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Ricordi

Mesagne, prof e alunni insieme dopo 28 anni: la rimpatriata

Mesagne, prof e alunni insieme dopo 28 anni: la rimpatriata

Un amarcord con la classica carrellata di rievocazioni con tanto di bigliettini e gag

09 Agosto 2022

Federica Marangio

MESAGNE – La VC 28 anni dopo tra ricordi, pensieri e tante risate. Una delle classi che probabilmente è rimasta scolpita nella memoria dei professori dell’istituto scientifico “Francesco Muscogiuri” di Mesagne più di tante altre. La rimpatriata, avvenuta nei locali della “Signora Leta”, si è arricchita anche della presenza dei prof. E via con la carrellata di rievocazioni con tanto di bigliettini e gag. Non sono mancati i doni. E a questo ci hanno pensato proprio “i fantastici prof.” che a questa classe scalmanata hanno lasciato un segno indelebile. Certo che, a ben riflettere, non vi è nulla di più pregevole che sentirsi dire “prof., attraverso le letture di Gabriel Garcia Marquez, lei mi ha cambiato la vita”. E accompagnare questa affermazione sfoderando con orgoglio un bigliettino logoro. Una compagine molto coesa quella della VC diplomatasi nel 1994 che negli anni non si è mai persa di vista.

Il progetto di ritrovarsi è nato dalla fervida mente di Tony Muscio che già un paio d’anni fa, aveva dato vita ad un gruppo WhatsApp dal significativo epiteto di “I pargoli della VC”, quasi a sottolineare lo spirito evergreen della classe. Un primo incontro lo scorso anno, poi la brillante idea di Tony e Antonella Vergine di coinvolgere i prof e, perché no invitarli a cena. Alcuni di loro sono in pensione come i docenti Concetta Guerrieri, Antonella Sportelli, Fortunato Sconosciuto, Federico Guarini, ma a cena si sono presentati con gioia, altri sono prossimi al pensionamento, come i professori Salvatore Lezzi, Antonella Nacci, Beniamino Spina e Carmela Arigliano e non si sarebbero perso questo appuntamento con il tempo per nulla al mondo. Ognuno di loro aveva un ricordo da condividere con i “pargoli”.

Il professore di disegno tecnico, Antonio Benvenuto, donando loro un suo libro, ha commentato con non poca ironia il cambio di rotta che ha subito la scuola e di conseguenza la difficoltà dei ragazzi ad apprendere materie che, pur non approfondite negli studi universitari, diventano fondamentali nella vita di tutti i giorni. Una disamina ineccepibile seguita da una lectio sulla passione di ognuno per ciò che caratterizza la propria inclinazione naturale curata dal professore Giuseppe Cecere al quale molti sono debitori appunto per la scoperta delle proprie attitudini. Una serata in cui “ricordi quando”, anafora tra le più armoniose per l’occasione, ha scatenato la corsa alla reminiscenza del lontano quinquennio 1989-1994. “Parlare con i nostri prof. – ha chiosato Francesco Costa – è stato entusiasmante. Fino a ieri credevamo di essere i soli detentori della memoria degli anni del liceo, ma ascoltarli è stato un po’ come tornare in classe. Non è cambiato nulla, se non qualche capello bianco in più”.

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