Sabato 16 Febbraio 2019 | 01:50

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Scandalo a Brindisi le multe dei vip pagate da Multiservizi

BRINDISI - Duecentoquarantacinque multe, elevate tra il 2011 e il 2014, sono state pagati dalla Brindisi Multiservizi - società partecipata al 100% dal Comune e peraltro perennemente in perdita e sull’orlo della bancarotta - a consiglieri comunali di maggioranza e opposizione, dirigenti del Comune, consiglieri regionali, aziende, parenti dell’ex amministratore di Multiservizi, assessori comunali, giornalisti, operatori, mogli di giornalisti
Scandalo a Brindisi le multe dei vip pagate da Multiservizi
BRINDISI - Duecentoquarantacinque multe, elevate tra il 2011 e il 2014, per un ammontare complessivo di circa 6mila euro, pagate sostanzialmente da chi le ha elevate e avrebbe dovuto incassarle. Ma non magari a scopo umanitario, ad esempio per vinire incontro all’indigente o al disoccupato che non hanno un santo a cui votarsi. No. Seimila euro di soldi pubblici, sono stati pagati dalla Brindisi Multiservizi - società partecipata al 100% dal Comune e peraltro perennemente in perdita e sull’orlo della messa in liquidazione (il bilancio 2013 si è chiuso con un passivo di 1,1 milioni, quello del 2013 con un buco di 3,1 milioni di euro) - a consiglieri comunali di maggioranza e opposizione, di questa legislatura e di quella precedente, dirigenti del Comune, consiglieri regionali, aziende, parenti dell’ex amministratore di Multiservizi, assessori comunali, giornalisti, operatori, mogli di giornalisti.

La scandalosa situazione è emersa da una relazione prodotta e firmata dal comandante della Polizia municipale Teodoro Nigro, consegnata all’attuale amministratore di Multiservizi, l’avvocato Francesco Trane e all’assessore al Bilancio Carmela Lomartire. E le carte sono così finite in Procura. Il comando della Polizia municipale effettuando una verifica sui pagamenti delle multe dal 2011 al 2014 ha verificato che per ben 226 contravvenzioni risultava che il pagamento era avvenuto dalla stessa Multiservizi, società autorizzata a riscuotere le somme dovute, non a pagarle.

Su 245 multe esaminate solo 34 riguardavano mezzi della stessa Multiservizi, per il resto i pagamenti risultavano per auto di proprietà di privati cittadini, alcuni però molto noti. Il perché la Brindisi Multiservizi abbia deciso di rimettere i debiti ai propri debitori è al vaglio della Procura della Repubblica.

Le contravvenzioni riguardano la violazione del Codice della strada. Nella lista compaiono i nomi dei consiglieri comunali Massimiliano Oggiano (La Puglia prima di tutto, quattro multe tra aprile ed agosto del 2014) e la vettura intestata al padre ma in uso al consigliere Antonio Elefante (Partito democratico, quattro multe tra ottobre 2012 e gennaio 2013), Giuseppe De Maria (assessore alle Attività produttive, una multa lo scorso ottobre), gli ex consiglieri Angelo Rizziello (Forza Italia, quattro multe tra maggio 2011 e giugno 2012), Roberto Rizzo (Noi centro, una multa a novembre 2012), Mario Nubile (Pdl, due multe tra luglio e agosto 2011), Teodosio Martucci (Pdl, una multa a dicembre 2012). Il consigliere regionale Maurizio Friolo (F.I.) e qualche dirigente comunale come quello del Settore Traffico Carlo Cioffi (una multa a maggio 2013), Francesco Arigliano, ex amministratore unico di Muliservizi, e diversi parenti di Contardi, anche lui per numerosi anni amministratore unico della società. Appaiono poi alcuni operatori tv e fotografi, e una televisione, la moglie di un giornalista, alcune aziende e società del territorio, Centro Verde Vivai, la Nubile, la Peritas, Gamma Costruzioni, Titi Shipping e Snoopy.

Sarà la Magistratura ora a chiarire i motivi per i quali la partecipata del Comune abbia deciso di pagare le multe che avrebbe, al contrario dovuto incassare soprattutto in ragione dei bilanci disastrosi degli ultimi anni che hanno messo a serio rischio la sopravvivenza della stessa società. Anche per il 2013 le passività maturate non sono per nulla rassicuranti, essendosi determinato un buco da 1,1 milioni di euro. Il ripianamento delle perdite e la ricostituzione del capitale sociale sarebbe dovuto avvenire nella precedente assise civica, ma la discussione dell’argomento è stato rinviata al prossimo consiglio comunale fissato per domani.

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