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arriva la diffida dalla polizia locale

Muraglia «ingabbiata»
da vasi e gazebo

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LUCREZIA D’AMBROSIO

MOLFETTA - Sette giorni per rimuovere vasi e attrezzature mobili e fisse posizionate sulla strada pensile della muraglia da privati che, in questi giorni, sono stati invitati diffidati dalla polizia locale. Tempo una settimana poi tutto ciò che, da anni, si trova sulla muraglia dovrà essere rimossa sempre che, nel frattempo, non intervenga un provvedimento di diverso avviso.

A sollevare la questione era stato il «Liberatorio politico». Che ora vede riconosciute le sue perplessità. «Per quasi due anni - scrive in una nota il leader del Liberatorio, Matteo D’Ingeo - abbiamo denunciato l’uso indiscriminato, e improprio, con occupazione abusiva di suolo pubblico, della strada pensile della Muraglia, quale bene pubblico e patrimonio culturale di tutta la cittadinanza». Ora è arrivata la risposta del neo comandante del corpo di polizia locale, il tenente colonnello Giovanni Di Capua.

«… all’esito di accertamenti effettuati da personale all’uopo incaricato, tra il 7 e il 10 febbraio agli occupanti la muraglia pensile - scrive il comandante - sono stati notificati atti di “diffida” a rimuovere le occupazioni poste in essere». Gli arredi vari dovranno essere rimossi entri sette giorni. In concomitanza il comandante della polizia locale ha avviato sono ulteriori attività di accertamento, in sinergia con l’Area urbanistica, finalizzate a chiarire definitivamente la posizione dei destinatari dell’atto di diffida.

Eppure, lo ricorda D’Ingeo nella nota, già a novembre del 2007 «i cittadini interessati all’occupazione abusiva di suolo pubblico, furono “invitati” alla rimozione di vasi e attrezzature varie, mobili e fisse, presenti sulla Muraglia per un riordino ed un migliore decoro dell’unica via pensile esistente in città». Eppure da allora la situazione non è mai cambiata.

«Esprimiamo soddisfazione per questa risposta anche se - sottolinea D’Ingeo - da notizie raccolte negli uffici, le diffide sono state predisposte e inviate a firma del comandante uscente maggiore Giuseppe Gadaleta. Ora, quello che ci preme conoscere è la volontà di eseguire gli sgomberi laddove gli interessati non dovessero ottemperare alla diffida ricevuta. Non conosciamo la data di notifica delle diffide e quindi non sappiamo il giorno in cui scadono i 7 giorni di tempo per rimuovere le occupazioni poste in essere, ma da una ricognizione fatta in mattinata possiamo affermare che la situazione, tranne qualche timido arretramento, non è cambiata».

«Comunque - conclude - un fatto è certo. Chi, con arroganza, ha vantato e millantato fino ad oggi diritti “privati” sul suolo del bene comune della Muraglia, ha dichiarato il falso».

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