cronaca
Pedopornografia: Viola, 'arresti risultato eccezionale, fenomeno odioso e in aumento'
Milano, 2 feb. (Adnkronos) - Un risultato "eccezionale" a fronte di un fenomeno "in costante incremento" ed "odioso perché colpisce soggetti più deboli, mercificati e schiavizzati per un mercato internazionale". Sono le parole con cui il procuratore capo di Milano Marcello Viola apre la conferenza stampa con cui dà conto di due arresti (la pena base è di 9 anni) e di quattro persone indagate per violenza sessuale online "a distanza" ai danni di minori, fenomeno noto come 'live distant child abuse'. Un fenomeno che, sottolinea, "è da sempre una priorità di questi ufficio" e che, alla luce di tecnologie sempre più sofisticate permette "un'accresciuta capacità di emersione del fenomeno stesso" conclude Viola.
L'operazione, ribattezzata 'Light Bridge' e iniziata nel 2024, si è avvalsa anche di personale sotto copertura, ha permesso il sequestro di "rilevanti" quantitativi di materiale pedopornografico: oltre 30mila i file di materiale pedopornografici trovati, decine invece i dispositivi sequestrati ai sei indagati per migliaia di gigabyte da analizzare. A sottolineare la difficoltà di ritracciare e dare un volto a persone che si muovono nel darkweb è anche il dirigente della polizia Ivano Gabrielli, direttore del servizio di Polizia Postale. "Questa indagine innovativa è importante perché individua un fenomeno che difficilmente è possibile intercettare, andare a bucare il fenomeno del 'livestreaming' è un risultato straordinario anche dal punto di vista internazionale".
L'indagine, che si è avvalsa della collaborazione internazionale, ha permesso di dare un nome a sei clienti italiani, di individuare i sistemi di scambi di piccole somme di denaro, di far emergere un sistema strutturato di contatti, accordi preventivi e pagamenti elettronici attraverso il quale soggetti definiti 'buyer' commissionavano in tempo reale abusi sessuali su minori a intermediari presenti fisicamente accanto alle vittime, i cosiddetti 'trafficker' o 'vendor'. Gli abusanti stabilivano tempi, modalità e richieste specifiche, acquistando la possibilità di assistere e controllare le violenze via webcam in cambio di somme di denaro modeste per non attirare controlli economici-finanziari. Gli incontri avvenivano prima su piattaforme asiatiche dedicate agli adulti, nel corso di questi scambi online venivano proposti spettacoli alternativi e, tra i servizi offerti anche quelli con bambini provenienti da contesti di povertà. Da quel momento si entrava in stanze private all’interno delle quali si avviava una trattativa in base alle preferenze dell’abusante.