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CEGLIE MESSAPICA (Brindisi) - La lista è chiusa ed il caso clinico non può essere rivalutato. Accade all’Ospedale di Ceglie Messapica dove, la giovane Fabiola Faggiano, reduce da un grave incidente stradale e necessitante di terapia riabilitativa, si è sentita rispondere al Cup che la Fisiatra è in aspettativa, la lista è chiusa ed il suo caso non può essere riesaminato. Storia paradossale visto che la Legge vieta, categoricamente, la chiusura delle agende.

«Il 7 maggio – spiega Rosaria, mamma di Fabiola – una settimana prima del termine previsto per la fine del ciclo di quattro settimane di riabilitazione come prescritto dall’Unità di Fisioterapia del Perrino di Brindisi, mi sono recata al Cup dell’Ospedale di Ceglie per prenotare la visita fisiatrica a domicilio per la rivalutazione della situazione del caso clinico di Fabiola. Mi è stato risposto che la Fisiatra non c’è e che ha chiuso l’agenda e che se avessi voluto avrei potuto chiedere informazioni al sostituto. Cosa che, ovviamente, ho fatto data la situazione di mia figlia. Anche in questo caso il Fisiatra sostituto, proveniente da fuori provincia, mi ha risposto che non poteva fare nulla perché la collega aveva chiuso la lista».

Il 15 aprile scorso, dopo due mesi di ricovero nell’Unità complessa di Ortopedia e Traumatologia del «Perrino» di Brindisi, Fabiola Faggiano è tornata a casa. La sua vita è cambiata il 5 febbraio scorso, a causa di un grave incidente stradale nel quale è rimasta coinvolta sulla strada provinciale che collega Ceglie Messapica a San Michele Salentino, all’altezza di Contrada Abbondanza. La 23 enne, barista di professione, era alla guida della sua Fiat 500 che è uscita fuori strada impattando contro un albero di ulivo e si è ribaltata. La corsa verso l’Ospedale Perrino, grazie al pronto intervento degli operatori del 118, il ricovero in rianimazione per 48 ore ed il trasferimento in Ortopedia dove Fabiola vi ha trascorso 60 giorni subendo ben due interventi, in urgenza, per la riduzione delle fratture multiple. Un periodo non certo facile per la giovane, seconda di 4 figlie, con in tasca un Diploma all’Istituto Alberghiero e la felicità per il suo lavoro di barista, che ha saputo affrontare grazie alla sua tenacia e forza di volontà, grazie al sostegno di tutta l’equipe brindisina, della Famiglia che, con tutto l’amore possibile e tanti sacrifici, continua a prendersi cura di lei.

«Questa situazione – continua mamma Rosaria – ci ha costretto a rivolgerci ad un Ambulatorio Fisiatra privato fuori Ceglie con una serie di problemi, prima di tutto di trasporto perché Fabiola non deambula, e, al momento, ha l’uso solo della gamba destra. Poi economici perché abbiamo chiamato un Ambulanza privata per portarla alla visita e la paura che questa rivalutazione fatta da un distretto diverso da quello di appartenenza non fosse accettata. Per fortuna lunedì riprende la terapia a casa con la fisioterapista della Asl. Terapia che, come hanno scritto i medici, è fondamentale e potrebbe non farle affrontare un ulteriore intervento per i legamenti ma fra due mesi quando terminerà, quella lista sarà ancora chiusa? Sarò costretta ad andare ancora dal privato? E con quale criterio si decide, contro legge, a bloccare un’agenda solo perché la responsabile non c’è e non si sa quanto mancherà? Spero che qualcuno possa darmi delle risposte e possa venire a casa a vedere le condizioni di mia figlia».

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