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«Palazzetto fantasma» Regione e Coni: correggete la delibera

LATIANO - «La delibera approvata dal Consiglio comunale per affidare per il completamento e la gestione del palazzetto fantasma va corretta». A suggerirlo autorevoli personalità della Regione Puglia (l’assessore allo Sport Guglielmo Minervini) e del Coni (il presidente provinciale Nicola Cainazzo e il consigliere nazionale Giacomo Leone) nel corso di un incontro pubblico, organizzato dall’Associazione «L’isola che non c’è», moderato da Franco Giuliano (La Gazzetta del Mezzogiorno).
«Palazzetto fantasma» Regione e Coni: correggete la delibera
LATIANO - «La delibera approvata dal Consiglio comunale per affidare il completamento e la gestione del palazzetto fantasma va corretta». A suggerirlo autorevoli personalità della Regione Puglia (l’assessore allo Sport Guglielmo Minervini) e del Coni (il presidente provinciale Nicola Cainazzo e il consigliere nazionale Giacomo Leone) nel corso di un incontro pubblico, organizzato dall’Associazione «L’isola che non c’è» e moderato da Franco Giuliano (La Gazzetta del Mezzogiorno).
In generale, la scelta (anche se a 5 mesi dalle elezioni amministrative), di affidare un bene pubblico ad una associazione sportiva (il circolo tennis), «può rappresentare, in questo momento difficile per l'ente pubblico, una soluzione intelligente». Detto questo, però, bisogna correggere la delibera approvata in Consiglio (col voto favorevole di 8 consiglieri, 2 contrari e 2 astenuti) che prevede l'affidamento per 25 anni della struttura (mai ultimata) direttamente ad una associazione privata.
«La delibera - secondo il parere di Regione e Coni - doveva prevedere l'evidenza pubblica (bando di gara) e contenere elementi di trasparenza (costi di intervento, di gestione e dunque di durata dell'operazione che vale ben 1,6 milioni di euro).

Nell'atto pubblico approvato, invece, si conosce, solo la durata della gestione: 25 anni. Tutto il resto manca. Nelle intenzioni dell'amministrazione questi dettagli «sarebbero stati aggiunti successivamente con una delibera di giunta».

L'assessore Minervini, dopo avere ascoltato le ragioni che hanno maturato questa scelta illustrate dal sindaco De Giorgi e dal presidente del Consiglio, De Punzio («mancanza di finanziamenti pubblici, alti interessi sui mutui»), ha definito «assolutamente legittima, anzi condivisibile la scelta che l'amministrazione ha fatto di giungere ad una forma di coinvolgimento dei privati nel completamento e nella gestione di questo manufatto».

Purtuttavia, ha sottolineato Minervini «esistono delle perplessità nella procedura adottata. «Che non può prescindere da una evidenza pubblica».

Cioè da una gara che avrebbe consentito anche ad altri soggetti (associazioni o società) di partecipare a questa operazione che prevede completamento e gestione di un bene pubblico. «Vi suggerisco - ha più volte ripetuto Minervini - di approfondire meglio questi aspetti».

La seconda perplessità - secondo l'assessore regionale riguarda l'istruttoria: «Bisognava valutare preventivamente - ha spiegato Minervini - l'intervento definendo anche la redditività della gestione. L'arco di tempo è una variabile dipendente che viene fuori da questi due fattori che bisogna conoscere preventivamente. E’ utile sapere: quanto vale l'intervento; quanto rende la gestione; a quanto ammontano i costi di gestione. Eppoi: l'utile in quanto tempo compensa l'intervento fatto? Solo alla fine di questo calcolo viene fuori la durata dell'affidamento che non è discrezionale. Indicare tutto questo nella fase istruttoria consente di evitare problemi anche dinnanzi alla Corte dei Conti.

Di fronte alla quale si deve spiegare eventualmente che non si sta facendo un potenziale favore al privato. L'istruttoria va suffragata in maniera più solida. Se volete blindare questa scelta da un punto di vista della legittimità questa è la strada».

Di fronte a questi rischi, il presidente del Consiglio De Punzio si è giustificato dicendo che quella scelta, e dunque l'atto consequenziale approvato dal Consiglio, sono stati concordati con gli uffici comunali. Gli stessi che in questi anni non hanno consentito a  Latiano, unico paese in Puglia, a non possedere un palazzetto dello sport e palestre dignitose. Impianti fatiscenti al punto che in un caso i bambini sono costretti ad utilizzare come bagno gli alberi del cortile (anche questo fatiscente) adiacente la struttura.

Una denuncia che ha sollecitato la reazione dell'assessore e dei rappresentanti del Coni. I quali hanno ricordato «che i fondi per questi interventi ci sono. Basta presentare i progetti». Che però Latiano (il Comune o le scuole?) non ha mai ha redatto.

«L'iniziativa come ha detto il presidente dell’assocazione, Tiziano Fattizzo - è comunque servita a svegliare l'interesse e la sensibilità di tutti». Amministratori compresi. Per i quali non è eslcuso che il tema dello sport diventi adesso prioritario. A partire dalla correzione della delibera di affidamento che dovrà avvenire dopo una gara pubblica e contenere un piano economico-finanziario dettagliato per conoscere preventivamente quanto costa ai cittadini e dunque al privato una operazione che vale 1,6milioni di euro che ha l’obiettivo di salvare quel «palazzetto fantasma» che nessuna amministrazione è stata capace di ultimare.

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