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Carovigno, corrente a sbafo per tutto l'albergo: arrestati

BRINDISI - Le bollette dell’Enel non le pagavano, ma in compenso riuscivano ugualmente a far funzionare il loro albergo. Come? Anna D’Aloisio, 55 anni, e Giuseppe Guarini, 59 anni, carovignesi, marito e moglie, proprietari di una struttura ricettiva ubicata a Carovigno, stando alle accuse che vengono loro mosse e che hanno fatto finire entrambi agli arresti domiciliari, si erano fatti realizzare un allaccio abusivo che consentiva all’impianto elettrico del loro hotel di alimentarsi attingendo energia direttamente dalla rete di distribuzione, di fatto bypassando completamente il contatore e, quindi, sfuggendo ad ogni misurazione
Carovigno, corrente a sbafo per tutto l'albergo: arrestati

Le bollette dell’Enel non le pagavano, ma in compenso riuscivano ugualmente a far funzionare il loro albergo. Come? Anna D’Aloisio, 55 anni, e Giuseppe Guarini, 59 anni, carovignesi, marito e moglie, proprietari di una struttura ricettiva ubicata a Carovigno, stando alle accuse che gli vengono mosse e che li hanno fatti finire entrambi agli arresti domiciliari, si erano fatti realizzare un allaccio abusivo dell’impianto elettrico del loro hotel alla rete di distribuzione dell’Enel.

In questo modo avevano aggirato il sistema di controllo e conteggio del contatore. Con questo escamotage i due imprenditori turistici avevano ad ogni ora del giorno e della notte tutta l’energia elettrica che gli era necessaria per far funzionare la loro struttura ricettiva, ma evitavano di pagare il conto dell’Enel. Nei giorni scorsi, sono arrivati i carabinieri della stazione di Carovigno che, da tempo, insieme ai tecnici dell’Enel, hanno avviato una campagna a tappeto per scoprire i “furbetti” dell’energia elettrica, e hanno scoperto il sistema truffaldino. I due imprenditori sono stati arrestati, e su disposizione del magistrato che in quel momento era di turno in Procura a Brindisi, sono finiti agli arresti domiciliari.

I tecnici dell’Enel non hanno ancora completato gli accertamenti ma, stando a quanto emerso dai primi controlli, pare che l’allaccio abusivo alla rete elettrica avesse fatto risparmiare a marito e moglie sino a questo momento la bellezza di 150mila euro. Una bella cifra, non c’è che dire. L’impianto di condizionamento, illuminazione e tutti gli elettrodomestici dell’albergo funzionavano sempre e comunque a pieno regime solo che alla fine il conto lo pagava Pantalone.

I carabinieri non escludono che l’allaccio abusivo dell’albergo alla rete di distribuzione dell’energia elettrica fosse stato realizzato da un elettricista compiacente a cui i due imprenditori o chi per loro si erano rivolti con l’intenzione di azzerare, o ridurre ai minimi termini, la bolletta dell’Enel. Solo che se da tempo in tutto il Brindisino la “musica” è cambiata: i militari dell’Arma hanno avviato una “mirata attività info-investigativa” finalizzata, per l’appunto, a individuare chi usufruisce dell’energia elettrica a sbafo. La “caccia” avviata dai carabinieri ha portato alla scoperta di decine di ladri corrente.

Se è vero, come è vero, che in questo momento di crisi c’è chi ladro (di energia) lo diventa a causa della mancanza di lavoro, è altrettanto vero che la schiera di coloro che si possono definire “professionisti” del furto di energia elettrica è davvero nutrita.

A Mesagne, praticamente in contemporanea all’operazione condotta a Carovigno, i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di San Vito dei Normanni hanno arrestato in flagranza di reato per furto aggravato di energia elettrica Luciano Deleo, 42 anni, mesagnese. Il 42enne, stando alle accuse che gli vengono contestate e che lo hanno fatto finire agli arresti domiciliari, aveva trovato il modo per non pagare neanche un centesimo di bolletta dell’Enel.

Deleo aveva manomesso il contatore dell’Enel installato all’interno della sua abitazione e in questo modo riusciva ad avere l’energia che gli era necessaria per illuminare la sua abitazione e per far funzionare gli elettrodomestici ma evitava di pagare il conto alla società elettrica. I tecnici dell’Enel, che anche in questo frangente hanno operato in collaborazione con i carabinieri, hanno fatto una prima stima: grazie alla modifica che aveva apportato al contatore elettrico il 42enne mesagnese era riuscito a sottrarre all’Enel all’incirca 7mila euro di corrente.

[Mimmo Mongelli]

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