Martedì 23 Aprile 2019 | 21:56

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TRANI

La cava dismessa
continua a fumare

Il sito in contrada Monachelle è sotto sequestro: attesi i risultati degli accertamenti

La cava dismessa continua a fumare

di Nico Aurora

TRANI - Quella che si apre dovrebbe essere la settimana decisiva per conoscere cosa stiamo respirando e, soprattutto, cosa si trova sotto la crosta della cava dismessa di contrada Monachelle dalla quale, ormai da un mese, fuoriescono ininterrottamente fumi, presumibilmente pericolosi per la salute pubblica. ll sito è sotto sequestro e gli accertamenti sono in corso.

Allo stato, le uniche certezze sono con riferimento ai proprietari di una parte del sito, eredi di un imprenditore lapideo dal quale la cava passò ai figli al momento della morte. Ma non sarebbe così semplice perché, scavando più a fondo - per il momento fra le sole carte, nell’attesa di farlo realmente per capire cosa ci sia lì sotto - sarebbe emersa la presenza di diverse particelle affiancate che farebbero riferimento a diversi proprietari.

Sembra di comprendere che le proprietà interessate a vario titolo siano almeno tre, ma una di queste, nel frattempo, risulterebbe parte lesa perché avrebbe in quell’area del materiale lapideo che, adesso, sarebbe sotto sequestro insieme con l’intero luogo. E questo potrebbe determinare un danno alla propria attività economica. Se tali ipotesi fossero confermate, questo scenario renderebbe ancora più complicato ricostruire il quadro di chi abbia realmente in carico il suolo principalmente oggetto dei fenomeni tenuti sotto osservazione.

Il riserbo dei carabinieri del Nucleo operativo ecologico, che stanno procedendo alle indagini per conto della Procura della Repubblica di Trani, è sempre più stretto, ma il Comune di Trani, nel frattempo, sta cercando in tutti i modi di accelerare i processi di conoscenza dello stato dei luoghi e delle conseguenze sulla popolazione.

L’assessore all’ambiente, Michele Di Gregorio, fa il punto della situazione, riferisce che «proprio il sottoscritto, il giorno stesso della segnalazione ricevuta, vale a dire il 19 settembre, ha effettuato un sopralluogo nel sito e preso contatti con tutte le autorità competenti che, con responsabilità, sono prontamente intervenute».

«Il sito - aggiunge Di Gregorio - è stato sottoposto a sequestro da parte del Nucleo operativo ecologico dei carabinieri di Bari e, successivamente, convalidato dalla Procura della Repubblica di Trani. Intanto i tecnici dell’Arpa, coordinati dall’ingegner Giuseppe Gravina, hanno effettuato i primi prelievi, i cui risultati non sono ancora noti».

Conclusione: «Al momento le indagini che hanno accertato la proprietà della cava proseguono. Il sindaco è in costante e quotidiano contatto con i tutti gli organi interessati al caso, al fine di procedere alla caratterizzazione dell’area ed alla messa in sicurezza della stessa a carico dei proprietari e sotto la sorveglianza delle autorità e del Comune di Trani».

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