Giovedì 21 Marzo 2019 | 12:42

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Brindisi, ecco 48 milioni per bonificare Micorosa

BRINDISI - Con il decreto «Sblocca Italia, il progetto di bonificare la zona industriale di Brindisi potrebbe diventare presto una realtà. All’area brindisina sono stati destinati 48 milioni di euro: una cifra che se non appare del tutto sufficiente a coprire l’intera opera di bonifica potrebbe sicuramente migliorare una situazione considerata disastrosa
Brindisi, ecco 48 milioni per bonificare Micorosa
BRINDISI - Con il decreto «Sblocca Italia, il progetto di bonificare la zona industriale di Brindisi potrebbe diventare prestoo una realtà.

All’area brindisina sono stati destinati 48 milioni di euro: una cifra che se non appare del tutto sufficiente a coprire l’intera opera di bonifica potrebbe sicuramente migliorare una situazione considerata disastrosa.

Come previsto dal decreto “Sblocca Italia”, il Dipartimento per il coordinamento amministrativo ha quindi proceduto a individuare i comuni beneficiari dell’esclusione e l’importo dei pagamenti da escludere, secondo tre criteri: le opere alle quali si riferiscono i pagamenti dovevano essere state preventivamente previste nel Piano Triennale delle opere pubbliche (o dovevano essere d’importo inferiore a 100.000 euro e quindi esenti dall’obbligo d’inserimento nel Piano); i pagamenti dovevano riguardare opere realizzate, in corso di realizzazione o per le quali fosse possibile l’immediato avvio dei lavori da parte dell’ente locale richiedente; i pagamenti per i quali viene richiesta l’esclusione del patto di stabilità devono essere effettuati entro il 31 dicembre 2014.

In seguito all’istruttoria sono state dichiarate inammissibili 64 domande. Tutte le altre sono state invece accolte per l’intero importo, poiché l’ammontare complessivo, pari a 198.081.597,39 euro, è risultato inferiore ai 250 milioni stanziati col decreto.

Nel dettaglio, le domande ammesse sono giunte da 61 province di quasi tutte le regioni, con una prevalenza per Lombardia (76) e Piemonte (38).

L'intervento maggiore dal punto di vista economico sarà proprio la messa in sicurezza e bonifica dell’area di Micorosa (ex pretolchimico) a Brindisi, per il quale - come si diceva - sono stati liberati 48 milioni di euro

La questione risale da diversi anni addietro e recentemente - tra gli altri - l’onorevole Toni Matarrelli aveva interrogto il Ministro «per sollecitare il Governo ad attivarsi con urgenza al fine di garantire le operazioni di bonifica dell’area Micorosa».

«Insieme ai deputati pugliesi di Sel Duranti, Fratoianni, Pannarale e Sannicandro - aveva scritto nella sua interrogazione Matarrelli - ho presentato una interrogazione a risposta scritta al Ministro dell'Ambiente e della tutela del Territorio e del mare Gian Luca Galletti sulla incredibile vicenda dell'Area Micorosa, immensa discarica illegale all'interno della quale negli ultimi decenni sono stati sversati i fanghi e i rifiuti tossici del petrolchimico di Brindisi». L’area Micorosa si trova all'interno del Parco delle Saline di Punta della Contessa ed è un’area protetta, così come confermato anche dal nuovo strumento di programmazione di cui si è dotata la Puglia, ossia il Piano paesaggistico territoriale. Nonostante ciò, in quello spazio sono sepolti 1,5 milioni di metri cubi di cloruro di vinile, benzene, arsenico e altri agenti inquinanti, tombati fino a cinque metri di profondità su 44 ettari di fronte al mare e con valori che superano i limiti di legge. È per tale ragione che sulla zona vige un’ordinanza comunale che vieta l’accesso alle persone. Micorosa è quindi una zona contaminata, tant’è che per la sua bonifica lo Stato metterà a disposizione 50 milioni di euro, mentre sono incerti, attualmente, gli ulteriori 20 milioni di euro a carico di Syndial spa e Versalis spa, società partecipate da Eni, le società che di quell’inquinamento sarebbero le responsabili. Il 6 febbraio scorso il Tar di Lecce ha emesso una sentenza con la quale ha annullato l’ordinanza con cui la Provincia di Brindisi, il 25 marzo 2013, aveva imposto a Edison, Versalis, Syndial, Eni e alla curatela fallimentare della Micorosa srl di effettuare bonifica e risanamento.

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