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L'abuso sarebbe svelato dagli «stemmi» sui bustoni

I rifiuti delle altre città
nei cassonetti di Trani

di Nico Aurora

TRANI - Aumenta giorno dopo giorno il fenomeno del conferimento, ai confini di Trani, di rifiuti provenienti da altri comuni. Il problema di fondo è la mancata raccolta differenziata in città, da una parte, e la volontà di eluderla dall’altra. Così, quei cittadini di altri comuni che non separano i rifiuti approfittano del fatto che Trani sia ancora sprovvista di un vero e proprio servizio di raccolta differenziata porta a porta su tutto il territorio per depositare sempre più numerose e voluminose buste di immondizia nei pressi dei cassonetti lungo le strade principali di collegamento.

Avevamo già descritto quello che accade sulla vecchia statale 16 tra Bisceglie e Trani, ma lo stesso fenomeno si sta verificando lungo la provinciale che collega Andria con Trani, intensificandosi nei pressi dei pochi cassonetti che gli operatori di Amiu stanno lasciando a disposizione dell’utenza. E, così, dove gli stessi bidoni sono stati ritirati, i cumuli di immondizia sono bruscamente diminuiti per trasferirsi proprio in corrispondenza dei cassonetti, che rappresentano il sicuro punto di riferimento anche per gli incivili.

Ed Amiu fa sempre più fatica, anche la discarica è chiusa da quasi da tre anni e la città è costretta a conferire i rifiuti fuori territorio (fino all’11 settembre a Massafra) organizzando turni di raccolta, anche straordinari, con notevoli difficoltà e sacrifici.

Peraltro, non è un caso che nell’ultima rilevazione ufficiale, risalente allo scorso mese di maggio, l’indifferenziata in città abbia sfondato il muro delle dei 2 milioni e mezzo di chilogrammi di rifiuti solidi urbani, così come i 2 milioni di solo indifferenziato, e la quota di produzione pro capite di rifiuti per cittadino sia salita a 47,45 chilogrammi al mese.

Appare del tutto evidente che a questi dati contribuiscano, inevitabilmente, i rifiuti provenienti da altri comuni, che vengono statisticamente presi in carico da Trani, ma che pure sono facilmente identificabili per il fatto di essere racchiusi in buste che ne recano indiscutibilmente gli stemmi.

È pur anche vero che Trani si sta organizzando con servizi sempre più mirati e accurati di trappole fotografiche che, presto, potrebbero sortire effetti poco gradevoli per i responsabili e, quanto meno, dare respiro alle casse comunali.

Allo stato, però, nulla lascia presagire un’inversione di tendenza, soprattutto in considerazione dell’accresciuta produzione di rifiuti in genere, legata alla stagione estiva, e ad un senso civico sempre meno presente un po’ ovunque. E Trani rischia di pagarne amaramente le conseguenze non solo dal punto di vista della qualità dell’ambiente e dell’immagine ma, anche, per gli effetti che questa vera e propria emergenza potrebbe determinare sui costi del servizio a carico della collettività.

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