il fatto

«Investì e uccise un pensionato a Fasano», parte il processo a un 33enne: non si sarebbe fermato a prestare soccorso

mimmo mongelli

Venne arrestato 8 mesi dopo: è accusato anche di riciclaggio, dato che la Fiat Panda che il giovane fasanese guidava era un veicolo rubato

Per la pubblica accusa non ci sarebbe alcun dubbio: Leonardo Potenza, fasanese, 33 anni, è il conducente della Fiat Panda vecchio modello che la notte del 27 ottobre 2024 investì e uccise Antonio (Tonino per gli amici) Loprete, pensionato fasanese di 79 anni.

Nei giorni scorsi è iniziato davanti al Tribunale di Brindisi (presidente Maurizio Saso) il processo al 33enne fasanese, che è accusato di omicidio stradale, fuga dopo l’omicidio stradale e riciclaggio. Quest’ultima contestazione deriva dal fatto che la Fiat Panda di colore bianco che il giovane fasanese guidava quando investì e uccise il pensionato è un veicolo rubato.

La Panda fu ritrovata, a distanza di un paio di giorni dall’investimento mortale, nelle campagne di Monopoli, nelle pertinenze di Masseria Donnaloia.

La prima udienza è stata dedicata interamente all’ascolto del maresciallo dei carabinieri che ha condotto, in team con gli investigatori della sezione operativa della Compagnia dell’Arma di Fasano, le indagini. Conclusa l’audizione del testimone, è stato aggiornato il processo al 29 aprile prossimo. Si sono costituiti parte civile i familiari della vittima, che hanno affidato la tutela delle loro ragioni all’avvocato Francesco Gentile, e l’Associazione Familiari e vittime della strada, assistita dall’avvocato Giuseppe Vecchio.

Antonio Loprete, vedovo e padre di tre figli, fu investito in via Mignozzi, a pochi metri dall’intersezione con il centralissimo corso Vittorio Emanuele. L’incidente avvenne alle 3.47. Dato, questo, che gli investigatori hanno evinto dai filmati registrati da telecamere di videosorveglianza in funzione nei pressi del luogo dell’incidente.

L’uomo morì all’ospedale Perrino un’ora dopo. A investire il 79enne fu una Fiat Panda di colore chiaro, vecchio modello. Dopo l’investimento, il conducente dell’auto proseguì la marcia come se nulla fosse successo. A dare l’allarme furono altri automobilisti di passaggio. Il mandato di arresto a carico del (presunto) conducente dell’auto pirata arrivò a distanza di otto mesi dalla notte dell’omicidio stradale.

A notificare a Leonardo Potenza il provvedimento restrittivo furono i carabinieri della compagnia di Fasano, gli stessi che, coordinati dal sostituto procuratore della Repubblica di Brindisi, Giovanni Marino, hanno svolto le indagini sulla morte del pensionato fasanese.

Privacy Policy Cookie Policy