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Treni, svolta in vista per il raddoppio della Termoli-Lesina

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Treni, svolta in vista per il raddoppio della Termoli-Lesina
di Franco Giuliano

CAMPOBASSO - Forse non riusciremo ad avere, subito, l’Alta velocità ferroviaria sulla dorsale Adriatica; forse non riusciremo a riavere da domani i treni Frecciargento (o i Frecciarossa) che ci sono stati sottratti per portarli sulle tratte del Nord. Di sicuro, però, ieri a Campobasso - nell’incontro che ha preceduto la conferenza stampa tra il presidente della Regione Paolo di Laura Frattura, l’assessore ai Trasporti Pierpaolo Nagni e il direttore della «Gazzetta» Giuseppe De Tomaso -, l’iniziativa della «Gazzetta» di chiamare in diretta al telefono i tecnici di Rfi per verificare lo stato dell’arte del progetto del raddoppio del tratto Termoli-Lesina è servita a fare chiarezza sui problemi e a rimettere al primo punto dell’ordine del giorno del dibattito le due posizioni: quelle dei Comuni molisani coinvolti nell’opera e la società delle Ferrovie che dovrà realizzare il raddoppio.

Una questione che - proprio per la mancanza di comunicazione tra le parti - giaceva da quasi un anno nei cassetti dell’assessorato ai Trasporti della Regione Molise. E che, invece, di fatto rappresenta il nocciolo duro dell’intera battaglia della «Gazzetta» per l’«Alta velocità ferroviaria lungo la dorsa Adriatica».Una telefonata tra il tecnico di Rfi e l’assessore regionale prima di entrare nella sala della giunta è servita per decidere la data dell’incontro «da tenersi nelle prossime ore» a Roma, nel corso del quale la Regione Molise dovrebbe illustrare le nuove proposte di variante rispetto al progetto approvato a maggio scorso al ministero.

«Richiesta - ha ammesso l’assessore Nagni - mai ufficialmente avanzata prima e che oggi, alla luce delle indicazioni suggerite nel corso della telefonata organizzata dalla “Gazzetta” con Rfi, la Regione intende proporre».

L’assessore, presenti una decina di sindaci dei Comuni interessati al tracciato ferroviario, ha spiegato che la nuova proposta «riguarda un tratto di 3/4 chilometri che prevede l’affiancamento dell’opera all’autostrada».

«Questo - secondo il ragionamento dell’assessore Nagni e del governatore Frattura - libererebbe la costa e contemporaneamente permetterebbe all’Alta velocità di essere realizzata».

«La disponibilità della “Gazzetta” a fare da tramite - ha ribadito l’assessore Nagni - è servita a metterci in contatto e a capire che questa terza variante dovrà essere formalizzata alle Ferrovie. Noi continueremo a chiedere con forza di avere una stazione unica nel nostro territorio regionale tra Bovalino e Termoli, che possa essere utilizzata dai molisani». Poi la stoccata: «In tutto questo il Molise non farà barricate per ostacolare il progetto, a condizione però, che i molisani non vedano solo sfrecciare i treni veloci nel proprio territorio, ma possano avere una fermata così da consentire a questa Regione di poter fruire dell’opera. Altrimenti, sia chiaro, da qui non passa nessuno».

Questo l’aspetto tecnico-progettuale. Il direttore De Tomaso ha poi ricordato la proposta avanzata dal ministro della Difesa, Mario Mauro in una intervista alla «Gazzetta» e l’impegno del governatore del Friuli, Serracchiani a farla propria: spingere, cioè attraverso la conferenza Stato-Regioni il governo ad avanzare la richiesta alla Ue di finanziare questa opera inserendola nei progetti Ten».

«Il ministro Mauro - ha detto il governatore Frattura - fa il ministro della Difesa. Ragioniamo in maniera chiara. Abbiamo detto che non è possibile tenere l’Italia divisa; abbiamo detto che non ci spaventa l’entità delle risorse, considerando i benefici di questo investimento; abbiamo rivendicato l’imporanza delle quattro regioni fuori dall’Alta velocità perchè si potesse investire sulla dorsale Adriatica; abbiamo detto di quantificare l’entità dell’investimento e detto chiaramente che il vicolo doveva essere che ogni regione avesse una sua fermata. Questo è l’obiettivo delle quattro Regioni, del quale il ministro Lupi è stato interessato e che da subito si è detto disponibile ad affrontare questo tipo di investimento. La conferenza delle Regioni, dunque, non dovrebbe avanzare alcuna nuova proposta. Oggi resta da risolvere il problema della Termoli-Lesina, sul quale mi pare di poter dire che posizioni che sembravano contrastanti, sono in parte state risolte».

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