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Trani, lo strano caso
delle molotov inesplose

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di Nico Aurora

TRANI - Quelle bottiglie erano piene di liquido infiammabile, che avrebbe potuto determinare danni importanti. Se non hanno funzionato, è perché i malviventi hanno sbagliato l’innesco. È questa la ricostruzione più verosimile cui si è potuti giungere, nella tarda mattinata di ieri, dopo l’arrivo degli artificieri e conseguente bonifica della zona all’incrocio tra via dei Cuneo e via Bebio, in pieno centro. Qui, l’altra notte si è verificato un episodio sul quale gli agenti del Commissariato di pubblica sicurezza, ma anche i carabinieri della Compagnia di Trani, stanno eseguendo significativi accertamenti.

Una bottiglia incendiaria, infatti, è stata scagliata da ignoti verso un sottano ubicato in via Bebio, all’angolo con via De Cuneo. Sul marciapiede di fronte, una seconda bottiglia lasciata in piedi, intatta, sul marciapiede, con un fazzoletto imbevuto di alcool alla sua estremità ed anche della carta bruciata, probabilmente utilizzata per attivare la potenziale molotov. Accanto, anche un misterioso piede di sedia o mobile in legno.

I poliziotti hanno presidiato la zona per oltre due ore, fino all’arrivo dei colleghi artificieri da Bari, ed assunto le informazioni del caso dai residenti che avevano dato l’allarme alla vista della bottiglia sul marciapiede, nonché dagli stessi residenti nel sottano che, non si escluderebbe, sia stato effettivamente l’oggetto dell’interesse dei responsabili. I due occupanti quell’abitazione hanno a lungo fornito chiarimenti agli agenti, alcuni di loro anche in borghese, soprattutto per cercare di risalire ai possibili autori. A quanto si è appreso, avrebbero riferito agli agenti che, domenica scorsa, qualcuno avrebbe lasciato dello sterco davanti all’ingresso della loro abitazione, primo chiaro avvertimento nei loro confronti.

Meno verosimile, di conseguenza, l’ipotesi che si sia trattato di un segnale contro altri soggetti. Le saracinesche del locale davanti al quale è stata abbandonata la bottiglietta incendiaria intatta sono da tempo abbassate e quegli ambienti non ospitano alcuna attività. Da escludere anche un interesse verso quella posizionata all’altro angolo, proprio in considerazione del fatto che la prima bottiglia incendiaria è stata lanciata dalla parte opposta rispetto alla sua ubicazione.

Gli artificieri anno rapidamente bonificato la zona, non prima di avere anche raccolto i frammenti più grandi della bottiglia infranta ed il suo collo, che ancora conteneva al suo interno il secondo fazzoletto incendiario ma che, in realtà l’effetto voluto non l’ha mai procurato: la probabile inesperienza dei responsabili e la loro imperizia ha trasformato una possibile notte di fuoco in una mattinata di interrogativi.

E, tutto questo mentre, nel frattempo, centinaia di cittadini passavano da lì senza neanche rendersi conto di cosa stesse accadendo e, anzi, commettendo infrazioni stradali una dietro l’altra. Ad apostrofare gli automobilisti gli stessi, increduli agenti, sotto gli occhi dei quali si pretendeva si salire con due ruote sul marciapiede, a pochi passi dalla bottiglietta, in alcuni casi anche parlando tranquillamente al telefono e guidando senza cintura.

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