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Contenzioso Enel-Comune
da oltre 2 milioni, sentenza vicina

Contenzioso Enel-Comune da oltre 2 milioni, sentenza vicina

Dopo il primo grado favorevole al Comune, c’è attesa per l’appello

03 Agosto 2018

FASANO In ballo ci sono all’incirca due milioni di euro: è chiaro che a Palazzo di città l’attesa per la sentenza della Corte di appello di Lecce sulla causa che vede contrapporti Enel e Comune di Fasano è massima. Quella che si «gioca» nelle aule della Corte di appello del capoluogo salentino è, infatti, una partita di vitale importanza per le casse comunali. Anche se - questo va detto con estrema chiarezza - non ci sono certezze sui tempi della sentenza, tutto lascia pensare che la decisione del collegio potrebbe arrivare a breve. «Ogni giorno - dicono gli addetti ai lavori - potrebbe essere quello buono». D’altronde, sono trascorsi più di due anni da quando i giudici hanno trattenuto in decisione la causa: i tempi per la sentenza sono abbondantemente «maturi».

In primo grado «Enel spa» e «Enel Sole spa» sono state condannate dal Tribunale di Brindisi (sezione distaccata di Fasano) a rimborsare al Comune di Fasano due milioni e 7.528,80 euro (di cui 1.716.540 di capitale e 290.888,80 euro per interessi maturati dal 2005, ossia dall’inizio dell’azione giudiziaria intrapresa dal Comune). La sentenza è del 5 aprile 2013. A seguire Enel e Comune di Fasano hanno raggiunto un accordo: la società elettrica, che è uscita soccombente dalla controversia con il Comune, ha corrisposto nell’immediato all’ente locale 850mila euro. Contestualmente Enel ha rinunciato all’istanza con la quale chiedeva la sospensione dell’esecuzione della sentenza di primo grado. Incassato il gruzzolo, il Comune si è costituto nel giudizio di appello, affidando la tutela delle proprie ragioni al capo dell’Avvocatura di Palazzo di città, Ottavio Carparelli. Adesso è prossimo - è ragionevole pensare - il momento della sentenza. Per il Comune si tratta di una «partita» di vitale importanza: se i giudici di appello dovessero riformare la sentenza di primo grado, per l’ente locale si tratterebbe non solo di non incassare da Enel un milione e 250mila euro ma anche di restituire i soldi - 850mila euro - già incassati (e spesi).

I fatti. Nel 2003 la dirigente dei Servizi finanziari del Comune di Fasano (all’epoca Anna Carmen Picoco), nell’esaminare le fatture emesse da «Enel spa» nei confronti del Comune di Fasano, si accorgeva che, in forza di quanto previsto da alcune convenzioni stipulate negli anni ‘80, nelle medesime fatture era sistematicamente contemplata, a carico dell’Ente locale, una voce, «manutenzione rete», che incideva sull’importo complessivo di ogni singola fattura, mensilmente, per un importo di complessivi 27.000.000 delle vecchie lire (circa 14mila euro). In considerazione del non secondario importo mensile richiesto da «Enel spa», la dirigente disponeva gli opportuni accertamenti, sia tramite l’Ufficio tecnico, che attraverso la Polizia municipale, per verificare se la società elettrica svolgesse effettivamente attività manutentiva (sostituzione corpi illuminanti, tiranti, lampade, ecc.) su tutti gli impianti di pubblica illuminazione esistenti nell’intero territorio comunale (Fasano centro e frazioni).

[m. mong.]

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