Giovedì 20 Settembre 2018 | 03:00

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Treni, la nostra battaglia Governatore Abruzzo «Vendola, stiamo uniti per avere Alta Velocità» Nessuno ci può rubare i sogni

di FRANCO GIULIANO
BARI - «L'Alta velocità ferroviaria sulla direttrice Adriatica è una infrastruttura fondamentale per le regioni del Sud interessate, e quindi tutti insieme, noi dell’Abruzzo ma insieme anche a Puglia, Marche, Molise ed Emilia Romagna, dobbiamo organizzare un' iniziativa comune che spinga il governo a trovare i finanziamenti per quest’opera». A dirlo alla Gazzetta è il presidente della Regione Abruzzo, Giovanni Chiodi (Pdl), che coglie l’occasione per lanciare un invito ai governatori delle altre Regioni «per discutere insieme questo tema e decidere una azione comune da proporre al futuro governo per chiedere un intervento per la velocizzazione della linea esistente, dotando cioè l'attuale infrastruttura di sistemi di ammodernamento che consentano di aumentare la velocità dei treni fino a 250 km/h. Un progetto che non costerebbe moltissimo e che sarebbe possibile realizzare in tempi relativamente brevi»
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Treni, la nostra battaglia Governatore Abruzzo «Vendola, stiamo uniti per avere Alta Velocità» Nessuno ci può rubare i sogni
Nessuno ci può rubare i sogni

Con questa prima intervista al presidente della Regione Abruzzo, Giovanni Chiodi, la Gazzetta del Mezzogiorno vuole verificare l'interesse della politica, a cominciare dai governatori dalle cinque Regioni adriatiche, alla realizzazione della infrastruttra dell'Alta Velocità ferroviaria lungo la direttrice Lecce-Milano. E’ vero: si tratta di un progetto gigantesco che richiederebbe risorse finanziarie enormi e tempi lunghissimi. Ma non per questo non è legittimo escludere a priore l’ipotesi che anche i nostri figli un giorno possano viaggiare alla stessa velocità dei loro coetanei delle altre regioni del Nord. Anche cinquanta anni fa (tanto c’è voluto per il raddoppio ferroviario Bologna-Lecce) quell’opera destinata al Sud sembrò ciclopica. Oggi, 50 anni dopo, esiste. Almeno proviamoci.

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di FRANCO GIULIANO

«L'Alta velocità ferroviaria sulla direttrice Adriatica è una infrastruttura fondamentale per le regioni del Sud interessate, er quindi tutti insieme, noi dell’Abruzzo ma insieme anche a Puglia, Marche, Molise ed Emilia Romagna,dobbiamo organizzare un' iniziativa comune che spinga il governo a trovare i finanziamenti per quest’opera». A dirlo alla Gazzetta è il presidente della Regione Abruzzo, Giovanni Chiodi, che cogli l’occasione per lanciare un invito ai governatori delle altre Regioni «per discutere insieme questo tema e decidere una azione comune da proporre al futuro governo».

Presidente, dunque lei è d'accordo sulla necessità di iniziare a chiedere da subito un investimento che consenta la velocizzazione dei treni sulla linea Adriatica e togliere dall'isolamento le regioni del Sud dell'Italia che viaggia a due velocità…

«Assolutamente sì. Io sono convinto a questo punto che le regioni del Sud interessate a questa infrastruttura, tutte insieme, debbanoavviare una iniziativa politica comune per spingere il prossimo governo a risolvere la diseguaglianza che esiste attualmente nel sistema del trasporto ferroviario tra il Nord e il resto del Paese. Credo che la nostra azione possa, a partire da subito, svilupparsi in due momenti. Il primo, per cominciare, nel chiedere un intervento per la velocizzazione della linea esistente, dotando cioè l'attuale infrastruttura di sistemi di ammodernamento che consentano di aumentare la velocità dei treni fino a 250 km/h. Un progetto che non costerebbe moltissimo e che sarebbe possibile realizzare in tempi relativamente brevi. Subito dopo dovremmochiedere al governo nazionale di avviare una programmazione di investimenti che porti alla vera e propria realizzazione dell'Alta velocità ferroviaria, una opera fondamentale per un Paese che presenta questa particolare conformazione geografica».

Presidente, ritiene compatibile con lo stato attuale della crisi che attraversa il Paese, la richiesta di una infrastruttura che richiederebbe enormi investimenti?

«Credo che sia bene iniziare da subito a pianificare un'opera che potranno vedere i nostri figli. Il problema della politica è che ogni azione, ogni iniziativa, resta legata alla scadenza elettorale. Noi invece dovremmo,contrariamente ai nostri predecessori, cominciare a pensare al futuro, ad avere una visione di lungo periodo. Dobbiamo dare ai nostri figli la possibilità di viaggiare alla stessa velocità del resto dell'Italia. Per fare questo dobbiamo iniziare a parlane oggi. Non c'è dubbio che un difetto della politica è quello di avere un orizzonte legato al mandato elettorale, per cui si fanno solo le cose che si possono toccare poi con mano nel corso del mandato elettorale. Questo spinge noi politici a non investire nel medio e lungo termine. Nel caso dell'Alta velocità si tratta di un'opera che potrebbe vedere la luce solo tra dieci anni, ma occorre pensarla da subito, perché un Paese o una Regione che non investono nel medio e lungo termine sonodestinati a declinare ineluttabilmente. Di questa opera dobbiamo occuparcene ora. Anche se sarà qualcuno altro a tagliare il nastro».

E rispetto ai costi altissimi per realizzare questa infrastruttura: come vi difenderete da chi vi risponderà che siamo in crisi e che non ci sono fondi per un'opera di queste dimensioni?

Rispetto ai costi che questi interventi richiederebbero, dico che anche quando si costruì la prima autostrada, per quel tempo i costi erano considerati talmente esorbitanti che poteva sembrare assurdo immaginarne la realizzazione. Invece la rete autostradale si è sviluppata nonostante i suoi enormi costi, perché enormi sono stati i vantaggi prodotti. E' vero, l'Alta velocità costerebbe moltissimo, non c'è dubbio, e i tempi richiesti sarebbero molto lunghi. Ma stiamo parlando dell'Italia, siamo sempre tra i primi 8 paesi al mondo. I fondi prima o poi ci saranno o potremmo trovarli. In attesa però che maturi questa decisione, che la si finanzi e la si realizzi,possiamo fare degli interventi di velocizzazione fino a Bologna così da agevolare il trasporto passeggeri e delle merci. Accorciare i tempi di percorrenza da Bari a Bologna si può fare con finanziamenticontenuti. Le Ferrovie hanno già iniziato a lavorare, si tratta di completare questo percorso di investimenti che ripeto, sono allanostra portata. Non si può puntare solo sulla linea Tirrenica come è stato fattofinora. Capisco che quello è un territorio ad alta frequentazione, ma non si può trascurare la fascia adriatica alla luce dei nuovi scenari internazionali.

A cosa si riferisce?

C'è un dibattito sulla opportunità di investire sulle direttrici orizzontali, da noi si parla di finanziare le linee da Pescara a Roma, in altre regioni si ipotizzano opere da Ancona a Roma. Fermo restando che nulla è inutile, esistono però delle priorità. Oggi la priorità è investire sulle reti verticali, sopratutto lungo la direttrice Adriatica. L'economia mondiale si sta spostando verso i Paesi dell'est, che stanno crescendo, che hanno popolazioni giovani, che avranno sempre maggiori investimenti dall’Unione europea. Noi invece stiamo invecchiando. Noi dovremmo sfruttare con il nostro sistema aeroportuale e portuale questo scenario, intercettare questi flussi provenienti dai Paesi dell'Est, come Turchia, Croazia, Grecia. E' questa la scommessa. Sevogliamo dotare i nostri porti di infrastrutture che possano intercettare i flussi delle merci provenienti da questi paesi, dobbiamo sviluppare anche le ferrovie, avere treni veloci. Ecco dunque l'importanza dell'investimento sulla linea Adriatica, che non è a vantaggio solo delle regioni che si affacciano su questa aerea, ma direi dell'intero Paese.

Presidente, lo sa cosa le risponderà l'amministratore unico del Gruppo Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti? Che sulla tratta Adriatica non c'è mercato, dunque non serve investire

«Attualmente non c'è mercato perchè non c'è offerta. Se non mi mette il treno non c'è chi quel treno possa prenderlo. La domanda non può esserci oggi, perché le merci non arrivano, e non arrivano perché sanno che non c'è un trasporto adeguato: se ci fossero i trasporti, crescerebbe anche la richiesta di utilizzarli. Moretti utilizza questo concetto per giustificare la sua politica. Ma è falso. Immagini cosa accadrebbe se ci fosse l'Alta velocità da Lecce e da Bari e si potesse arrivare a Milano in tre ore e mezza: fino a quando ci vorranno invece9 ore, è certo che non ci sarà mai la domanda».

Come pensa di iniziare questa battaglia insieme alle regioni interessate?

«Due settimane fa ho già parlato di questo argomento con il presidente Vendola che ho incontrato assieme me con il segretario Pierluigi Bersani. Lo stesso governatore della Puglia mi ha chiesto di fare qualcosa insieme. Io vevo proposto di vederci da me per decidere cosa fare. Credo che dovremmo vederci tutti insieme e decidere un’azione concordata. Una proposta corale da presentare al governo.

Presidente sarebbe disposto per esempio a partecipare lei stesso, insieme agli altri governatori interessati a questo tema ad un incontro a Bari per studiare una strategia comune di intervento da indirizzare al governo? Sarebebbe disposto a partecipare ad un forum a Bari con i suoi colleghi governatori su questo argomento?

«Assolutamente sì. Se questa iniziativa dovesse partire dal suo giornale credo che avrebbe un coinvolgimento sociale anchemaggiore. Fatemi sapere quando e dove questo incontro potrebbe tenersi. Non c'è più tempoper le parole. Dobbiamo avere la forza di chiedere da subito interventi per velocizzare la rete e consentire ai treni di ridurre i tempi di percorrenza da e per Bologna, intercettando così l'alta Velocità a Bologna e raggiungere Milano in tempi molto più brevi».

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