cronaca

Giustizia: Corte d’Appello Milano, 'pesa carenza personale, allarme baby criminali stranieri'

Milano, 31 gen. (Adnkronos) - La carenza di personale pesa sulle performance della giustizia meneghina anche se il Distretto di Milano ha numeri positivi rispetto alla media italiana. E' uno dei passaggi dell’intervento di del presidente della Corte d’Appello di Milano Giuseppe Ondei in occasione dell’inaugurazione dell’Anno giudiziario. Dai dati relativi al personale amministrativo del Distretto si tocca con mano "la gravità della situazione: la scopertura complessiva è del 40%, che tuttavia sale al 53% per il Tribunale di Sondrio e giunge addirittura al 67% in alcuni uffici del Giudice di Pace. Il problema abitativo e del costo della vita in Lombardia induce molte persone a rinunciare a venire a lavorare al Nord". Ogni anno la situazione "peggiora": se si considera che la scopertura dei soli Tribunali ha raggiunto la media del 37% contro il 29,1% dell'anno precedente.

Un po' meglio è la situazione dell'organico del giudici: la scopertura media del Distretto "si assesta al 18%", in Corte di Appello, invece, "continua l'emorragia di personale di magistratura". Sul fronte delle risorse materiali la sicurezza degli edifici "è molto carente", quanto all’informatica nei processi si combatte "con la carenza di fondi".

A fronte delle difficoltà, Milano "ha saputo mantenere il proprio capitale reputazionale". Nel settore civile, con riguardo al secondo grado di giudizio, le pendenze ultrabiennali rappresentano circa il 2% di quelle totali con una “sensibile” riduzione della durata dei processi: 224 giorni rispetto ai 256 dello scorso anno. Per il primo grado civile le pendenze ultratriennali si attestano al 7-8% con la media dei processi di 351 giorni, “di gran lunga inferiore ai tre anni” ritenuti un tempo ragionevole per finire un processo. La maggior parte dei procedimenti ha riguardato i reati contro il patrimonio (25%), seppur in diminuzione del 4%; e contro la persona (19%) in aumento del 2%.

Sul fronte penale, il 99% dei procedimenti pendenti in Corte di appello è stato iscritto nel biennio 2024-2025 e le pendenze si sono ridotte del 4%. Il tempo medio di definizione del processo è di 207 giorno contro i 467 giorni a livello nazionale. Le sentenze che hanno definito il giudizio con la prescrizione sono stabili (6%). In primo grado, le pendenze sono aumentate del 6% e in alcuni Tribunali "come Busto Arsizio, Como e Pavia l'ufficio Gip-Gup sembra versare in particolare difficoltà, tanto da avere il 70% delle pendenze del settore penale. Il disposition time di tutti i Tribunali è "di gran lunga sotto i tre anni indicati come la durata del giusto processo dalla legge Pinto: tranne Busto Arsizio gli altri Tribunali sono addirittura sotto i due anni" aggiunge.

"Preoccupante, per contro, è il fatto che nel primo semestre del 2025 si è registrato un leggero peggioramento di tutti gli indici di performance: c'è da sperare che si tratti unicamente di una pausa fisiologica dovuta alla rilevante carenza del personale” evidenza il presidente della Corte d’Appello di Milano. Anche nel “virtuoso” distretto milanese, rispetto alla magistratura onoraria su cui Ondei chiede una riflessione, “dobbiamo registrare casi, per fortuna eccezionali, di rinvii di cause al 2032 e mi riferisco ai giudici di pace di Busto Arsizio".

Il 'rito unificato' introdotto nel sistema che riguarda i minori "non è risultato adeguato" e ha comportato "un allarmante aumento (+ 59%) delle pendenze ultratriennali del Tribunale per i minorenni del Distretto; urge un ripensamento". Aumentano ancora i reati contro il patrimonio "ad opera di minori non residenti nel territorio lombardo e dei reati predatori commessi in branco da soggetti che fanno uso di polisostanze". Infine, "va segnalato l'allarmante incremento del fenomeno costituito dalle seconde generazioni di immigrati che vivono nelle periferie delle grandi aree urbane e che, per qualche ragione, si sentono in conflitto con la società italiana. Qui si dovrebbe celermente aprire una riflessione su come lo Stato e gli enti Locali debbano rispondere a questa emergenza" conclude Ondei.

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