Domenica 17 Febbraio 2019 | 17:36

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Usura per campagna elettorale: chiuse indagini per 23 persone

di PIERO ARGENTIERO
BRINDISI – La procura distrettuale antimafia di Lecce ha chiuso le indagini su un presunto caso di usura denunciato da un’ex consigliere regionale pugliese di Forza Italia, Danilo Crastolla, che pure risulta fra gli indagati, nato da richieste di prestiti per sovvenzionare le campagne elettorali del 2005 e del 2010 per un ammontare rispettivamente di 280.000 euro e di 150.000 euro. Sono 23 gli indagati molti dei quali di Mesagne (Brindisi) come Crastolla (Nella foto)
Usura per campagna elettorale: chiuse indagini per 23 persone
di Piero Argentiero
BRINDISI - Chiuse le indagini per l’operazione «Fenus uncarum» dal pubblico pm della Procura antimafia di Lecce Alessio Coccioli e quasi contestualmente la Seconda sezione della Corte di cassazione ha annullato con rinvio ad altra sezione del Riesame di Lecce l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti del mesagnese Francesco Lavino, ex giocatore di basket, difeso dagli avvocati Cosimo Lodeserto e Cataldo Crusi. La Cassazione ha accolto il ricorso dei due penalisti nella parte relativa alle esigenze cautelari: «Non c’erano - hanno sottolineato Lodeserto e Crusi - e la Corte ha ritenuto essere così».

La posizione di Lavino, che è tuttora agli arresti domiciliari, ora dovrà essere esaminata da un altro giudice il quale, adeguandosi (se lo riterrà) alle indicazioni della Cassazione, dovrebbe disporre la scarcerazione dell’indagato. Nel frattempo, come si diceva, il pm ha chiuso le indagini nei confronti delle ventitré persone coinvolte in questa indagine di usura nei confronti di un consigliere regionale che si rivolse agli strozzini (così sostiene lui) per potersi finanziare ben due campagne elettorali che, però, non gli consentirono di essere rieletto.

Gli arresti furono effettuati il 18 settembre dalla Direzione investigativa antimafia di Lecce. Titolare delle indagini il sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Lecce Alessio Cocciolo. I provvedimenti di custodia cautelare emessi dal giudice per le indagini preliminari furono sedici (tra i quali anche Francesco Campana, uno dei capi della nuova generazione della Sacra corona) su ventitrè persone indagate.

Tredici in carcere e tre ai domiciliari. Gli indagati a vario titolo rispondono di associazione mafiosa, usura, riciclaggio, estorsione, reati, per alcuni degli indagati, aggravati dalle modalità mafiose. Tra i destinatari dei provvedimenti anche un ex consigliere comunale eletto con «Noi Centro con Ferrarese» e tanti imprenditori. Agli arresti finirono Roberto Antoniolli, 36 anni, nativo di Mesagne residente a Brindisi; Angelo Bellanova, 38 anni, mesagnese; Sandro Bruno (a questo furono contestualmente sequestrati beni per un milione di euro), 37 anni, mesagnese; Francesco Campana, 42 anni, mesagnese; Luigi Devicienti, 40 anni, di Mesagne; Francesco Lavino, 49 anni, di Mesagne; Roberto Mazzuti, 39 anni, di Oria; Antonio Occhineri, 51 anni, di San Donaci; Pierpaolo Palermo, 40 anni, mesagnese; Luca Patricelli, 33 anni, di Mesagne; Francesco Poci, 52 anni, di Mesagne; Pietro Soleti, 50 anni, di San Donaci; Vincenzo Primiceri, 58 anni, di San Donaci; Teodoro Tagliente, 39 anni, di Mesagne; Carmine Palermo, 35 anni, mesagnese residente a Canosa, e Alessandro Molfetta, 31 anni, di Mesagne. A piede libero invece Rossella Antoniolli, 38 anni, di Brindisi; Danilo Crastolla, 49 anni, di Mesagne; Giuseppe Diviggiano, 60 anni, di Mesagne; Domenico Fioravante, 30 anni, di Fasano; Antonio Maizza, 44 anni, di Mesagne; Pierpaolo Poci, 31 anni, mesagnese, Giovanni Pozzessere, 50 anni, di Brindisi. L'indagine parte nel 2011 dalla denuncia dell'ex consigliere regionale di FI Danilo Crastolla.

Per affrontare la campagna elettorale si indebita e per ripianare, secondo le accuse, si rivolge a Francesco Poci che funge da intermediario. La prima elezione avviene nel 2000. Si ricandida nel 2005 e non viene rieletto e così anche a quella successiva. Gli interessi, sostiene l'accusa, che è costretto a pagare oscillano tra il 600 e il 1000%. Crastolla accumula 280mila euro di debito. Ormai è stritolato dai debiti. Non paga nessuno, sporge denuncia e va via da Mesagne.

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