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Non solo terapie cliniche, non solo ai ricoverati. La Asl Brindisi ha istituito un servizio di consulenza psicologica riservato ai familiari dei pazienti ospitati al “Perrino” perché affetti da Covid-19. Si tratta di una linea telefonica attraverso la quale si entra in contatto con uno psicologo; si ottengono così informazioni sulla tenuta psicologica dei propri cari, sulle esigenze extraterapeutiche e sui comportamenti da seguire per affrontare questi momenti delicati.

Momenti che coinvolgono anche la famiglia in modo indiretto e diretto; va ricordato infatti che molti dei parenti, anche se non bisognosi di cure specialistiche, sono a loro volta colpiti dalla stessa infezione, e condividono interrogativi della stessa natura. Il servizio informa sulle attività giornaliere del paziente, sulle sue necessità anche spicciole (ed in questo caso le domande più ricorrenti riguardano igiene personale e fabbisogni di abbigliamento particolari), sull’umore generale. Non si tratta di una ricognizione limitata al dato richiesto: la sua funzione è soprattutto un’altra. Mantenere vivo il flusso delle informazioni consente di placare le comprensibili ansie di chi vive in condizioni di doppio isolamento: il proprio e quello del parente. Esercitare questa funzione informativa equivale automaticamente a fornire un supporto emozionale, molto più efficace di un tranquillante chimico. La consapevolezza che l’ospedale sta effettivamente seguendo l’evolversi di una degenza è senza dubbio un corroborante psichico non secondario.

Il servizio è stato istituito su proposta della dr.ssa Monica Scotto di Carlo, dirigente dell’Unità Operativa Semplice di Psicologia presso l’ospedale Perrino; la dottoressa ha presentato, il 16 novembre scorso, un progetto alla direzione strategica della Asl. Il progetto è stato immediatamente approvato, ed il servizio è attivo già dal 20 novembre. È bene ricordare che «tale attività -  come si legge nel progetto della dr.ssa Scotto di Carlo – non si sostituisce in nessun modo all’informazione medica che verrà erogata dai medici del reparto nei tempi previsti, ma ha l’obiettivo di instaurare un primo contatto con le famiglie per evitare che riversino tutta la loro preoccupazione ed ansia sugli operatori sanitari che sono impegnati nella gestione del paziente intasando le linee del reparto in tutte le ore del giorno e riducendo il tempo dedicato all’attività clinica».

«Interloquire con l’istituzione curante - prosegue - restituisce alle famiglie un senso di presa in carico che accoglie il bisogno di essere informati, implicati e inclusi nella cura dei propri cari». Il servizio funziona in modalità telefonica, preferibile anche per limitare i contatti fisici. Coloro che lo desiderano possono accedere a colloqui diretti con gli psicologi, sempre però previa autorizzazione della direzione dell’ospedale. Al telefono si alterneranno quattro psicologi: oltre alla dr.ssa Scotto di Carlo ci sono altri tre specialisti: Manuela Caloro, Dario Loparco e Francesca Giannone. Si tratta di borsisti attualmente dipendenti dal reparto di Oncologia (dal quale comunque non sono distolti). Sinora le famiglie che si sono rivolte al servizio, dal 20 novembre, sono state 31. Il progetto si inserisce in quello più ampio approvato dalla Direzione e rivolto anche ad altre categorie di persone (familiari di ricoverati Covid in altri ospedali, famiglie con minori e operatori sanitari impegnati nell’emergenza) coordinato dalla psicologia Maria Rita Greco.

«Per noi la salute è un concetto esteso, completo, complesso – ha dichiarato il direttore generale della Asl Brindisi, Giuseppe Pasqualone – è un bene da tutelare anche al di fuori dei luoghi di ricovero, perché va al di là del ricovero stesso. Per questo motivo abbiamo deciso di prenderci cura anche del benessere di chi è coinvolto dagli effetti collaterali del virus. Restare lucidi e, per quanto possibile, sereni, in questi giorni confusi è una vera e propria necessità terapeutica».
Per usufruire del servizio contattare il numero 0831 537120, attivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 14.

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