Mercoledì 19 Settembre 2018 | 12:30

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Ecco l'ultimo schiaffo di Moretti (Fs): «Niente treni veloci dalla Puglia non ci sono clienti» Leggi la nostra battaglia

di FRANCO GIULIANO
BARI - «Trenta nuovi treni super veloci da Ancona a Milano». E al Sud? «Niente: su quella tratta - dice l’Ad di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti - non c'è abbastanza concentrazione di clientela e questi sono treni che si pagano solo con il prezzo del biglietti dei clienti». Moretti, insomma voleva dire ai pugliesi: i super Frecciarossa, dimenticateveli: quelli si pagano. Per il sindaco di Bari, Michele Emiliano «le parole di Moretti sono inaccettabili, indegne». «Che siano treni non convenienti - dice il sindaco di Lecce, Paolo Perrone - è tutto da dimostrare. I treni da Roma a Lecce sono sempre pieni e a prezzi alti».
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di FRANCO GIULIANO 

BARI - «Trenta nuovi treni super veloci da Ancona a Milano». E al Sud? «Niente: su quella tratta - dice l’Ad di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti - non c'è abbastanza concentrazione di clientela e questi sono treni che si pagano solo con il prezzo del biglietti dei clienti». Insomma, il «nostro caro Moretti» non perde occasione per umiliare i pugliesi e le regioni del Sud. Anche l’altro ieri, durante la sosta a Rimini del viaggio inaugurale del «Frecciarossa» Ancona-Milano nell’annunciare l’enorme investimento della società pubblica ferroviaria («24 treni Frecciabianca, più quattro Frecciarossa: sono 28, con la possibilità di arrivare a 30»), il numero uno della società pubblica ha escluso «un’estensione del Frecciarossa a sud di Ancona, fino a Bari ». «In quella tratta - ha detto - non c'è abbastanza clientela e questi sono treni che si pagano solo con il prezzo del biglietti dei clienti». «Per quell'area - ha spiegato - ci sono i Frecciabianca, un servizio che fino a due anni fa non c'era». 

Moretti, insomma voleva dire ai pugliesi: accontentatevi, già ho dovuto rispristinare (dopo un isolamento durato un anno, n. d. r. ) due coppie di treni notturni diretti (senza trasferimento a Bologna) da Lecce a Milano. I super Frecciarossa, dimenticateveli: quelli si pagano. Ma chi ha detto che i passeggeri pugliesi non pagano già tariffe altissime rispetto alla qualità del servizio offerto? Da Lecce a Milano per esempio la tariffa su treni «lumaca» (pardon, «Frecciabianca») durata del viaggio 9 ore, è di circa 145 euro. Mentre da Roma a Milano (600 km) sui comodi «Frecciarossa», durata del viaggio 3 ore, è di 79 euro. Dunque la giustificazione del «caro Moretti», secondo cui gli italiani del Sud non sarebbero disposti a pagare, non è giustificata dalle tariffe che invece Trenitalia riserva sulle tratte da e per il sud. 

Non sarebbe neppure giustificata l’argomentazione secondo la quale «su questa tratta - come dice Moretti - non c'è abbastanza concentrazione di clientela e questi sono treni che si pagano solo con il prezzo del biglietti dei clienti». In realtà nè Moretti, nè il ministero dei Trasporti hanno mai diffuso i dati di traffico (i passeggeri trasportati) sulle direttrici ferroviarie del Sud: Lecce-Roma e Lecce- Milano. Dunque come facciamo a verificare le argomentazioni di Moretti»? Anche in mancanza di dati ufficiali, però, basterebbe affacciarsi nelle stazioni di lecce, Brindisi e Bari per capire quanto i treni da e per il sud sono strapieni. Moretti invece dice «che non c’è abbastanza concentrazione». 

Chissà cosa intende l’Ad delle Ferrovie dello Stato per «concentrazione»: forse due passeggeri per ogni posto a sedere? Basta fare un viaggio sulla tratta Roma-Bari di un qualsiasi giorno della settimana con il treno «Frecciabianca » che parte dalla Capitale nel primo pomeriggio, per capire che questo criterio dei due sedili a passeggero viene applicato da Trenitalia che consente ai pendolari di Caserta di viaggiare senza prenotazione (obbligatoria invece su quella tratta»), dunque in piedi. C’è da giurare che Moretti continuerà a dire che al Sud «di Frecciarossa non se ne parla». Eppure basterebbe - come propose l’ex assessore regionale ai Trasporti, Gugliemo Minervini in ben due dossier al ministro Passera - investire subito 800 milioni di euro sulla linea Adriatica, adeguando l’attuale infrastruttura (ammodernamenti tecnologici, la correzione di qualche curva e soprattutto il raddoppio della Termoli-Lesina, dove in quel tratto, nel 2013 si viaggia ancora a binario unico) per consentire ai treni di viaggiare (dagli attuali 180 km orari) a 250 km/h e consentire così, come avviene attualmente sulla tratta Ancona-Bologna (priva dell’alta velocità) di avere i «Frecciarossa» inaugurati ieri da Moretti. E, soprattutto aprire al mercato la dorsale Adriatica. 

La «Nuova Trasporti Viaggiatori» (Ntv) di Della Valle non ha escluso che se si potesse viaggiare a 250 km/ora, il treno «Italo» potrebbe arrivare fino a Bari. Questo Moretti lo sa e per questo evita di investire con i prossimi fondi strutturali quegli 800 milioni che invece potrebbero aprire nuovi scenari. Il presidente di Confindustria Puglia, Angelo Bozzetto manda a dire che: «Moretti deve ricordare che tutto il territorio nazionale deve avere le stesse opportunità per competere. Il trasporto ferroviario serve all’intero Paese. Non ci possono essere due Italie: una che viaggia a 320 km orari e un’altra a 180. Gli investimenti devono consentire ai territori di essere equilibrati con pari infrastrutture. Moretti ricordi questo». 

Per il sindaco di Bari, Michele Emiliano «le parole di Moretti sono inaccettabili, indegne del vertice di una azienda pubblica di trasporto. Occorre una forte mobilitazione che impedisca questa assurda discriminazione tra nord e sud».

Il neo parlamentare del Pd, Antonio Decaro (prossimo componente la Commissione Trasporti) risponde a muso duro all’Ad delle ferrovie: «Moretti deve smetterla di dire che non ci sono i passeggeri sulle tratte dove le Ferrovie non mette i treni. Provasse a metterli i treni o ad investire per aumentare la velocità sulle tratte del Sud, come avviene altrove, e poi verifichiamo i numeri del traffico passeggeri».

«Che siano treni non convenienti - dice il sindaco di Lecce, Paolo Perrone - è tutto da dimostrare. I treni da Roma a Lecce sono sempre pieni e a prezzi alti. Ammesso che Moretti abbia ragione, e questo è tutto da dimostrare, non dimentichiamo che la sua è una azienda statale. Le motivazioni economiche sono le principali, ma non sono le uniche. Gli italiani, dunque anche noi pugliesi, ripianiamo da anni le perdite di questa società pubblica. Perchè, mi chiedo, noi pugliesi, ma anche i cittadini delle altre regioni escluse da questo servizio, dobbiamo solo pagare e non avere le stesse opportunità. E comunque sia, il tema dei trasporti non è più rinviabile. La battaglia della Gazzetta è più che mai necessaria».

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