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 Lavori al liceo «Troya» fermi ormai da mesi

MARILENA PASTORE

ANDRIA Sono ormai mesi che i lavori di riqualificazione e la sistemazione delle aule per il nuovo anno scolastico presso il Liceo “Carlo Troya” sono inspiegabilmente fermi. Eppure sono lavori già finanziati, appaltati e avviati. Alla vigilia di un nuovo anno scolastico, si conta ciò che non è stato fatto. «Siamo alla fine di agosto, mancano circa due settimane alla ripresa dell’attività scolastica. È passato tutto giugno, tutto luglio e tutto agosto nel totale silenzio. Il cortile della scuola è transennato da settimane.

All’interno degli uffici si svolgono le attività amministrative estive. A ridosso dell’edificio “riposa”, silenzioso un grosso scavo ricoperto, diventato rifugio di lucertole. Il fosso è destinato all’impianto dell’ascensore del quale la scuola, edificata su tre piani, è priva. Si attende impazientemente, ma ormai invano, l’intervento urgente di sistemazione delle aule interne per poter accogliere, a settembre gli studenti già iscritti e nuovi iscritti che sono cresciuti di numero». A raccontare questo ennesimo triste fotogramma della lentezza burocratica italiana, il preside del liceo Carlo Zingarelli.

«In questi giorni estivi, ideali per effettuare questi indispensabili interventi, nei quali l’attività didattica è sospesa e non ci sono problemi di interferenze tra lavori e presenza degli studenti, giorni preziosi e utili per procedere rapidamente alla sistemazione della scuola prima della ripresa dell’anno scolastico, tutto tace. È passato più di un anno dall’avvio dei lavori, annunciati ufficialmente l’8 luglio 2016 – ricorda amaramente il dirigente Zingarelli - Nel frattempo sono stati fatti pigramente lo scavo per l’ascensore, lasciato lì, alcuni intonaci esterni e l’asfalto nel cortile. Un anno intero per lavori che richiedono a malapena due settimane. E il resto? Gli organi competenti ripetutamente e insistentemente interpellati non danno segni di vita».

La domanda è allora cosa si può fare di fronte a questo. Il dirigente, supportato dal consiglio d’istituto, dichiara: «Non chiediamo fondi: quelli già da tempo assegnati ed appaltati devono essere solo impiegati. Non pretendiamo abbellimenti, né che ci costruiscano nuove aule o laboratori, come avremmo tutto il diritto di fare, ma abbiamo bisogno soltanto di una necessaria, ordinaria e urgente sistemazione della scuola, già progettata, finanziata, appaltata e resa esecutiva. Perché l’impresa si è fermata? Perché tutti tacciono? Che cosa fa la provincia BAT? Perché ha annunciato e promesso baldanzosamente, con grande anticipo questi lavori, chiamando tutti gli organi di stampa e poi, alla realizzazione delle opere si è dimenticata completamente di seguire, controllare e rispettare i tempi di realizzazione dei lavori?».

Una vicenda che in realtà va avanti dal lontano 2013: promesse di finanziamenti poi silenzio per oltre due anni ed a luglio 2016 «si presenta a scuola – ricorda il preside - il responsabile di un’impresa, la Idrotermica Meridionale di Giovinazzo, dicendo che dovevano procedere a cantierare la scuola per l’inizio di quei famosi lavori (quelli del 2013!). Provavo sommessamente a chiedere una comunicazione ufficiale e, dopo varie insistenze e telefonate, mi giungeva una nota della provincia BAT del 6 luglio 2016 recante l’annuncio ufficiale “L’inizio lavori è previsto per l’8 luglio 2016”.

Dopo aver stilato un cronoprogramma regolarmente sottoscritto dal geometra della provincia BAT, responsabile dei lavori, dal titolare dell’impresa e dallo scrivente, i lavori venivano avviati in agosto 2016, proseguivano con interventi di contorno (intonaco, ringhiera, scavo ascensore e asfalto), senza affrontare “il grosso” degli interventi che riguarda il taglio della parete per l’aggancio dell’ascensore, lavoro da farsi assolutamente con la scuola senza alunni, e la sistemazione dell’ingresso originale, mai utilizzato perché non in linea col piano stradale, da ribassare e mettere a norma con le rampe di accesso per disabili. Trascorsi altri nove mesi, l’anno scolastico si è concluso in una situazione di sospensione, ma con la speranza di una ripresa intensiva nei mesi estivi. A giugno 2017 un sopralluogo con una delegazione di responsabili della ditta per annunciare che si procedeva con i lavori. Hanno solo installato le transenne, ma dal 14 giugno 2017 non abbiamo visto più nessuno e i nostri solleciti a procedere sono rimasti inascoltati».

Il preside esprime allora tutta la sua preoccupazione per l’avvio dell’anno scolastico, «storditi per tanta inerzia da parte degli organi competenti preposti alla gestione delle scuole pubbliche. Ci vediamo costretti a rivolgerci ad un organo di stampa per far sì che le nostre legittime domande di attenzione giungano all’attenzione della cittadinanza. Attraverso questo appello le voci delle 900 famiglie che manderanno i loro figli a scuola nel prossimo settembre e di tutto il personale che opera in questo istituto storico, costruito negli anni settanta per accogliere massimo 500 studenti e mai ristrutturato, gridano che, ancora una volta, alla vigilia dell’inizio dell’anno scolastico, l’edificio non è pronto ad accogliere le classi per lo svolgimento delle attività didattiche. Chiediamo pertanto pubblicamente, a coloro che possono e devono, di dare immediate risposte alle legittime richieste di una comunità scolastica che da molto tempo attende pazientemente il proprio turno».

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