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Riqualificazione rione Paradiso, disponibili 5 milioni di euro

L'intervista all'assessore Roberto Covolo

Riqualificazione rione Paradiso, disponibili 5 milioni di euro

«Affiancare alla riqualificazione delle “pietre” anche quella del capitale umano, per una rivitalizzazione del tessuto sociale, culturale ed economico». È questo l’obiettivo che sottende la rigenerazione urbana del quartiere Paradiso su cui si appresta a cimentarsi nel merito la giunta del sindaco Riccardo Rossi. Un impegno già iniziato dall’assessore Roberto Covolo sin dal suo insediamento con l’idea di assessorato itinerante in giro per i quartieri periferici, a cui ora tocca la sfida di concretizzare nell’arco di pochi mesi il recupero del quartiere Paradiso.
Sul piatto ci sono 5 milioni di euro di fondi comunitari Fers-Fse 2014-2020 asse 12. Il Comune di Brindisi è stato il primo, insieme con altri 12 enti locali pugliesi, a firmare nelle scorse ore a Bari la convenzione per accedere ai finanziamenti. Ora parte la fase della progettazione definitiva e ci sono quattro mesi per arrivare a definire i progetti per gli interventi che si potranno realizzare avviando la progettazione esecutiva. Entro fine anno dovrà essere pronto il masterplan che contiene i progetti. C’è tempo fino al sei gennaio.
«Quello che mi piacerebbe fosse chiaro - dice l’assessore Roberto Covolo - è che puntiamo alla massima efficienza, non solo in termini di correttezza delle procedure amministrative, tecnica, della definizione dei progetti, della risposta alle esigenze del quartiere. Lavoriamo a ricreare un capitale umano. Le opere pubbliche non sono sufficienti da sole per ridare slancio ad una periferia: occorre che vi sia una comunità intorno che deve essere aiutata a ricostruire una sua identità. La città si governa con la prossimità, per questo ho inteso avviare l’esperienza del mio assessorato tra i quartieri periferici, non si governa stando chiusi in una stanza. L’attività di delocalizzare l’assessorato è stata prodromica per arrivare a questa fase».
Come procederete ora, ci sono dei progetti già pronti, delle priorità già individuate?
«Puntiamo al riuso del patrimonio pubblico dismesso. Pensiamo ad esempio al consultorio che svolgeva una attività importante. Si possono effettuare numerosi interventi come la riqualificazione di spazi verdi, strade, marciapiedi, viabilità, piste ciclabili ed un programma dedicato a Parco Bove per liberare la gente dalla “schiavitù” delle baracche».
Da dove partirete?
«Partiremo dai cittadini. Lunedì è fissato un incontro con assessori e dirigenti dei settori coinvolti, poi una grande assemblea pubblica di quartiere e tutti gli incontri necessari con gruppi piccoli e grandi di cittadini, per una campagna d’ascolto che individui i bisogni più urgenti, idee, proposte da trasformare in progetti e coinvolga tutti nel processo. I cittadini dovranno sapere come spenderemo ogni centesimo dei fondi disponibili».
Ad ottobre un primo esempio di questo percorso di ricostruzione.
«Verso la metà di quel mese puntiamo a riaprire l’area mercatale della “Corazzata” con un’ottica di sussidiarietà, tenendo conto che quegli spazi non sono solo luoghi destinati al mercato ma anche di aggregazione e di cultura, coinvolgeremo anche una associazione. Puntiamo quindi non solo a rimettere a posto edifici e quant’altro, ma anche ad una proposta culturale per il quartiere Paradiso, altrimenti, rimettere a posto le “pietre”, non significa portare a termine alcuna rigenerazione urbana. Partiamo dal Paradiso, per ora perchè ci sono le condizioni, ma l’intenzione è di proseguire questo lavoro in tutte le periferie».

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