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di FRANCO GIULIANO

Quasi sei mesi (esattamente, 5 mesi e sei giorni) per pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale la delibera di approvazione del progetto preliminare per il raddoppio del tratto ferroviario Termoli-Lesina (32 chilometri ancora a binario unico).

Risale, infatti, allo scorso 28 gennaio la seduta del Cipe (Comitato interministeriale per la Programmazione economica) che si è occupata della approvazione del progetto preliminare dell’opera che blocca da sempre lo sviluppo del trasporto ferroviario sull’Adriatica.

La decisione del Cipe varata lo scorso gennaio rappresentò un risultato importante per il quale intervenne lo stesso Governo nazionale. Inspiegabilmente però dopo quell’atto fondamentale, l’iter sembra avere avuto un ulteriore rallentamento.

La pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale rappresenta, infatti, un passaggio importante per dare avvio alla progettazione definitiva.

Nel documento ufficiale, datato 3 luglio 2015 (che è possibile scaricare sul sito della GU), si legge che i soggetti interessati (il ministero dei Trasporti e Rfi) devono concordare entro un mese dalla pubblicazione della delibera un temine entro il quale Rfi dovrà presentare il progetto definitivo. Termine che non potrà essere superiore ai due anni. Immaginiamo che entro lo scorso 3 agosto i due soggetti interessati abbiano adempiuto a questa indicazione e deciso entro quale data (non superiore ai due anni?) sarà approntato il progetto definitivo. Data l’importanza strategica dell’opera e anche la sua non eccessiva estensione (32 km di linea ferroviaria) speriamo che Rfi intenda contenere i tempi di presentazione del progetto.

Un’altra informazione che verrebbe fuori dalla lettura del documento pubblicato riguarda la prescrizione avanzata dalla Regione Molise. Che in questi mesi (rallentando anche l’iter) è riuscita a far inserire nel progetto generale una prescrizione che prevede la valutazione di una modifica di tracciato nei pressi di Campomarino (lotto numero 2) con l'eliminazione del viadotto, il trasferimento dei binari dalla costa all’interno, e una galleria naturale di quasi due chilometri e una galleria artificiale di 900 metri. Dopo fiumi di riunioni, discussioni e polemiche che hanno portato all’inserimento della proposta del Molise, pare che non sia ancora stato valutato l’impatto economico e tecnico della richiesta. Tutto quindi sarebbe ancora in alto mare. Anche perchè - sempre nel documento - viene sottolineato che il costo dell’opera non potrà aumentare rispetto al progetto originale che è di 550 milioni di euro. Finora finanziato solo per 106 milioni di euro relativi alla tratta interamente pugliese da Ripalta a Lesina (3,4 km), a rischio idrogeologico. Dodici anni per giungere alla approvazione del progetto preliminare da parte del Cipe, sei mesi per la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, i soldi che non ci sono (per gli altri due lotti), la prescrizione della Regione Molise che se effettivamente recepita farebbe aumentare tempi e costi di realizzazione. Infine altri due anni per la presentazione da parte di Rfi del progetto che dovrà essere concordato con gli enti locali: dunque anche con il Molise che finora ha rallentato i tempi.

Stando a questo ipotetico cronoprogramma, siamo già alla fine del 2017. E non per l’avvio dei lavori, ma solo per procedere nell’iter burocratico.

Esaurita questa fase, il «progetto preliminare» relativo al primo lotto, dovrà diventare prima «definitivo» e poi «esecutivo». Dunque, ottenere un altro passaggio dinnanzi al Cipe.

L’assessore ai Trasporti della Regione Puglia Giovanni Giannini ipotizza che «il ritardo nella pubblicazione della delibera sulla Gazzetta Ufficiale possa essere stato causato dal passaggio alla Corte dei Conti. Attendiamo adesso di conoscere i tempi di Rfi per la redazione del “progetto definitivo” che dovrà tornare al Cipe, come previsto dall’articolo 166 del DL 163 del 2006».

«Comunque - conclude Giannini - rispetto alle previsioni, questo primo lotto, già finanziato slitterà (vedi tabella) di almeno due altri 2 anni, cioè dal 2019 al 2021. Sempre che tutto vada bene».

A meno che così come è avvenuto per gli interventi dello Sblocca Italia il governo nomini un commissario governativo, magari lo stesso amministratore delegato di Fs, Michele Elia.

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