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Misterioso decesso di 40enne in ospedale Indaga la magistratura

FASANO - Il sospetto è che qualcosa nella macchina sanitaria non abbia funzionato come avrebbe dovuto. Per questo i familiari di Daniele Saponaro, 40 anni, fasanese, sposato e padre di una figlia, deceduto domenica scorsa mentre era ricoverato al Vito Fazzi di Lecce, si accingono a presentare, ammesso che non lo abbiano fatto nella serata di ieri, un esposto-denuncia alla magistratura. Pm dispone autopsia e sequestro cartelle cliniche
Misterioso decesso di 40enne in ospedale Indaga la magistratura
FASANO - Il sospetto è che qualcosa nella macchina sanitaria non abbia funzionato come avrebbe dovuto. Per questo i familiari di Daniele Saponaro, 40 anni, fasanese, sposato e padre di una figlia, deceduto domenica scorsa mentre era ricoverato al Vito Fazzi di Lecce, si accingono a presentare, ammesso che non lo abbiano fatto nella serata di ieri, un esposto-denuncia alla magistratura.
Increduli per la prematura scomparsa del loro congiunto, vogliono che la Procura apra un’indagine per capire se il decesso del loro caro poteva essere evitato.

Daniele Saponaro, persona molto conosciuta e stimata a Fasano, un uomo che aveva fatto del lavoro e della famiglia i cardini della sua esistenza, era ricoverato nel reparto di Chirurgia toracica dell’ospedale di Lecce. Nei giorni scorsi era stato sottoposto ad un esame istologico al polmone e a seguire gli era stata fatta anche una broncoscopia. Esami di routine, quindi. Solo che domenica scorsa il suo cuore ha cessato di battere improvvisamente.

I familiari – oltre alla moglie e alla figlia, al Fazzi sono subito arrivati, tra gli altri, i numerosi fratelli dello sfortunato 40enne– sono sprofondati nel dolore. Un dolore reso ancora più insopportabile dal fatto che nessuno di loro riusciva a darsi una spiegazione per quella morte così prematura. Una spiegazione, stando a quello che è stato possibile sapere, i familiari del 40enne fasanese non l’avrebbero avuta, pur avendola chiesta a più riprese, neanche dallo staff medico del reparto del Vito Fazzi dove Daniele Saponaro era ricoverato e dove è deceduto. Di qui la decisione di dare incarico al loro legale di fiducia – un professionista del foro di Fasano – di approntare un esposto-denuncia per chiedere alla Procura della Repubblica del capoluogo salentino di aprire un’inchiesta per fare luce sulle cause del decesso del loro congiunto.

Adesso la parola passa alla magistratura inquirente che, con ogni probabilità, disporrà l’autopsia sul corpo esanime del 40enne fasanese. Di certo c’è che sino a ieri sera la salma di Daniele Saponaro, che al momento si trova nell’obitorio dell’ospedale Vito Fazzi, non è stata restituita ai familiari per la celebrazione dei funerali e per la sepoltura. E’ la prassi: prima di disporre un’eventuale autopsia, trattandosi di un accertamento tecnico irripetibile il magistrato inquirente dovrà procedere alla notifica del relativo avviso al personale medico e paramedico che ha avuto in cura il paziente durante il periodo di degenza al Fazzi. L’identificazione di tutti i soggetti interessati e la successiva notifica dell’avviso di accertamento tecnico irripetibile richiede tempo. Operazione preliminare a questa sarà l’acquisizione da parte della polizia giudiziaria, su delega del magistrato titolare dell’inchiesta, della cartella clinica del paziente.

La Procura di Lecce, dopo la denuncia, ha aperto un’inchiesta e il magistrato di turno Maria Vallefuoco indaga per omicidio colposo: disposta l’autopsia, l'acquisizione della copia delle cartelle cliniche e l'identificazione dei sanitari che hanno avuto in cura l'uomo.

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