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storia e patrimonio

Trani, stop ai lavori
a villa Maggi

Fermata la «demolizione»: l'edificio ottocentesco dichiarato di «interesse culturale»

Trani, stop ai lavori  a villa Maggi

di Nico Aurora

TRANI - Fermi tutti. La villa Maggi è di interesse culturale e, pertanto, occorre «ripristinare lo stato dei luoghi, con idoneo progetto di restauro previo parere della competente Soprintendenza, specificando che, in caso di non ottemperanza, si darà seguito agli adempimenti previsti per legge». Così il dirigente facente funzioni dell’Area urbanistica, Francesco Patruno, in una nuova ordinanza riguardante l’ottocentesca Villa Maggi, in via Di Vittorio, che il 31 marzo fu oggetto di uno spontaneo crollo parziale. Ne sarebbe seguita un’attività, da parte dei proprietari, che ha innescato il nuovo provvedimento dell’Ufficio tecnico.

IL CROLLO E L’ORDINANZA - Il crollo riguardò una porzione dell’immobile consistente in parte delle volte poste a nordest del primo piano e conseguente collasso dei solai sottostanti. Dopo l’immediato sopralluogo, il 12 aprile l’Ufficio tecnico emana apposita ordinanza disponendo: la nomina di un custode, a tutela dell’immobile; l’inibizione degli accessi con opportune recinzioni; sgomberare il lotto da sterpaglie ed ulteriori ostacoli, per consentire operazioni di messa in sicurezza; porre in essere tempestivi interventi di messa in sicurezza della porzione di fabbricato, dandone comunicazione al dirigente.

UNICO VINCOLO, IL PUG - L’ordinanza viene emanata nelle more di assumere i definitivi provvedimenti relativi all’accertamento dell’eventuale sussistenza di vincoli. Nel frattempo, a tutela dell’immobile, il Piano urbanistico generale vigente lo individua come bene architettonico sottoposto a tutela e, in questo senso, non autorizza trasformazioni del sito se si eccettuano interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e risanamento conservativo. Dopo questi passaggi, il Comune chiede alla Soprintendenza la presenza di eventuali vincoli sulla villa, ottenendo, in quell’epoca, risposta negativa.

Nel frattempo la proprietà presenta la Segnalazione certificata di inizio attività, avente per oggetto la «demolizione di parti pericolanti dell’edificio, già interessato da parziali crolli spontanei». L’intervento, eseguito con pala meccanica, avviene il 14 aprile ma, a seguito di segnalazioni di residenti e addetti ai lavori, Polizia locale e personale dell’Ufficio tecnico effettuano un sopralluogo rilevando «consistenti interventi di demolizione relativi a porzioni differenti da quelle oggetto del precedente crollo - scrive il dirigente - e, nello specifico, riguardanti il prospetto principale. Nella Scia - sottolinea Patruno - non si prevedevano tali interventi, da considerarsi in contrasto con l’ordinanza e le norme tecniche di attuazione del Pug». In altre parole, si sarebbe trattato di interventi «finalizzati ad una modifica permanente dell’esistente afferma la figura apicale dell’Ufficio tecnico -, tali da rendere il lotto libero e suscettibile di nuova attività edificatoria, per le quali necessita di apposito titolo abilitativo».

SOPRINTENDENZA «INTERESSATA» Il 22 maggio, dalla Soprintendenza di Bat e Foggia giunge una nuova Pec con cui, questa volta, Villa Maggi viene dichiarata «di interesse culturale ai sensi dell’articolo 13 del Decreto legislativo numero 42 del 22 gennaio 2004, recante il Codice dei beni culturali e del paesaggio». Lo riferisce nel suo provvedimento lo stesso Patruno. Peraltro, nel periodo intercorso tra gli interventi del 14 aprile e la lettera del 22 maggio, alcuni tecnici della stessa Soprintendenza avevano effettuato un sopralluogo a Villa Maggi, ritenendo necessario avviare la procedura di verifica, con tutti gli accertamenti propedeutici all’eventuale rilascio di un vincolo.

LA NUOVA ORDINANZA E I TEMPI - A questo punto, per il dirigente è diventato inevitabile sospendere i lavori ed ordinare il ripristino dello stato dei luoghi, che dovrà venire entro novanta giorni dalla notifica del provvedimento agli interessati. Questi, a loro volta, hanno sessanta giorni per proporre ricorso al Tribunale amministrativo della Puglia o, in alternativa, il doppio per un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.

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