Carovigno, ancora veti sulla trasformazione in villaggio a 5 stelle del camping Meditur
Stop da Provincia e Comune, impasse da un anno. L’apertura del cantiere era prevista per novembre 2025 con la riapertura della struttura nel periodo maggio-giugno 2026
Ancora intoppi sulla strada della trasformazione del camping Meditur a quattro stelle attiguo alla riserva di Torre Guaceto in villaggio turistico cinque stelle lusso. L’apertura del cantiere era prevista per novembre 2025. Il cronoprogramma contemplava sei mesi di lavori, con la riapertura della struttura nel periodo maggio-giugno 2026. Ma a oggi lo stallo è totale, nonostante la pratica sia incardinata nella Zes. A sollevare rilievi di natura urbanistica e paesaggistica sono stati il Comune di Carovigno e la Provincia. Eppure si tratta di un intervento di riqualificazione che, come evidenzia anche la Soprintendenza nel suo parere favorevole con prescrizioni, prevede una riduzione del numero delle piazzole camping e della ricettività totale (che passa da 1.392 a 592 persone), a fronte di un incremento della qualità dei servizi e degli ambienti attraverso la realizzazione di una Spa e l’ampliamento della terrazza del ristorante, della hall-reception e del bistrot. Migliorerà anche l’offerta delle aree verdi. A completamento della dotazione di strutture sportive esistenti (quali tennis, calcio, basket e beach volley), si intendono poi realizzare un campo da padel e una palestra.
Nel luglio scorso la Provincia, «preso atto delle determinazioni assunte dal Comune di Carovigno», ha disposto la sospensione del procedimento di verifica di assoggettabilità del progetto a valutazione d’impatto ambientale, «nelle more dell’espletamento della procedura di verifica di assoggettabilità a Vas». Nello specifico, il Comune di Carovigno aveva eccepito che «allo stato attuale non sussistono le condizioni di fatto e giuridiche per dare seguito alla proposta progettuale in quanto risulta in contrasto con le disposizioni dell’articolo 70 delle Nta del Pug adottato e sottoposto alle misure di salvaguardia per il periodo di tre anni a decorrere dalla data di adozione (marzo 2023, ndr)». Pertanto, «nelle more dell’adozione definitiva sono sospese le determinazioni relative agli interventi in contrasto con il Pug adottato». Gli uffici comunali hanno basato il loro «no» sul fatto che l’intervento «comporta l’adeguamento funzionale e normativo della struttura ricettiva con incremento della volumetria lorda aggiuntiva pari all’11 per cento e, pertanto, superiore alle previsioni dell’articolo 70 delle Nta del Pug». Ciò posto, «l’intervento risulta configurabile quale variante puntuale». Occorre inoltre «integrare la convenzione sulle modalità di realizzazione dell’intervento disciplinanti le aree standard». A tal proposito, va ricordato che l’autorizzazione Zes funge da variante urbanistica. L’intervento «è comunque soggetto a procedura di verifica di assoggettabilità a Vas e Via - continuava il Comune - per le quali occorre definire le modalità di valutazione coordinata tra Comune e Provincia e/o mediante procedimento unico Paur regionale». Ebbene, l’istanza d’investimento è stata incardinata nel procedimento del Paur regionale. Al momento, però, non si riesce a superare lo scoglio della verifica della assoggettabilità a Via e Vas, dato che la Provincia ha rilevato che la proposta progettuale «risulta carente in relazione ad alcuni aspetti», quali ad esempio le opere inerenti la zona ristoro e sportiva, che riguarderebbero aree che rientrano nel perimetro dei Territori costieri e, pertanto, sottoposte alle prescrizioni di cui all’articolo 45 delle Nta del Pptr. Gli interventi previsti relativi alle nuove strutture da realizzare, insomma, «non risultano compatibili - sostengono dalla Provincia - con alcuni dei vincoli gravanti su quelle aree».
Per la Soprintendenza, invece, non è necessario assoggettare il progetto a Via e Vas, purché si rispettino le prescrizioni date: tra queste, che l’aumento di volumetria del fabbricato destinato a bistrot e pizzeria ubicato nella fascia dei Territori costieri non ecceda il 20 per cento, nel rispetto di quanto normato dall’articolo 45 delle Nta del Pptr.
Nel progetto presentato si legge che «è in via di definizione l’accordo con il Gruppo Nicolaus per brandizzare con il marchio Valtur la struttura, portando da quattro a cinque stelle lo standard alberghiero». Nel business plan redatto dagli investitori viene stimato che, «per il target di riferimento del Villaggio Meditur, la spesa individuale media settimanale è di circa 15.000 euro, suddivisa fra costo viaggio, costo alberghiero, transfer, extra hotel e spese sul territorio». Inoltre è stata inserita una «previsione di addetti per 100 unità, calcolando uno stipendio medio di 40.000 euro, ben oltre la media provinciale, regionale e nazionale». Statistiche consolidate in relazione a casi di studio storicizzati dicono infine che, «in località dove sono presenti strutture cinque stelle lusso, si rileva un incremento medio dei valori immobiliari rispetto al patrimonio esistente pari al 30 per cento».