Martedì 23 Aprile 2019 | 00:01

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TORCHIAROLO (BRINDISI) - Il paese anche nel 2014 con 60 superamenti registrati dalla centralina Arpa sita alla via Don Minzoni, 20 sita alla via Fani e 7 da quella del Lendinuso ha segnato il record regionale. Secondo questi dati, che preoccupano sempre di più, il 10 gennaio scorso il primo cittadino di Torchiarolo, Giovanni Del Coco, ha emesso l’ordinanza che vieta l’accensione di caminetti e stufe a legna. Disposizione che ha fatto infuriare i cittadini, in particolare coloro che si riscaldano soltanto con i camini
Torchiarolo inquinato e il sindaco ordina «Spegnete i camini»
TORCHIAROLO - Il paese anche nel 2014 con 60 superamenti registrati dalla centralina Arpa sita alla via Don Minzoni, 20 sita alla via Fani e 7 da quella del Lendinuso ha segnato il record regionale. La media massima giornaliera di polveri sottili PM 10 ammessa è di 50 milligrammi per metro cubo di aria, e che all’anno il limite di sforamenti è di 35, Un paragone nella stessa zona, a fine anno 2014 il comune di Mesagne aveva registrato 23 sforamenti, il comune di San Pancrazio Salentino e il quartiere Perrino di Brindisi 17, Il comune di San Pietro Vernotico 11. I dati forniti dall’Arpa Puglia al 22 gennaio 2015 risultano: Torchiarolo (centralina via Don Minzoni) 9 sforamenti, Torchiarolo via Fani 2 sforamenti, Lendinuso 1 sforamento. I riscontri territoriali: Mesagne 7 sforamenti, San Pancrazio salentino 6 sforamenti, San Pietro vernotico 5 sforamenti. Anche in questo caso Torchiarolo ha il record pugliese nelle prime settimane del 2015.

Secondo questi dati, che preoccupano sempre di più, il 10 gennaio scorso il primo cittadino di Torchiarolo, Giovanni Del Coco, ha emesso l’ordinanza che vieta l’accensione di caminetti e stufe a legna. Disposizione che ha fatto infuriare i cittadini, in particolare coloro che si riscaldano soltanto con i camini. Il primo cittadino Giovanni Del Coco, sostiene che «ho i miei dubbi sulla veridicità di questi dati, e ritengo che sia impossibile che il 92 per cento delle emissioni di polveri sottili nell’atmosfera sia causato dai camini di Torchiarolo ma questo aspetto fa parte di un contenzioso amministrativo in piedi contro Regione ed Enel».

Il problema, a suo parere, invece è che, «in attesa di altri risultati, i dati parlano di inquinanti emessi dai camini, la Regione Puglia ha imposto a Torchiarolo un piano di risanamento Pm10, e se non viene rispettato si rischia una multa di 29 milioni di euro da parte dell’Unione europea. Il nostro paese da questo punto di vista è al pari di Taranto».
Il risanamento dell’aria prevede, tra l’altro, interventi sulle fonti civili di emissioni con l’installazione di appositi filtri sui camini. Individuati dispositivi adatti e censiti tutti i camini (522), la spesa tra acquisto e montaggio si aggira, secondo Del Coco, attorno ai duemila euro a filtro per un totale di circa 110mila euro. La Regione Puglia ne ha già stanziati 40mila, il resto è a carico del Comune ma verrà restituito secondo un preciso piano di rimborso. Il problema è che l’Amministrazione comunale non ha la disponibilità delle 70mila euro da anticipare.

In attesa di altri finanziamenti, e per evitare la maxi multa, occorre provvedere a bloccare qualunque tipo di combustione. Ho riproposto, tra l’altro, l’ordinanza che vieta l’accensione delle stoppie in campagna. Un’altra soluzione sarebbe quella di acquistare filtri per 40mila euro e di collocarli sui comignoli in prossimità delle centraline, solo così saremo in grado di dimostrare se davvero sono i fumi delle combustioni ad aumentare l’immissione di polveri sottili nell’atmosfera». Insomma in paese sono state installate tre centraline da parte dell’Arpa. La prima si trova in via Don Minzoni, l’altra in via Fani e l’altra ancora alle porte della marina di Lendinuso.

La centralina che registra il maggior numero di sforamenti è quella sita in via Don Minzoni. Secondo il sindaco Del Coco su questi risultati influisce anche la posizione della centralina. «Si trova in una specie di abbassamento e soprattutto ci sono molti camini vicini». Comunque resta il fatto che dal 10 gennaio scorso in paese è stata vietata l’accensione di camini e delle stufe a legna. Chi viola rischia multa da 500 euro. Il primo cittadino Del Coco ha assicurato che proporrà delle «modifiche così i cittadini potranno accendere i camini, almeno coloro che non hanno nell’abitazione altri riscaldamenti». [g.d.m.]

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