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richiesta inascoltata

«Casa di riposo chiusa?
Tutta colpa del Comune»

Trani, parla il commissario della struttura «per i meno abbienti»

casa di riposo a trani

LUCIA DE MARI

TRANI - «L’amministrazione comunale di Trani non mi mette nelle condizioni di riaprire la Casa di Riposo per i meno abbienti..»: Salvatore Zingarelli (per tutti Mario), architetto e soprattutto commissario straordinario della Asp “Vittorio Emanuele II” (per quasi tutti “ai Cappuccini”), posta i suoi auguri social seduto sullo scheletro di un letto abbandonato, in una stanza abbandonata di una struttura abbandonata a se stessa e all’incuria dell’uomo e del tempo.

Eppure Zingarelli aveva chiesto al Comune di poter aver quella struttura in comodato d’uso per 50 anni, non per trascorrevi le vacanze con gli amici ma per poterla candidare a progetti e finanziamenti per ristrutturazioni, insomma realizzarci qualcosa di duraturo, per gli anziani, gli indigenti, i meno abbienti appunto. Del quartiere, della città. Della comunità.

Ma dal Comune, affaccendati giustamente a cedere altri bene ad altre istituzioni, non hanno ancora dato seguito a questa richiesta. Incassando anche le proteste del consigliere regionale (ed ex assessore regionale all’ambiente) Domenico Santorsola (per tutti Mimmo). Che qualche giorno fa ha così tonato: “Poiché in una società civile tutti hanno le stesse opportunità, gli indigenti e gli anziani sono come i magistrati e gli avvocati. Allora perché il Comune di Trani su Palazzo Carcano, ex convento degli agostiniani e Vittorio Emanuele II, usa due pesi e due misure?”

E ancora, in particolare a proposito della Asp Vittorio Emanuele II: “Un progetto presentato dal commissario straordinario potrebbe far accedere la struttura a dei fondi regionali che promuoverebbero l’immobile, fornendo servizi ad anziani e meno abbienti. Ma è necessario che il Comune dia alla Asp un uso perpetuo e una concessione prolungata dell’immobile. Anche in questo caso, l’Ente non ha risposto alle sollecitazioni”.

Qual era, e qual è ancora il progetto per l’Asp Vittorio Emanuele II, Zingarelli l’aveva spiegato più di un mese fa in una conferenza stampa sottolineando appunto questo: “Ho reiterato la richiesta di concessione perpetua al Sindaco, in modo da poter accedere ai contributi regionali per la ristrutturazione e adeguamento dell'immobile – spiega - inoltre ho aderito al progetto di Lega Ambiente per il recupero dell'agrumeto esistente ai Cappuccini e, nel terreno adiacente (circa 3.000 mq.) penso alla realizzazione di un orto sociale, gestito (gratuitamente) da una organizzazione dedita agli emigrati e al Centro di Salute Mentale, il tutto aperto al quartiere e alla sua gente. Quando questo orto produrrà, i prodotti saranno utilizzati dalla Scuola Alberghiera di Trani per fornire pranzi ai meno abbienti”.

Ma ancora oggi dal Comune non arrivano risposte che possano far intravedere una luce all’orizzonte per questo progetto, meravigliosa idea di realizzare “due centri diurni in quell’immobile, capaci di ospitare complessivamente 60 persone, mentre adesso è totalmente chiusa (da oltre tre anni) e versa in una condizione di totale inagibilità”. Non solo: nel tempo ha accumulato anche dei debiti.

Zingarelli ha la “faccina triste”. Ma piena di speranza: “Mi auguro per il prossimo Natale (2018) di fare un post, dove, sorridendo, auguro buone feste in una struttura funzionante!!! Con anziani e con persone di buona volontà. Auguri di buone feste a tutti i cittadini di Trani e a tutto il Consiglio Comunale. Scusate se non sorrido”.

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