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di FRANCO GIULIANO
BARI - Tranquilli: «Il raddoppio della tratta ferroviaria Termoli-Lesina (32 km ancora a binario unico) andrà al Cipe il 15 novembre dopo un esame rapido davanti al Consiglio superiore dei Lavori Pubblici». È questo l’impegno assunto ieri dal dirigente dell’Unità di missione del Ministero delle Infrastrutture, Ettore Incalza e dall’amministratore di Fs, Michele Elia, davanti ai presidenti del consiglio regionale della Puglia Onofrio Introna, del Molise Vincenzo Niro e dell’Abruzzo Giuseppe Di Pangrazio, del vice presidente dell’Assemblea pugliese Nino Marmo e degli assessori regionali alle infrastrutture, Giovanni Giannini, per la Puglia e Pierpaolo Nagni per il Molise.

«Ma perché - ha osservato Giovanni Giannini - questo ulteriore passaggio davanti al consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, visto che il progetto preliminare era stato già approvato?». Per accontentare il Molise che continua a insistere nel chiedere nuove e più costose opere.

Incalza ha comunque assicurato che «in ogni caso il progetto sarebbe passato all’esame del Cipe nella seduta del 15 novembre».

A quel punto, visti i tempi brevissimi e l’esigenza del Molise, pur ritenendo fondata l’osservazione dell’assessore Giannini, la Puglia ha dovuto aderire a questa ulteriore richiesta della Regione Molise. Che resta sempre la stessa: lo spostamento, all’altezza di Campomarino dell’attuale tracciato (oggi in parallelo alla costa, così come previsto dal progetto approvato), in affiacamento all’autostrada. Questo - secondo il Molise - al fine di liberare la costa dai binari e consentire un utilizzo turistico e urbanistico diverso di quell’area. Questo nuovo progetto però costerebbe in più appena «80 milioni di euro» (secondo i calcoli fatti dal Molise), ben 250 milioni di euro secondo Rfi che deve invece realizzare l’opera.

«Visto che i tempi del nuovo passaggio al Consiglio saranno così contenuti - ha riferito Giannini - la Puglia ha rinunciato far valere la tesi di superare il nuovo passaggio al Consiglio». E «comunque - come ha ribadito Incalza - il 15 novembre il progetto sarà esaminato dal Cipe». Sarà la volta buona?

Una volta approvato dal Cipe, il progetto passerebbe al Consiglio dei ministri e dunque alla Presidenza della Repubblica per l’approvazione definitiva entro sessanta giorni dal ricevimento». Il Mit e le Fs hanno annunciato che gli interventi sulla dorsale adriatica verranno certamente candidati ai finanziamenti previsti dal Connecting Europe Facility che ha stanziato per le infrastrutture trasportistiche 22,7 miliardi di euro, di cui 11,9 per il primo bando in scadenza a febbraio 2015.

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