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vertenza al comune di andria

Servizio «Informagiovani»
beffa per quattro lavoratori

La gestione dello sportello è passata a una cooperativa di Bari che ha ridotto il contratto di lavoro da 12 a 2 ore per settimana perchè il Comune non ha fatto valere la clausola sociale

comune di Andria

di MARILENA PASTORE

ANDRIA - E’ questa la storia di quattro giovani lavoratori, due dei quali disabili, che da 18 anni prestano il loro quotidiano lavoro (o quel che di esso ne resta) presso il servizio Informagiovani istituito dal comune di Andria.

Giovanni Cannone, Massimiliano Porro, Valeria Losito e Rosa Zingaro hanno lavorato lì da una vita: con passione e dedizione hanno fatto di tutto, hanno imparato a consigliare i giovani utenti alla compilazione di un curriculum vitae, indirizzarli verso i canali giusti per la ricerca di un lavoro; hanno cercato di essere punto di riferimento per i ragazzi alla loro prima esperienza lavorativa.

E loro quattro, invece, non più giovanissimi ma con un bagaglio di esperienza alle spalle, devono reinventarsi dopo che il servizio Informagiovani è stato appaltato alla nuova cooperativa “Informa” di Bari solo un anno fa: i quattro dipendenti sono passati da un contratto di 12 ore e 30 alla settimana ad un contratto di 2 ore e 30 sempre a settimana. Questo a causa del rifiuto opposto dall’amministrazione comunale ad inserire nella delibera di bando della gara di affidamento del servizio la clausola “sociale”, ossia la protezione dei lavoratori in caso di aggiudicazione della gara ad una nuova impresa, per cui quest’ultima è obbligata ad assumere chi già presta lavoro.

Nella storia dell’Informagiovani, la “clausola sociale”, che in passato è sempre stata inserita nel bando, questa volta a seguito del parere richiesto dallo stesso comune all’autorità di vigilanza, tale clausola non è stata inserita con buona pace dei lavoratori ora costretti a lavorare con l’impresa aggiudicataria per soli 2 ore e mezza a settimana.

La nuova cooperativa, infatti, aveva garantito il lavoro per 10 ore settimanali ad un solo lavoratore dei quattro dipendenti. E loro per solidarietà reciproca hanno preferito dividerselo pur di non perdere quella piccola entrata, nell’attesa di un intervento istituzionale a loro favore.

«È opportuno ricordare – scrivono i quattro dipendenti in una nota - che nell’incontro tenutosi nella sala Giunta il giorno 21 giugno 2017, alla presenza dei referenti della cooperativa aggiudicataria del servizio e dei rappresentanti della Fp Cgil, il sindaco Giorgino in prossimità dell’avvio del servizio nelle mani della nuova società assumeva l’impegno di aumentare la spesa destinata al servizio stesso al fine di dare la possibilità ai quattro lavoratori di raggiungere almeno le 12 ore settimanali. L’impegno di Giorgino sino ad oggi, purtroppo, è stato disatteso malgrado i continui solleciti anche dalla Fp Cgil. Perché signor sindaco questo comportamento ostile nei nostri confronti che per 18 anni abbiamo sempre adempiuto al nostro compito senza creare mai alcun problema per l’utenza e con una modesta retribuzione? Perché tanta cattiveria da parte dell’ortodosso funzionario, che ha ignorato la clausola sociale nel nuovo bando di gara, contribuendo ad alimentare questo disagio lavorativo? Secondo lei si può programmare un’esistenza dignitosa con un orario lavorativo settimanale di 2 ore e 30?».

Per i quattro lavoratori il sindaco può porre rimedio a questa gravissima ingiustizia commessa a loro danno, che si debba rimediare soprattutto per rispetto alla loro anzianità di servizio.

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