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Nell'ex villino della mafia
ora «Vivi sano» giocando

Inaugurato alla Fiumara il «Centro Multifunzionale per l'Infanzia»

Nell'ex villino della mafia ora «Vivi sano» giocando

BARLETTA - Al via le attività del «Centro Multifunzionale per l’Infanzia» del villaggio Fiumara nel villino sottratto alla criminalità organizzata, segnatamente al clan Cannito-Lattanzio.

«Rappresenta già un punto di riferimento per i più piccoli il «Centro Multifunzionale per l’Infanzia» del villaggio Fiumara sorto in una struttura acquisita al patrimonio del Comune di Barletta dalla “Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata” che l’Ente ha assegnato, attraverso una procedura a evidenza pubblica, a una associazione formata dalle stesse famiglie che frequentano la struttura residenziale nei pressi della foce del fiume Ofanto», è scritto in un comunicato. Con la cerimonia inaugurale a cui ha perso parte il sindaco Pasquale Cascella, il prefetto Clara Minerva, il presidente del Tribunale di Trani Antonio De Luce, gli assessori Marina Dimatteo, Marcello Lanotte, Patrizia Mele, i consiglieri comunali Cosimo Cannito, Filippo Caracciolo e Anna Rizzi Francabandiera, i dirigenti comunali Savino Filannino e Santa Scommegna, e i rappresentanti delle forze dell’ordine, si sono avviate le attività ludico-ricreative del progetto «Vivi sano» con il quale l’Associazione “Amici della Fiumara” si è collocata al primo posto nella graduatoria finale del bando emanato nell’ottobre del 2015, per la particolare destinazione sociale - rivolta ai bambini - della struttura che sorge su un appezzamento di terreno di circa 520 metri quadri, interamente ristrutturato e dotato di appropriate attrezzature.

«Per quanto possa essere solo una coincidenza - ha affermato il sindaco Cascella - questo incontro assume un valore più che simbolico in un bene confiscato alla criminalità organizzata proprio a ridosso delle deplorevoli offese alla memoria del giudice Falcone che per questa legge si era battuto strenuamente. Il pensiero in questa circostanza non può dunque che essere rivolto agli uomini politici come Pio La Torre e a tutti i servitori dello Stato che hanno perso la vita per la riaffermazione della legalità. Il recupero di una semplice struttura come questa testimonia che quel sacrificio non è stato vano se contribuisce a rinsaldare la coesione sociale con i sentimenti di solidarietà e lo spirito di servizio alla comunità».

L’impegno sinergico della magistratura, delle forze dell’ordine e degli enti locali è stato sottolineato nell’occasione dal prefetto Minerva che ha tenuto a ribadire la finalità di un progetto che può costituire un riferimento per l’intero territorio: «Barletta - ha detto - dimostra ancora una volta senso civico e attenzione al sociale»”.

«Giunge così a compimento - ha precisato l’assessore Lanotte - un percorso fortemente voluto dall’Amministrazione. Le difficoltà non sono mancate, ma essere riusciti a restituire alla cittadinanza una struttura confiscata alla criminalità organizzata testimonia non solo una buona pratica amministrativa ma anche un esempio virtuoso che Barletta ora deve essere in grado di coltivare e far crescere sul piano della coesione sociale».

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