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Il caso

Fasano: «Serve più forza-lavoro per finire in tempo l’ospedale»

Fasano: «Serve più forza-lavoro per finire in tempo l’ospedale»

Il resoconto dell’ultima audizione in Commissione Bilancio sullo stato dell’arte

04 Maggio 2022

Redazione Brindisi

FASANO - Aumentare la presenza giornaliera di maestranze sul cantiere per poter rispettare i tempi previsti per la consegna dei lavori e l’entrata in funzione del costruendo ospedale Monopoli-Fasano.

È questo l’imperativo categorico ineludibile se si vogliono scongiurare ulteriori ritardi sulla tabella di marcia e sulla operatività della struttura, prevista per il 25 aprile del 2023. E per questo la necessità di intensificare la forza lavoro è stata ribadita nel corso della della seduta della Commissione regionale Bilancio dedicata al seguito dell’audizione per la verifica periodica dello stato di attivazione della programmazione finanziaria per l’edilizia ospedaliera e per la verifica sull’andamento della spesa degli ospedali di Maglie-Melpignano, Taranto, Monopoli-Fasano e Andria.

«Per l’ospedale Monopoli-Fasano - si legge nel resoconto della riunione - resta il problema della presenza media di maestranze al giorno, per cui è stato chiesto l’incremento per arrivare a 160 unità lavorative». Ora però bisognerà sperare che la richiesta di potenziamento delle maestranze abbia un riscontro effettivo e continuativo. «In relazione alla richiesta da parte della Corte dei Conti sul protrarsi dei tempi e sull’aumento di spesa, il direttore generale dell’Asl Bari ha detto di aver consegnato tutta la documentazione contenente gli atti riguardanti il cantiere, accompagnati da specifiche relazioni. Il responsabile unico del progetto (Rup) - si legge nel resoconto dell’audizione - ha precisato che l’andamento dei lavori è monitorato mensilmente e ad oggi si può dire di essere al 73 per cento del tempo trascorso rispetto al tempo derivante dalle determinazioni del Collegio consultivo tecnico (Cct). Sono stati eseguiti lavori opzionali per 36,462 milioni di euro pari al 46 per cento dell’importo contrattuale ipotizzato. Su arredi e attrezzature e altre opere di minore entità è stata formalizzata la richiesta di un ulteriore finanziamento di tre milioni di euro, che vanno a sommarsi ai trenta milioni già previsti a valere sui fondi ex art. 20 della legge 67 del 1988».

Ci sono però 3 aspetti che in questa fase suscitano timori: il primo riguarda proprio l’opportunità rilevata dal presidente della Commissione Fabiano Amati, di fare chiarezza sulle due determinazioni deliberate dal Cct contenenti aumenti di spesa: «Il responsabile unico del progetto - si legge sempre nel resoconto dell’incontro - ha evidenziato che i legali sono allarmati sulla vicenda. In particolare, dallo stesso presidente sono state evidenziate le incongruenze riportate nella prima determina del Collegio consultivo tecnico, con cui si concede un importo aggiuntivo di 7,8 milioni di euro calcolati su un arco temporale che include anche tempi in cui il Covid non si era ancora manifestato». Il secondo aspetto che preoccupa è il fatto che «dalla direzione dei lavori giunge la segnalazione che i 322 giorni calcolati per l’esborso degli oltre 7 milioni vanno considerati dalla ripresa dei lavori post lockdown fino ad agosto 2021. Da qui il timore di vedersi applicare il medesimo criterio per il periodo che è intercorso da agosto a marzo scorzo». Infine va segnalato che «che la direzione lavori, nel report di marzo scorso, ha evidenziato che la perizia di variante energetica di offerta migliorativa, possa incidere sulla variante di programma».

Insomma si cerca di monitorare costantemente la situazione nel tentativo di poter disporre entro i tempi previsti di una moderna struttura ospedaliera importantissima per tutta la fascia nord del Brindisino e per l’area sud Barese. Ma le incognite allo stato non mancano.

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