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Ordigno fatto esplodere in via Togliatti

Andria, boato nella notte
preso di mira solito autosalone

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di Gianpaolo Balsamo

ANDRIA - Un boato in piena notte. Come il 26 ottobre 2016 quando una grossa esplosione scosse la tranquillità alla periferia di Andria. E, così come avvenne poco più di anno fa, anche la scorsa notte sono tornati a far sentire la propria voce i «signori delle bombe», quelli che per far arrivare sinistri messaggi ad imprenditori, commercianti e artigiani usano gli ordigni al tritolo. Ancora una volta prendendo di mira la concessionaria «Top Cars» in via Togliatti, nella zona del cimitero comunale.

Erano da poco trascorse l’1.30 quando i residenti della zona hanno avvertito una violenta deflagrazione. Qualcuno è subito sceso per strada, molti si sono affacciati ai balconi ed hanno subito capito che quel sinistro boato era stato provocato dalla deflagrazione di una bomba. Posta, ancora una volta, dinanzi l'autosalone che si trova sotto un condominio. Sono stati proprio i condomini a dare l’allarme ai carabinieri. La bomba era stata collocata dagli anonimi «postini» davanti all’ingresso dell’esercizio commerciale. L’esplosione ha scardinato la saracinesca metallica, divelto gli infissi che, diventati come proiettili vaganti, hanno falciato alcune delle auto che erano parcheggiate all’interno dell’autosalone. Non solo. L'esplosione ha anche provocato la rottura dei vetri di qualche abitazione e di altri locali vicini. Fortunatamente non ha compromesso la staticità dell’edificio ma ha causato notevoli danni. Quando sono arrivati sul posto, ancora prima di interrogare il titolare dell’autosalone dove vengono commercializzate auto usate di tutte le marche, i detective dell’Arma della Compagnia andriese, ai comandi del capitano Marcello Savastano e coordinati dal pm inquirente Mirella Conticelli del Tribunale di Trani, hanno eseguito un sopralluogo all’interno della rivendita alla ricerca di eventuali tracce lasciate dagli attentatori. I militari stanno cercando anche le telecamere piazzate in zona per acquisire immagini che possano essere utili all’attività investigativa, immagini che possano aver immortalato in qualche modo gli autori degli atti intimidatorio. Sul posto oltre ai Vigili del fuoco sono intervenuti anche i carabinieri della Sezione Investigazioni Scientifiche del Comando provinciale di bari per effettuare i rilievi di routine e per accertare sia il tipo di esplosivo utilizzato, sia la quantità.

Le indagini, al momento, vanno avanti senza tralasciare alcuna ipotesi. Dalla ritorsione per questioni di natura personale alla estorsione.

Agli investigatori il titolare dell’esercizio commerciale anche questa volta ha detto di non aver ricevuto minacce e, tanto meno, richieste estorsive.

I carabinieri non hanno alcun motivo per non credergli, ma con queste premesse sarà difficile – molto difficile – trovare il bandolo della matassa per fare luce sull’attentato notturno. Il secondo alla stessa concessionaria.

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