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Treni veloci, la battaglia Tutte le Regioni d'Italia al fianco della Gazzetta Ecco il testo dell'appello FIRMA LA PETIZIONE

di FRANCO GIULIANO
BARI - Adesso sono tutte le Regioni italiane a scendere in campo al fianco della Gazzetta nella campagna per Alta Velocità ferroviaria sulla linea Adriatica. Ieri a Roma i Consigli regionali italiani hanno detto sì alla battaglia «per i treni più veloci» sulla dorsale e per l’Alta Capacità della rete appenninica tra Foggia e Napoli. L’ordine del giorno è stato approvato alla unanimità, su proposta del presidente del Consiglio regionale pugliese Onofrio Introna, dalla Conferenza nazionale dei presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome. Un segnale importante che si aggiunge alla sottoscrizione dell’appello da parte dei quattro governatori delle Regioni Puglia, Abruzzo, Molise e Friuli Venezia Giulia (che a maggio hanno partecipato al forum della Gazzetta a Bari) e alla petizione dei nostri Lettori
IL CONSIGLIO REGIONALE PUGLIA APPROVA ADESIONE - IL DOCUMENTO
LA CDC DI BARI : Con la Gazzetta per i treni più veloci al Sud
Treni veloci, la battaglia Tutte le Regioni d'Italia al fianco della Gazzetta  Ecco il testo dell'appello  FIRMA LA PETIZIONE
di FRANCO GIULIANO

BARI Adesso sono tutte le Regioni italiane a scendere in campo al fianco della Gazzetta nella campagna per l'Alta Velocità ferroviaria sulla linea Adriatica.

Ieri a Roma i Consigli regionali italiani hanno detto sì alla battaglia «per i treni più veloci» sulla dorsale e per l’Alta Capacità della rete appenninica tra Foggia e Napoli.

L’ordine del giorno è stato approvato alla unanimità, su proposta del presidente del Consiglio regionale pugliese Onofrio Introna, dalla Conferenza nazionale dei presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome.

Un segnale importante che si aggiunge alla sottoscrizione dell’appello da parte dei quattro governatori delle Regioni Puglia, Abruzzo, Molise e Friuli Venezia Giulia (che a maggio hanno partecipato al forum della Gazzetta a Bari) e alla petizione dei nostri Lettori.

Nell’ordine del giorno si chiede al governo Letta di «considerare prioritaria l’estensione alla dorsale adriatica di progetti di velocizzazione e modernizzazione dei collegamenti ferroviari».

Sempre al governo nazionale, i Consigli regionali chiedono di «reperire le risorse finanziarie necessarie e di porre in essere tutte le iniziative utili» per conseguire un obiettivo infrastrutturale strategico per l’intera rete ferroviaria italiana.

«I colleghi presidenti - ha sottolineato Introna - convengono e segnalano a Palazzo Chigi che la modernizzazione delle infrastrutture ferroviarie lungo l’Adriatico, considerata la sua stretta interconnessione con le reti appenniniche, quella ionica e quelle dei Paesi europei del settore Nord Orientale, verrebbe ad assumere un valore strategico per collegare tutte le regioni italiane».

Il documento della Conferenza dei Parlamenti regionali sollecita inoltre «il raddoppio dei 38 km di binario unico che limitano tuttora la linea ferroviaria adriatica».

«A parte un chilometro a nord della stazione di Ortona in Abruzzo, l’anacronistica strozzatura interessa in  massima parte il territorio pugliese, nei 37 km tra Lesina-Termoli - ricorda il presidente Introna - la richiesta al Governo è che questo intervento atteso da tempo venga compreso quanto prima tra le opere strategiche indifferibili, interessando una ferrovia che va considerata anche in continuità con i collegamenti tra l’Europa e il Mediterraneo, oltre che parte integrante dei “corridoi” europei  verso i Balcani l’Egeo e il Mar Nero».

A partire da lunedì il presidente della Conferenza nazionale, Eros Brega, a nome di tutti i Consigli, chiederà un incontro al premier Letta e al ministro dei Trasporti Lupi, proprio per illustrare «la richiesta delle Regioni dell’urgente ammodernamento delle reti ferroviarie».

La richiesta ufficiale del presidente Brega rappresenta un ulteriore legittimazione alla mobilitazione delle popolazioni della Puglia e del Sud che da mesi, attraverso la nostra campagna, chiedono con forza una parità di trattamento nella offerta di mobilità da parte delle Ferrovie dello Stato.

«A cominciare - così come si legge nel nostro appello sottoscritto dai quattro governatori - dalla velocizzazione dell’attuale infrastruttura esistente.

«Già da subito infatti - chiediamo nel nostro documento sottoscritto dai governatori - si potrebbero ridurre di ben un'ora e quindici minuti i tempi di viaggio sulla linea ferroviaria Milano-Pescara-Bari, se si utilizzassero treni moderni e adeguati che possano fruire dell'Alta Velocità esistente tra Milano e Bologna, invece di percorrere la tratta storica fra le due città, e che possano procedere ad una velocità superiore anche a sud di Bologna, lungo la linea Adriatica, grazie all'assetto variabile. In questa ipotesi, ad esempio, i tempi di viaggio Milano-Bari si ridurrebbero a circa 6 ore e mezza, Milano-Foggia a 5 ore e mezza e Milano-Pescara a meno di 4 ore. Non chiediamo, in questa fase di carenza di cospicue risorse nazionali, di affrontare insostenibili investimenti infrastrutturali straordinari».

Questo si potrebbe realizzare già da subito. Ma è legittimo «chiedere che il Governo cominci a programmare, con studi e progetti, la rete dell’Alta Velocità ferroviaria anche per la dorsale adriatica, per la cui realizzazione si potrà lavorare quando le condizioni di finanza pubblica lo consentiranno». Anche i nostri figli, come quelli delle regioni del Nord devono poter sperare di viaggiare «un giorno» sui treni veloci dell’Alta velocità da Lecce a Milano.

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