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RIMINI – Oltre 23mila contatti con adolescenti, il più piccolo di 12 anni, con richieste di foto osè o atti sessuali. Migliaia di sms e messaggi in chat per adescare i ragazzini, tutti maschi. Quattordici i ragazzi identificati e residenti nelle province di Brindisi, Rimini, Catania, Palermo, Forlì, Pavia e Lecce, tutti adescati attraverso Facebook e Whatsapp
Preso pedofilo Ragazzini adescati anche nel Salento
RIMINI – Oltre 23 mila contatti con adolescenti, il più piccolo di 12 anni, con richieste di foto osè o atti sessuali. Migliaia di sms e messaggi in chat per adescare i ragazzini, tutti maschi. Sono solo una parte del materiale pedopornografico sequestrato dai carabinieri di Rimini che all’alba hanno arrestato un 30enne accusato di atti sessuali con minori, detenzione di materiale pedopornografico anche con ragazzini di età inferiore ai 14 anni, prostituzione minorile, adescamento di minorenni sui social network.
L'indagine è partita nel marzo 2013, quando i genitori di un minore si sono presentati ai carabinieri di Bellaria denunciando la circostanza che sull'utenza cellulare del figlio 14enne giungevano, mediante il suo profilo Facebook, numerosi ed espliciti messaggi da parte di uno sconosciuto con chiari riferimenti di natura sessuale.

Gli investigatori nel corso degli approfondimenti, coordinati dalla procura distrettuale antimafia presso il tribunale di Bologna, già nell’ottobre 2013 avevano raccolto sufficienti prove per eseguire una perquisizione domiciliare nell’abitazione del trentenne. Proprio in quell'occasione i carabinieri avevano sequestrato un computer e alcuni telefoni cellulari scoprendo migliaia di fotogrammi e chat a sfondo sessuale con minorenni di tutta Italia.
Quattordici i ragazzi identificati e residenti nelle province di Brindisi, Rimini, Catania, Palermo, Forlì, Pavia e Lecce, tutti adescati attraverso Facebook e Whatsapp.

L’uomo pagava le foto che i ragazzini gli inviavano con regali costosi, abbigliamento firmato, profumi e ricariche telefoniche. Gli adolescenti venivano attirati in un gioco perverso, in cui l’adulto si faceva raccontare esperienze sessuali, in uno scambio di confidenze quasi fraterne che poi diventavano pressanti richieste finalizzate ad ottenere incontri di persona o foto pornografiche.

La frase di rito per gli adescamenti era quasi sempre la stessa: "Fai sport? Chissà che fisico hai, togli la maglietta e fammi vedere gli addominali". In qualche occasione l'uomo aveva incontrato personalmente i ragazzini, ai quali si proponeva come accompagnatore magari per andare nei locali.

A Lecce l’atto più grave: il 30enne si era recato in vacanza in Puglia e lì aveva dato appuntamento ad una delle sue vittime costringendola ad atti sessuali.
Non gli è sempre andata bene però, in qualche caso infatti il giovane è incappato in ragazzini smaliziati che, fingendo di assecondare le richieste sessuali, si facevano inviare i costosi regali promessi senza soddisfare le aspettative del pedofilo. Nonostante la prima perquisizione del 2013 e il divieto di contattare minori sui social network, ha proseguito la sua attività.

L’arresto è stato eseguito su ordinanza del gip di Lecce, mentre l’interrogatorio ai domiciliari sarà condotto dal giudice di Rimini.

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