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a bisceglie

Chiesa Santi Matteo e Nicolò
torna a svettare il campanile

Risplende con le fattezze architettoniche nel paesaggio cittadino libero da impalcature e reti dopo le opere e i lavori di restauro

campanile a bisceglie

LUCA DE CEGLIA

BISCEGLIE - Svetta da oltre quattro secoli dal cuore del centro storico di Bisceglie e si affaccia sul porto. L’imponente campanile della chiesa dei Santi Matteo e Nicolò, eretto nella prima metà del ‘600, è tornato a risplendere con le sue fattezze architettoniche nel caratteristico paesaggio biscegliese, libero da impalcature e reti dopo i lavori di consolidamento e di restauro. È stato, dunque, eliminato il pericolo di un cedimento che si era manifestato con la caduta di calcinacci. L’importo dei lavori, progettati e diretti come sempre magistralmente dall’ing. Sergio Bombini, per circa 100 mila euro è stato finanziato dall’8 per mille della CEI e dalla comunità parrocchiale.

Nessuna risposta di sostegno finanziario è invece pervenuta dalle istituzioni (Comune, Provincia, Regione e Stato), alle quali sono state inoltrate le richieste di contributo, su interessamento del parroco don Mauro Camero. Sarebbe per esempio utile installare un faro che illumini la sagoma del campanile dalla sera fino all’alba, come è stato fatto per la vicina Cattedrale.

Comunque sia, nonostante il suddetto disinteresse un primo notevole passo per il recupero dell’antica chiesa di San Matteo (che fu poi unita giuridicamente con quella soppressa di San Nicolò) è stato compiuto, ora resta da fare quello più importante: il restauro della stessa chiesa. Infatti l’edificio sacro, in cui si venerano i culti per San Trifone, la Madonna di Pompei e di Gesù morto, necessita di urgenti lavori di consolidamento. È stata inviata al Comune di Bisceglie la richiesta per la verifica delle cause di infiltrazioni di acqua all’interno della chiesa dal lato Largo San Matteo, già oggetto in passato di un contenzioso, come scoperto dalle carte d’archivio. Gli ultimi lavori di restauro della chiesa collegata dei Santi Matteo e Nicolò e del suo campanile risalgono agli anni 1963-64, quand’era retta dall’abate don Giacomo Baldini.

L’intervento fu finanziato col denaro elargito dallo Stato, dalla Regione Puglia e da altri enti. L’11 novembre 1964 il Comune di Bisceglie (amministrazione sindaco De Cillis) erogò 400 mila lire come contributo per l’acquisto di cinque nuove campane di bronzo. La chiesa, concessa nel 1090 dal vescovo Mancusio alle genti dei casali di Sagina e Giano rifugiatesi in città per sfuggire ai saccheggi dei saraceni, andò distrutta forse da un incendio e riedificata nella prima metà del XVII secolo. Fu riconsacrata il 25 luglio 1692 dal vescovo mons. Pompeo Sarnelli. Durante il forte terremoto del 20 marzo 1731 il campanile di San Matteo, diversamente da quello della vicina Cattedrale che crollò parzialmente, resse alle scosse. Alla sistemazione delle campane si giunse al 1964, con una solenne cerimonia di consacrazione officiata dall’arcivescovo mons. Reginaldo Addazi.

Sulle campane furono incisi i nomi di cinque “padrini” e delle loro rispettive consorti: on. Donato De Leonardis e Teresa Caione; prof. Raffaele Giannattasio e Giuditta Pergola e cav. Vincenzo Bruni; dott. Nicola Consiglio e Matilde dei duchi Carcano; fratelli dott. Michele e prof. Nicola Simone; prof. Vittorio Lonigro e Angela Cassanelli. Intanto le campane possono dar corso ai rintocchi.

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