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Il neo ministro Delrio alleato della Gazzetta per i «treni più veloci»

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di FRANCO GIULIANO

BARI - La battaglia della Gazzetta per «I treni più veloci al Sud», da oggi ha un nuovo alleato: il nuovo ministro per le Infrastrutture e i Trasporti, Graziano Delrio. Era stato proprio Delrio a legittimare a dicembre scorso, in occasione dell’incontro avvenuto a Palazzo Chigi con il direttore della Gazzetta del Mezzogiorno, Giuseppe De Tomaso la campagna del nostro giornale.

In quella occasione il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio si era impegnato a dare «al più presto» una risposta alle tre/quattro grandi questioni sollevate dalla nostra campagna: dalla restituzione sulla linea Adriatica dei Frecciargento e dei Frecciarossa che Trenitalia ha sottratto alle regioni del Sud per utilizzarli sull’Alta Velocità (che consentirebbe di ridurre di un’ora i tempi di percorrenza da Lecce a Milano); alla definitiva soluzione dell’iter del progetto per il raddoppio della Termoli-Lesina (35 km ancora a binario unico) bloccato dai continui veti della Regione Molise; all’intervento del governo nei confronti dell’Autority per i Trasporti per correggere le tariffe (oggi uguali sia che si viaggia sui lussuosi Frecciarossa sia sui lenti Frecciabianca).

A distanza di quattro mesi da quell’incontro, il governo ha «risolto» solo una delle questioni contenute nel documento sottoscritto dai governatori delle cinque Regioni (Puglia, Basilicata, Molise, Abruzzo, Friuli Venezia Giulia) che hanno aderito alla nostra battaglia: la approvazione da parte del Cipe del progetto per il raddoppio del primo lotto del tratto a binario unico tra Termoli e Lesina.

In verità si è trattato solo di un piccolissimo passo avanti. Per raggiungere però la velocità alla quale viaggia il resto del Paese, i tempi sono ancora lunghi. Primo perchè l’intera opera del raddoppio ferroviario Termoli-Lesina (32 km a binario unico) è divisa in tre lotti. Solo il primo lotto approvato, quello da Lesina a Ripalta (6,5 km in territorio pugliese) risulta finanziato (106 milioni). Gli altri due lotti, costerebbero, ad oggi, 550 milioni di euro. Entrambi non sono ancora stati finanziati. Né sappiamo, se e quando quei progetti diventeranno «definitivi» e dunque «esecutivi», quanto costeranno in realtà.

Nei giorni scorsi l’ad delle Fs, Michele Elia ha assicurato che «con l’arrivo dei nuovi treni Etr1000 sulle linee ad Alta velocità al Sud verranno restituiti i treni Frecciargento.

Ora ci aspettiamo dal neo ministro Delrio che tenga fede al suo «impegno per la modernizzazione infrastrutturale del Paese», dunque anche al Sud, quale «elemento strategico per il rilancio economico», così «da garantire a tutti i cittadini italiani il diritto costituzionale alla piena mobilità». Un diritto non ancora garantito.

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