Venerdì 22 Marzo 2019 | 09:12

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BRINDISI - «Il mio più grande rammarico è che mio padre è morto senza riuscire a vedere cancellata l’onta di quell’accusa che per quasi tre anni sono stato costretto a portarmi sulle spalle». Andrea Torino è rimasto stritolato da una accusa infondata e racconta la sua storia che ha sconvolto una famiglia tranquilla e onesta
Furti in aeroporto Assolto: ritrovo la dignità ma ho perso il lavoro
di ANTONIO PORTOLANO

BRINDISI - «Il mio più grande rammarico è che mio padre è morto senza riuscire a vedere cancellata l’onta di quell’accusa che per quasi tre anni sono stato costretto a portarmi sulle spalle. Oggi dedico a lui questa prima vittoria che mi restituisce quella dignità di persona onesta che fino all’ultimo momento ho temuto fosse andata perduta. E ringrazio il mio avvocato Danilo Di Serio, per l’ottimo lavoro svolto e il collegio giudicante (Cucchiara, Testi, De Angelis) per la grande serietà con cui hanno affrontato il processo».
Così Andrea Torino l’unica tra le 8 ex guardie giurate dell’Ivri finite nel calderone dell’inchiesta sui vigilanti infedeli che nell’aeroporto di Brindisi «ripulivano» (secondo l’accusa) i bagagli dei passeggeri. Andrea Torino, oggi 27enne, era finito per una settimana agli arresti domiciliari per l’accusa di concorso in tentato peculato. È stato assolto in primo grado «per non aver commesso il fatto».

Ci tiene a raccontare la sua storia che ha sconvolto una famiglia tranquilla e onesta, oltre che la sua vita. Un padre per 45anni nei vigili urbani, la madre insegnante, parenti nelle forze dell’ordine che gli hanno trasmesso una passione. «Facevo la guardia giurata per passione. È un lavoro che mi piace, ho lottato duramente per 4 anni per riuscire ad ottenere un contratto a tempo indeterminato, dopo questa vicenda, in quattro mesi ho perso tutto. Nell’arco di sei mesi sono stato licenziato. In seguito alla vicenda giudiziaria la prefettura mi ha ritirato il decreto di guardia giurata che, essendo in piedi un processo, non ho potuto rinnovare ed è stato quindi ritirato. Non essendo più una guardia giurata l’istituto di vigilanza mi ha dato il ben servito perchè non ero più utile alla società».

Ma come si è trovato invischiato in questa vicenda? «Non lo so nemmeno io. Il giorno dell’arresto non dovevo nemmeno esserci a lavoro, mi avevano chiamato per sostituire un collega. Stavo lavorando con un’altra squadra, essendo a tempo determinato e sperando di riuscire a stabilizzarmi, non potevo rifiutarmi e andai in aeroporto. Mi sono ritrovato in questa vicenda per aver eseguito un comando, peraltro perfettamente nelle regole previste. Un collega più anziano reputò che dovesse essere eseguito un controllo su una valigia. Mi ordinò quindi di portare la valigia in ufficio. Un episodio durato cinque minuti, che poi hanno sconvolto la mia vita. Scambiato per un ladro! Quando ho sempre dimostrato di essere una persona onesta. Pensi che 3 mesi prima dell’arresto trovai nei pressi della macchina dei bagagli 155 euro. Mi ero chinato per raccogliere qualcosa caduto a un viaggiatore quando spuntò il danaro. Lo presi e lo portai alla Polizia, se fossi stato un ladro non lo avrei fatto di certo. Più di qualcuno mi diede del matto, ma sono stato educato così dai miei genitori».

Ora cosa farà? «Dopo aver vinto questa battaglia mi impegnerò per vincere quella per il lavoro. Devo farlo anche per mio padre. Vorrei ritornare a fare la guardia giurata che è la mia passione».

Ha qualcosa da recriminare? «Ho perso tanto in questa vicenda, chiedo solo che quando si dispongono dei provvedimenti si consideri che si tratta della vita delle persone che possono essere sconvolte. Io mi auguro solo che quanto accaduto a me non succeda a nessuno».

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