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«Sacchetto selvaggio»
agricoltori in rivolta

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di MARILENA PASTORE

ANDRIA - Le immagini parlano da sé: spargimento incontrollato di rifiuti solidi urbani, organici ma anche speciali e pericolosi nelle campagne andriesi (ma la circostanza è rilevabile in quanto abbastanza diffusa anche nei centri vicini come Barletta e Trani). Un fenomeno che non è più tale, data la perseveranza della sua attuazione, che anzi conosce punte sempre più alte e che a contrastarle sembrano non più funzionino più neanche le cosiddette fototrappole. A sollevare il problema è il coordinatore cittadino del Comitato Liberi Agricoltori Andriesi, Nicola Giuseppe Losito, che con foto alla mano ha denunciato lo stato di degrado e di inquinamento che strozza le campagne.

«E’ urgente e necessario rilanciare l’allarme che è anche e soprattutto di natura sanitaria, igienico ambientale oltre che estetica. Noi agricoltori siamo i primi a subire questa aggressione e violenza di vedere contaminati dai rifiuti i nostri terreni. Non siamo e non vogliamo fare gli spazzini anche se di fatto siamo costretti a farlo quando il servizio pubblico ci impiega anche moltissimo tempo per rimuovere quelle montagne di rifiuti. Le cronache quotidiane sono stracolme di immagini uguali se non peggio di quelle che noi alleghiamo a questa denuncia pubblica; quindi cosa si sta ancora aspettando? Perché non si riesce a risolvere un problema così semplice? Le contrade cittadine, anche a pochissimi metri dall’abitato, sono invase dai rifiuti. Gli amministratori comunali vedono o tengono gli occhi chiusi o peggio ignorano? Se non sono in grado di risolvere un problema così semplice allora ne prendano atto ma lo dicano e la smettano di riversare in toto le responsabilità sui cittadini incivili perché compito di un amministratore pubblico è innanzitutto educare i cittadini e ad Andria neppure in questo sono capaci, viste le condizioni e le conseguenze».

«Se è vero che solo il 60% o poco più dei cittadini effettua la raccolta differenziata dobbiamo chiederci: che fine fa quel restante quaranta per cento di rifiuti non conferiti mediante il servizio di raccolta differenziata? – si chiede in conclusione Losito - Dove vanno a finire oltre che nelle nostre strade e campagne? Queste sono le domande a cui dare risposte. Non vorremmo che i nostri figli, figli di noi agricoltori e braccianti, un giorno sollevando lembi di terra un tempo profumata si trovino a dover maneggiare rifiuti tombati. No, non è fantascienza ma drammatica e crudele realtà che in tanti non vogliono vedere. I casi di malattie, di allergie, di cancro e di tumori in aumento? Pensate che non abbiano nulla a che fare con tutto questo?».

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