Domenica 21 Aprile 2019 | 04:12

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ALDO LOSITO

ANDRIA - «Nel quartiere Croci-Camaggio ci sono intere famiglie che spacciano alla luce del sole e nessuno fa niente». Questa la pesante denuncia di don Riccardo Agresti, parroco della chiesa di quartiere. Da sempre don Riccardo è un prete di frontiera e dopo trasformato in meglio questa zona periferica della città, adesso alza la voce chiedendo l'intervento delle istituzioni e delle forze dell'ordine.

«E’ da tempo che diciamo che il nostro territorio ha bisogno di essere controllato con gli strumenti che la polizia e i carabinieri hanno a disposizione – aggiunge don Agresti -. Siamo certi che il loro lavoro viene svolto con perizia ma non è tempestivo».
«Non si può assistere con indifferenza. - è ancora don Riccardo che segnala - Nei tanti dialoghi con noi, diverse famiglie hanno denunciato questa situazione incresciosa, quella di vedere famiglie intere organizzate nella detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Si sa che c’è molta paura di essere additati come gli “infami” di vicinato che non si sanno “fare gli affari propri”. Gli interventi delle istituzioni preposte alla sicurezza di chi denuncia, sono lacunosi e non mirano a tutelare chi vuole che il bene comune sia un valore “alto” da proteggere. Ci vorrebbe un intervento puntuale e feriale e non legato solo alle emergenze; un lavoro capillare quotidiano viene chiesto da tempo nel nostro quartiere. C’è gente che la mattina è “anonima” tra gli altri mentre, la sera, festeggiano perché portano droga ai giovani. Noi non possiamo tacere! Il nostro territorio merita rispetto».

Basta con le solite campagne elettorali, unico momento in cui la politica fa capolino nel quartiere.
«Da qui a poco, saremo invasi da tanti “pseudo-politici” che hanno le migliori soluzioni da somministrare su un territorio che, tra l’altro, non conoscono – dice don Riccardo -. Si dipingono come “i salvatori” del territorio! Via! Non li vogliamo! Lo diciamo oggi e saremo fermi anche domani: la gente del territorio non va illusa con false promesse e con facili soluzioni. Vogliamo che ad emergere sia, invece, gente che è presente sul territorio e lo serve con ferialità, esponendosi e sporcandosi le mani, impopolari e senza pensare ai voti».

Le conclusioni raccolgono anche una provocazione: «Vi poniamo una domanda: perché queste famiglie denunciano da noi e non nelle sedi opportune? Creiamo ponti di fiducia con il nostro territorio e sicuramente la qualità della vita migliorerà con la collaborazione di tanta gente onesta che vuole che il nostro quartiere brilli di onestà e la nostra città di legalità».

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