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La morte di un 70enne

Brindisi, morì al pronto soccorso: nuove indagini ma l'autopsia assolve i medici

Il decesso è avvenuto il 18 dicembre scorso

Infiltrazioni di acqua al Perrino di Brindisi

Carabinieri nel Nucleo operativo di Brindisi negli uffici amministrativi del “Perrino”. Sono stati mandati dal pm Simona Rizzo, che indaga sulla morte del 70enne Pietro Carrassi di Brindisi, avvenuta il 18 dicembre mentre su una barella era in attesa nel Pronto soccorso che si capisse cosa aveva.

I carabinieri hanno acquisito il materiale cartaceo relativo alla permanenza del settantenne nel Pronto soccorso. Era stato portato alle 11 con forti dolori e su quella barella è rimasto sino alle 22,20 quando è spirato tra l’incredulità e la rabbia dei suoi congiunti. I quali dopo qualche giorno, assistiti dall’avv. Paolo Antonio D’Amico, sporsero denuncia affinché possa essere accertato cosa è accaduto. Il magistrato inquirente iscrisse tre medici nel registro degli indagati ipotizzando il reato di omicidio colposo in modo da poter disporre l’autopsia e dare la possibilità alle parti di poter incaricare dei propri periti. Si tratta di Lauretana Perrone, 48 anni, di Trepuzzi; Gabriella Punti, 35 anni, di Putignano, e Antonella Placido, 46 anni, di Torre Santa Susanna. Perizia che fu affidata al medico legale Domenico Urso, al cardiologo Antonio Tota e al cardiochirurgo Domenico Paparella. I tre medici sono difesi dagli avvocati Mario Guagliani e Piero Amato Festa.

Parti offese sono Assunta Laguercia, moglie del deceduto; e i figli Cosimo, Alessandra e Annalisa, assistite dall’avvocato D’Amico.

Secondo quanto sostenuto dai congiunti, Pietro Carrassi non soffriva di patologie tali da destare allarme. Quella mattina mentre faceva riabilitazione presso il San Raffaele di Ceglie si era sentito male ed era stato portato a Brindisi con codice giallo. Fu visitato alle 14,36 e fu richiesta la Tac del capo e consulenza cardiologica. La tac fu effettuata alle 17,04, mentre la consulenza alle 18,30. Venne fuori un aneurisma aortico ascendente. Il cardiologo richieste una Tc aorta toracica addominale e altro. Tc che viene eseguita 21,02. Alle 21,20, quando il medico del Pronto soccorso, che ha preso servizio alle 20, vede il risultato della Tac e si rende conto di quello che sta accadendo, dispone il trasferimento in una struttura adatta a simili patologie. Ma non avviene perché nel frattempo Carrassi muore.

La perizia è stata consegnata al magistrato inquirente nei giorni scorsi ed esclude responsabilità dei medici. Attribuendo il decesso «al progressivo cedimento della funzione cardiovascolare secondaria a tamponamento cardiaco quale esito di disseccazione di tipo A secondo Stanford occorsa in soggetto già affetto da aortocoronarosclerosi ed ateromasia diffusa». [p. arg.]

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