento passa attraverso il futuro di questi ragazzi e non solo attraverso il presente. Ed Enel che fa? Sta a guardare.

Inutile girarci attorno: per il settore giovanile servirebbe una gestione più fresca, più motivata, dell’attuale. Una gestione totalmente rinnovata.

Il settore giovanile, cuore di una società seria ai vertici del basket nazionale come Enel, non può essere gestito in maniera estemporanea e in totale indifferenza verso le famiglie che, pure, per tutto l’anno forniscono indispensabile supporto al regolare svolgimento dei campionati. Una disorganizzazione che si manifesta anche nella gestione delle palestre e negli orari degli allenamenti in continua variazione. Per non parlare della mancata politica di reclutamento dei giovani nelle scuole. Cosa che invece altre società fanno con successo. Il futuro di una società sportiva si misura non solo dagli sponsor, ma anche dalla volontà di programmazione e dall’impegno, serio, verso i giovani.

Sabato sera la società ha fatto sfilare gli «Under 15» che ancora una volta hanno vinto il titolo regionale, dimenticando che meno di un mese fa il gruppo degli esordienti (2003) ha conquistato uno splendido secondo posto al torneo nazionale di Rimini.

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Foto Mario Gioia

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