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Violenza su donne: Boccia, 'testo Bongiorno arretramento che smentisce Meloni'
Roma, 27 gen (Adnkronos) - "La presidente Bongiorno ha scelto di scardinare l’impianto del testo Camera. Siamo di fronte ad un arretramento giuridico e culturale. Il nuovo testo prevede che la violenza sessuale si configuri quando gli atti siano compiuti ‘contro la volontà di una persona’, introducendo un criterio che sposta l’onere probatorio sulla vittima e presuppone una manifestazione riconoscibile del dissenso; non tutela adeguatamente le situazioni di blocco, shock, paralisi; espone le donne a forme di vittimizzazione secondaria". Lo ha detto il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia intervenendo in commissione Giustizia al Senato durante il dibattito sulla legge sul ‘consenso’.
"Ancora più grave è la scomparsa del riferimento alla particolare vulnerabilità, mentre viene mantenuta e addirittura enfatizzata la clausola della ‘minore gravità’, già oggetto in passato di interpretazioni distorsive. Ma oltre al merito c’è un metodo che non accettiamo -ha proseguito Boccia-. Si tenta di imporre un testo completamente nuovo con tempi compressi; senza una nuova discussione generale; senza un nuovo ciclo di audizioni; invocando un’urgenza che non esiste più, proprio perché il testo Camera è stato stravolto. Se la Presidente del Consiglio aveva dato una parola, quella parola è stata smentita. E se la presidente della Commissione Giustizia agisce in questo modo, lo fa assumendosi una responsabilità politica piena”.
Il presidente dei senatori del Pd ha ricordato che "il disegno di legge in materia di violenza sessuale e di libera manifestazione del consenso, nasce da un atto politico e parlamentare di rara forza: l’approvazione all’unanimità alla Camera dei deputati. ‘Chiunque compie atti sessuali in assenza del consenso libero ed attuale è punito con la pena da sei a dodici anni’".
(Adnkronos) - "Questa formulazione non era né ideologica né improvvisata: allinea l’Italia alla legislazione di oltre 20 Paesi europei; dava piena attuazione all’articolo 36 della Convenzione di Istanbul; recepisce l’orientamento consolidato della Corte EDU; si colloca in piena coerenza con la giurisprudenza di legittimità nazionale, che da anni chiarisce come il consenso debba essere libero, attuale e permanente per tutta la durata degli atti sessuali", ha proseguito Boccia.
"Quel voto unanime non fu un incidente parlamentare: fu il frutto di una intesa politica esplicita, costruita a Montecitorio, che vedeva la Presidenza del Consiglio assumere l’impegno di non arretrare sul principio del consenso, riconoscendo che su un tema come la violenza di genere lo Stato deve parlare con una sola voce. Una sorta di stretta di mano ideale tra maggioranza e opposizione, che aveva un significato profondo: dire alle donne che la loro parola conta, che il loro ‘no’ è sufficiente, che non spetta a loro dimostrare di aver resistito, urlato, reagito", ha detto ancora l'esponente dem.
"Arrivato il provvedimento al Senato, quel patto è stato consapevolmente rotto. Per una scelta politica precisa, assunta dalla maggioranza e formalizzata dalla presidente della Commissione Giustizia, Giulia Bongiorno, con la presentazione di un testo integralmente riscritto, che abbandona il consenso e ripristina la centralità della ‘volontà contraria’", ha sottolineato Boccia.
(Adnkronos) - "È bene chiarirlo con nettezza: le obiezioni sollevate in particolare dalla Lega sul rischio di un uso strumentale delle denunce erano già state affrontate e superate alla Camera. Non siamo dunque di fronte a un ripensamento onesto, ma a una retromarcia politica", ha detto Boccia.
"Durante le interlocuzioni informali, l’opposizione aveva dimostrato ampia disponibilità al confronto: si era proposta la rimozione degli aggettivi ‘libero ed attuale’; si era aperto a una diversa gradazione delle pene; si era data disponibilità a lavorare sui casi di minore gravità; si era accettato di ancorare la valutazione del consenso alla ‘situazione e al contesto’, come previsto dalla Convenzione di Istanbul", ha sottolineato ancora.