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di FRANCO GIULIANO
BARI - Il progetto per il raddoppio ferroviario Termoli-Lesina e della famosa strozzatura del binario unico Termoli-Lesina, ha registrato ieri un passo in avanti. Nel corso del vertice organizzato alla Gazzetta, il presidente del Molise, Di Laura Frattura, si è detto disponibile «a rinunciare alla delocalizzazione della stazione di Termoli», ma ha ribadito la richiesta di spostare il tracciato in affiancamento all’A/14. Vendola ha assicurato il sostegno della Puglia «per una soluzione condivisa». Ora trattativa a Roma. (Il vertice alla Gazzetta. Da sinistra: il direttore De Tomaso, l'assessore del Molise Nagni, il governatore del Molise Di Laura Frattura, il presidente Vendola e l'assessore Giannini - Foto Luca Turi)
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FRANCO GIULIANO
BARI - Il raddoppio ferroviario Termoli-Lesina si farà. Alla fine, con o senza (perchè così prevede la legge sugli appalti pubblici) il consenso degli enti locali. Ieri il vertice organizzato nella redazione della Gazzetta tra il presidente della Regione Molise, Paolo Di Laura Frattura, e della Regione Puglia, Nichi Vendola, «arbitro» il direttore Giuseppe De Tomaso è servito a superare uno degli ostacoli (già prospettato nella Conferenza di servizi del 15 maggio 2013) e ribadito dai Comuni di Termoli e Campomarino in sede di istruttoria al Consiglio superiore dei Lavori pubblici nella riunione del 20 febbraio sulla delocalizzazione della attuale stazione ferroviaria di Termoli. Infrastruttura che il Comune voleva realizzare a metà strada con Campomarino, in aperta campagna, dismettendo le attuali stazioni.
Il presidente di Laura Frattura e il suo assessore Pierpaolo Nagni hanno annunciato per la prima volta di voler rinunciare a questa ipotesi e «mantenere la stazione di Termoli, lì dove si trova»: nel centro della città dove è naturale che si trovi una stazione ferroviaria. La decisione del presidente Di Laura Frattura, alla presenza dell’assessore ai Trasporti della Regione Puglia, Gianni Giannini, rappresenta un primo fondamentale passo in avanti per la soluzione dei problemi sollevati dal Molise sul raddoppio ferroviario che prevede due lotti (su tre complessivi) nel territorio di quella regione.

Resta ancora tutta aperta, invece, la partita sul tracciato che il Molise vorrebbe in affiancamento all’autostrada A14. Richiesta questa che libererebbe le aree, attualmente occupate dai binari, lungo la costa, e aprirebbe scenari nuovi per lo sviluppo urbanistico di quei territori. Il presidente di Laura Frattura ha insistito nell’argomentare la necessità di apportare una variante al progetto, spostando il tracciato di ulteriori 3,5 chilometri, in affiancamento all’autostrada fino a Campomarino per poi ricongiungersi al tracciato storico poco prima del centro abitato di Termoli.

«Il Molise - ha detto - conferma la disponibilità alla realizzazione del doppio binario, ma continua a chiedere garanzie.  Soprattutto chiediamo - ha aggiunto il governatore del Molise - lo spostamento del tracciato considerando l’evidente barriera che questa costituirebbe rispetto allo sviluppo turistico della nostra fascia costiera». Infine ha ringraziato Vendola per «l’estrema sensibilità dimostrata nel confermare solidarietà alle attenzioni da dare ad un territorio. E dimostra l’obiettivo comune delle due regioni a realizzare una infrastruttura che ne impedisce lo sviluppo».

L’assessore Nagni, ha spiegato che le richieste di variante avanzate dal Molise «riguardano la necessità di superare le criticità contenute nella proposta progettuale, sia dal punto di vista idrogeologico, sia turistico e ambientale». Per questo il Molise, a fronte della realizzazione di un viadotto di 2,4 km, chiede «un’ opera meno impattante, quale potrebbe essere una galleria». Soluzione questa che, oltre ai maggiori costi per la realizzazione, non è contenuta nell’attuale progetto presentato.

Il punto di vista del Molise è quello di spiegare al ministero dei Lavori Pubblici e, dunque a Rfi, quali sono le richieste avanzate dalla popolazione, rispetto ad un’opera che serve al Paese. Una partita che non può non tenere conto però del ruolo e delle aspettative delle altre regioni coinvolte. Prime fra tutte la Puglia.  «Noi - ha detto il presidente Vendola rivolgendosi al governatore del Molise - siamo pronti a sostenere le richieste del Molise. Noi vogliamo dare una mano. Il Molise ha bisogno di sostegno per rendere visibile la fondatezza delle proprie richieste. Noi stimoleremo le Ferrovie a non avere un atteggiamento di chiusura, magari ad avanzare un’altra proposta e cercare di trovare una eventuale soluzione».

«Finchè la dorsale adriatica - ha aggiunto il presidente della Puglia - sarà spaccata e avremo quel binario unico tra Termoli e Lesina, quei 30 chilometri di rallentamento, noi faremo fatica anche a poter immaginare che il Sud possa correre lungo la ferrovia verso il Nord e che la nostra economia possa recuperare un’arteria fondamentale come la dorsale adriatica. Penso che con tanta pazienza e buona volontà e avendo cura di darci forza reciprocamente, possiamo migliorare e poi chiudere i progetti. Abbiamo bisogno di fare i cantieri e cominciare le opere». Insieme, ha fatto capire Vendola, possiamo essere più forti nella trattativa. L’importante però che queste richieste siano legittime e praticabili. Da questo momento insomma Puglia e Molise saranno insieme al tavolo della trattativa per raggiungere il traguardo.

Si tratta ora di risolvere le altre questioni. Ieri una importante che riguardava la stazione di Termoli è stata in qualche modo chiarita. Gli ostacoli da superare riguardano le altre richieste. Il Molise dal 2013 propone di continuare il raddoppio in affiancamento all’ autostrada. Richiesta, questa, tutta da valutare da un punto di vista economico che rappresenterebbe un costo ulteriore e, dunque, un allungamento dei tempi di realizzazione. Non solo: mentre sul lotto numero uno, che insiste nel territorio pugliese sono disponibili già 106 mln di euro e i lavori potrebbero già iniziare a partire dal 2017 (e fino al 2019), i restanti due lotti non sono stati ancora finanziati. Su questo elemento (c’è tempo per trattare) il Molise insiste nel chiedere a Rfi di rivedere il progetto che prevede, al posto del viadotto, una galleria e l’affiancamento per altri tre km alla autostrada.

L’amministratore delegato di Rfi, Michele Elia contattato in diretta durante il vertice dalla Gazzetta ha risposto «che realizzare la nuova ipotesi prospettata dal Molise richiederebbe ingenti risorse da quantificare. E che non sarebbe più possibile variare il tracciato perchè «stiamo già esprimendo un parere sul progetto preliminare, avendo già definito il tracciato. Per variare il tracciato come chiede il Molise bisognerebbe annullare l’attuale progetto e rifarne uno nuovo».

La trattativa si sposta adesso al ministero. Sia Vendola, sia Di Laura Frattura hanno chiesto ieri in diretta un incontro a breve con Rfi, alla presenza dell’ing. Ercole Incalza, capo della Struttura Tecnica di Missione del ministero delle Infrastrutture per riprendere la discussione e venire rapidamente ad una soluzione. Il Molise siamo certi continuerà ad insistere nelle richieste di compensazione «a vantaggio del territorio». La soluzione tecnico-amministrativa come è stato annunciato dall’assessore Nagni, a seguito delle informazioni comunicate dall’assessore Gianni Giannini sarà quella di evitare un parere contrario del Cipe al progetto. Per scongiurare questa eventualità (che chiuderebbe ogni trattativa) la Regione Molise «esprimerà parere favorevole con prescrizione». Una decisione tecnica che eviterebbe il persistere del parere negativo e, dunque, in definitiva, il ricorso all’intervento del presidente delle Repubblica previsto dalla norma sui contratti pubblici (art. 165 del Dl 12 aprile 2006, numero 163). Anche questa apertura rappresenta una novità rispetto alla posizione assunta nell’ultima riunione davanti al Consiglio superiore dei Lavori pubblici. Il Molise sa che insistere sulla strada del rifiuto dopo il parere del Cipe, rischierebbe di determinare l’intervento entro 60 giorni del presidente della Repubblica con un ricorso al decreto per un’opera ritenuta dallo stesso Cipe strategica.

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