Martedì 25 Settembre 2018 | 02:52

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Il presidente del Molise «L’Alta velocità? Una necessità per il Sud» Governatore dell'Abruzzo «Vendola, stiamo uniti» Leggi la nostra battaglia

di FRANCO GIULIANO 
«Il treno è il nostro futuro. L’alta velocità ferroviaria un nostro sacrosanto diritto». Il presidente della Regione Molise, Paolo di Laura Frattura, non ha dubbi: «sia chiaro - dice - anche noi abbiamo diritto ai treni veloci. Noi non possiamo continuare a restare la lumaca del paese». «Il treno - ripete - è il migliore sistema di trasporto che esiste. Il meno inquinante, il più veloce, il più socializzante: in treno si conosce le gente, si parla, si vede la bellezza del paesaggio, si legge, si pensa. Il treno è il viaggio. La vostra iniziativa sull’Alta velocità lungo la linea Adriatica sfonda una porta aperta: mettere insieme le regioni del Sud interessate credo rappresenti la migliore iniziativa comune degli ultimi anni per il Sud su questo argomento. Tutti insieme per un unico progetto comune»
Il presidente del Molise «L’Alta velocità? Una necessità per il Sud» Governatore dell'Abruzzo «Vendola, stiamo uniti» Leggi la nostra battaglia
di FRANCO GIULIANO 
«Il treno è il nostro futuro. L’Alta Velocità ferroviaria un nostro sacrosanto diritto». Il presidente della Regione Molise, Paolo di Laura Frattura, lo raggiungiamo alle 10 di sera mentre in auto viaggia da Campobasso a Termoli: «sia chiaro - dice - anche noi abbiamo diritto ai treni veloci. Noi non possiamo continuare a restare la lumaca del Paese». Il presidente del Molise scopriremo essere il migliore testimonial di questo mezzo. «Il treno - ripete - è il migliore mezzo di trasporto che esiste. Il meno inquinante, il più veloce, il più socializzante: in treno si conosce le gente, si parla, si vede la bellezza del paesaggio, si legge, si pensa. Il treno è il viaggio». La vostra iniziativa sull’Alta velocità lungo la linea Adriatica sfonda una porta aperta: mettere insieme le regioni del Sud interessate per sostenere questo progetto - afferma - credo rappresenti la migliore iniziativa comune degli ultimi anni per il Sud. Tutti insieme per un unico progetto comune».

Presidente, dunque lei è d’accordo sull’Alta velocità anche lungo la linea Adriatica? 

«Lo sviluppo del trasporto ferroviario è il miglior sistema per garantire la mobilità delle persone, in assoluto più sicuro e quello con il ninore impatto ambientale. Dunque, il mezzo di trasporto in assoluto preferibile. E da un punto di vista politico-sociale il più equo, perchè raggiunge tutti i territori di un Paese. Non nel nostro caso, naturalmente...». 

Che cosa bisogna fare, secondo lei per spingere il governo verso un intervento infrastrutturale di queste dimensioni? 

«Dimostrare che tutte le regioni insieme possono raggiungere obiettivi che evidentemente da soli sarebbero impensabili»

Presidente, ritiene compatibile con lo stato attuale della crisi che attraversa il Paese, la richiesta di una infrastruttura che richiederebbe enormi investimenti? Quali pensa siano le risposte da dare a quanti potrebbero anteporre il problema dei costi rispetto all'importanza che questa infrastruttura ha per la mobilità della gente?

I costi, intesi in senso assoluto, sono sempre impraticabili o improponibili. Se invece i costi vengono rapportati al beneficio che si otterrebbe con la realizzazione di un intervento, allora non credo che si possa temere l’entità dei costi rispetto al beneficio sull'utenza. Non solo: mi piacerebbe capire la risposta dei contrari a questa opera rispetto ai benefici derivanti dall’impatto sull'ambiente. Un vantaggio sicuramente non misurabile in tempi immediati, però penso a quanti raggiungerebbero Milano senza dover far uso dell'auto o dell'aereo. E faccio questo ragionamento sapendo pur consapevole che una infrastruttura del genere potrebbe escludere Termoli: per questa ragione chiederei particolare sensibilità e attenzione affinché questo collegamento veloce rappresenti una opportunità per tutte le regioni del Sud, compreso il Molise».

Perché fino a questo momento i politici del Sud non hanno mai osato chiedere un'infrastruttura del genere? Per pudore o incapacità?

«Forse perché mai fino ad oggi si è pensato all'importanza delle infrastrutture vissute in termini interregionali».

Se la risposta dovesse essere: costa troppo, come reagirete?

«E' come sollevare il problema prima di averlo verificato. Capiamo prima di tutto che cosa significa in termini di costi questa opera e verifichiamo immediatamente quali sono i benefici di ritorno che cosa questa opera comporterebbe. Sono convinto che l'investimento sarebbe poca cosa rispetto al beneficio che ne otterremmo. Gli investimenti credo che siano un modo significativo per affrontare momenti contingenti come quello della crisi che stiamo vivendo. Soprattutto quando parliamo di investimenti che producono opportunità».

Fino a che punto è disposta la sua regione a cavalcare questa battaglia?

«Io penso che il gioco di squadra possa portare a dei risultati, che il ritorno in termini di benefici sia l'elemento convincente perché dell'infrastruttura non solo si cominci a parlare, ma si cominci ad affrontare l'ipotesi della realizzazione concreta».

Presidente sa come argomenta l'Ad di Trenitalia Mauro Moretti per giustificare i mancati investimenti nelle regioni del Sud?

«Mi coglie impreparato. Mi dica».

Dice che su questa linea non c'è mercato. Che gli investimenti non sono giustificati dai numeri di traffico.

«Non c'è mercato sulla base di quali analisi? Prima ancora di parlare dei costi di questa infrastruttura io facevo riferimento ai benefici di ritorno. Per cui è chiaro che conoscere il potenziale del bacino di utenza diventa la verifica fondamentale».

Presidente, il parlamento, il ministero dei Trasporti, l'Italia non conosce i dati di traffico, cioè quanti sono i passeggeri trasportati su questa direttrice. Trenitalia non pubblica queste cifre. Così non consente di dire se e quanto sia conveniente investire su questa modalità di trasporto su questa direttrice. Lo stesso accadeva 20 anni fa con la compagnia di bandiera: ogni volta che la Puglia chiedeva di aumentare il numero dei collegamenti aerei Alitalia rispondeva che non c'era mercato. In realtà non c'erano passeggeri perché non c'erano i voli. La storia poi ha dimostrato, con la fine del monopolio, che se ci sono gli aerei la gente vola: la Puglia oggi registra un traffico aereo di sei milioni di passeggeri. E il trend è in continua crescita. Sul trasporto ferroviario non si sa nulla.

«Basterebbe sommare i dati del traffico della società Autostrade con quelli delle varie compagnie aeree per capire quanta gente si sposta da Bari, da Foggia da Pescara, e quanta su Napoli per raggiungere con un collegamento veloce Milano. Penso che l'approfondimento di questi dati darebbe qualche sorpresa a chi pensa che il bacino di utenza non giustifichi l'investimento».

Sarebbe disposto a partecipare ad un forum a Bari insieme a tutti i governatori per decidere una azione comune? 

«Assolutamente sì».

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