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La Scu pagava i debiti elettorali sedici arresti Colletti bianchi come usurai Imprenditore ricercato «catturato» in ospedale

MESAGNE (Brindisi) - Interessi tra il 600% e il 1000% che un ex consigliere regionale (di Mesagne), Danilo Cristolla (FI) è stato costretto a pagare per far fronte ai debiti elettorali. Sedici arresti della Dia di Lecce nei confronti di un'organizzazione criminale. Tra gli arrestati un boss e due noti affiliati alla Sacra Corona Unita, tre imprenditori di Mesagne ed un ex consigliere comunale della stessa città. Tutti sono tutti indagati, a vario titolo, di associazione di stampo mafioso, usura, estorsione e riciclaggio (questi ultimi reati aggravati dalle modalità mafiose). Sequestrati beni per un milione di euro. Le indagini dopo la denuncia dell'ex politico regionale ricandidatosi senza successo nel 2005 e 2010 contraendo altri debiti. I nomi degli arrestati
La Scu pagava i debiti elettorali sedici arresti  Colletti bianchi come usurai Imprenditore ricercato «catturato» in ospedale
LECCE – Dal 2009 al 2011. Due anni a tribolare per cercare di far fronte ai debiti contratti con gli usurai a cui si era rivolto per finanziare la campagna elettorale alle consultazioni regionali del 2005. Poi la decisione di denunciare il giro di usura in cui era caduto e che come le sabbie mobili lo stava inghiottendo e che aveva finito col coinvolgere anche i suoi familiari, più volte minacciati, come documentato agli inquirenti. E’ così che Danilo Crastolla, avvocato mesagnese, consigliere regionale per Fi dal 2000 al 2005, ha fatto scattare l’operazione antimafia che stamani ha portato la Dia di Lecce ad eseguire 14 delle 16 ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip di Lecce Annalisa De Benedictis su richiesta del sostituto procuratore presso la Direzione distrettuale antimafia Alessio Coccioli.

I provvedimenti restrittivi, tre dei quali ai domiciliari, uno notificato in carcere ad un boss della organizzazione di tipo mafioso Sacra Corona Unita, hanno sgominato quello che a detta degli investigatori, era un sodalizio criminale dedito all’usura. Ad essere arrestati, imprenditori del posto, affiliati ed esponenti di spicco della Scu locale. Tutti di Mesagne, come il boss Francesco Campana 41 anni, detenuto nel carcere di Pavia dove gli è stato notificato l’arresto.
 Tra i destinatari dei provvedimenti restrittivi anche un ex consigliere comunale, Teodoro Tagliente, conosciuto da tutti come 'Rinò, di 38 anni, imprenditore del settore dell’energia (impianti fotovoltaici), eletto a Mesagne nella lista 'Noi Centro con Ferraresè. Gli altri quattro imprenditori arrestati sono Luigi Devicienti, 39 anni, titolare di un’impresa che opera nel settore Ambiente, accusato di essere un usuraio persino dal pentito Ercole Penna; i fratelli Carmine e Pierpaolo Palermo, rispettivamente di 29 e 34 anni con interessi nel settore alberghiero e Sandro Bruno, di 36 anni, con attività nel settore dei trasporti. A quest’ultimo gli investigatori hanno sequestrato beni per un milione di euro.

A fare da intermediario tra la vittima e gli imprenditori usurai della Scu – secondo quanto accertato dagli investigatori - sarebbe stato Francesco Poci, di 51 anni, amico della vittima che avrebbe ricoperto il ruolo di intermediario con personaggi legati alla Scu, per ottenere il prestito richiesto con cui la vittima avrebbe dovuto ripianare la forte esposizione contratta con gli istituti di credito e le finanziarie a cui si era rivolto per sostenere le ultime due campagne elettorali alle Regionali in Puglia. Per la prima, nel 2005, aveva chiesto 280 mila euro, chiedendo i soldi alle banche e alle finanziarie. 

Crastolla avrebbe chiesto per la prima volta l'intermediazione di Poci nel 2009 e l’uomo lo avrebbe messo in contatto con gli imprenditori del posto, in grado di dargli i soldi necessari. Nel 2010 la già forte esposizione finanziaria diventò per la vittima ancora più difficile perchè l’avvocato mesagnese decise di ripresentare la sua candidatura alle regionali, spendendo ulteriori 150 mila euro. Non venne eletto e venne chiamato a far fronte a tassi usurari i cui interessi andavano dal 600%, superando persino il 1300% su base annua. Dall’ordinanza di custodia cautelare disposta oggi a carico di 16 persone, mentre altre 7 sono indagate in stato di libertà, emerge anche un dettaglio rilevante riguardo all’ importanza nell’ambito della Scu dell’imprenditore Devicienti: il suo denaro, insieme a quello proveniente da altre attività commerciali di persone indagate, sarebbe servito a pagare l'avvocato Ghedini, difensore a quell'epoca del boss Massimo Pasimeni.

IL DETTAGLIO DEI SEQUESTRI

3 fabbricati di tipo commerciale;
abitazione di tipo civile;
Autorimessa;
Quote di proprietà relative a n. 3 abitazioni di tipo civile;
Nuda proprietà di fabbricato di tipo commerciale
Saldi dei conti bancari e n. 2 Polizze vita

GLI ARRESTATI

ANTONIOLLI ROBERTO, NATO IL 31.05.1979;

BELLANOVA ANGELO, NATO L’1.12.1977;

BRUNO SANDRO, NATO IL 09.08.1978;

CAMPANA FRANCESCO, NATO IL 14.1.1973, IN ATTO DETENUTO PER ALTRA CAUSA;

DEVICIENTI LUIGI ORESTE SECONDO, NATO IL 02.01.1975;

LAVINO FRANCESCO, NATO IL 02.08.1966;

MOLFETTA ALESSANDRO, NATO IL 27.09.1984;

PALERMO CARMINE NATO IL 15.07.1979;

PALERMO PIERPAOLO, NATO IL 05.07.1975;

PATRICELLI LUCA, NATO IL 17.07.1982;

POCI FRANCESCO LUIGI, NATO L’11.11.1963;

PRIMICERI VINCENZO, NATO IL 20.05.1957;

SOLETI PIETRO, NATO IL 19.02.1965;

TAGLIENTE TEODORO, NATO IL 26.11.1976;

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