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dispute giudiziarie Due milioni di euro in ballo

un confronto di lungo corso Trani, ristrutturazione di Palazzo Torres, prosegue il contenzioso tra la ditta e il Comune

di Nico Aurora

TRANI - Quasi 2 milioni di euro che ballano, ora di qua, ora di là, e che adesso è il Comune che attende di incassare mentre la controparte, per il momento, non verserebbe perché ha proposto ricorso in Cassazione per la definizione di un contenzioso che va avanti da ben ventidue anni.

In merito a quelli, nel 1995 il Comune di Trani propose un’azione giudiziaria, presso il Tribunale, per ottenere dalla ditta la restituzione di quasi 2 miliardi di lire quale somma ritenuta «indebitamente corrisposta, all’impresa appaltatrice, per un’errata quantificazione delle revisioni dei prezzi dell’appalto di ristrutturazione dell’immobile, erroneamente calcolate e liquidate in favore dell’impresa». Nel 2005 il Tribunale di Trani rigettava la domanda del Comune, che veniva condannato al pagamento, in favore dell’impresa Veronico, di 422.000 euro, oltre rivalutazione degli interessi e spese di giudizio. Il 4 aprile 2008 il Comune liquidava una somma di 888.000 euro, a seguito della procedura esecutiva di quella sentenza.

Nel 2013, però, la Corte d’Appello riformava il provvedimento del Tribunale di Trani accogliendo in buona parte l’appello del Comune, assistito e difeso dall’avvocato Giacomo Valla. In tal modo, i giudici di secondo grado condannarono gli eredi dell’impresa Veronico al pagamento di 642.000 euro, oltre interessi e spese del doppio grado di giudizio, e comportando altresì l’obbligo di restituire, in favore del Comune di Trani, i 422.000 precedentemente versati dall’ente, oltre rivalutazione ed interessi.

Il segretario generale, nonché dirigente dell’Area contenzioso, Carlo Casalino, ha così determinato di accertare un’entrata, alla voce “Proventi straordinari da sentenze“, sul capitolo denominato “Fondi crediti di dubbia e difficile esazione di parte corrente.” Pertanto, anche su sollecitazione del dirigente dell’Area finanziaria, Angelo Pedone, dello scorso 3 gennaio, ha previsto di incassare 888.000 euro, quale credito a seguito della sentenza della Corte d’Appello, ed ancora 1.083.000 euro (di cui 642.000 per sorte capitale liquidata in sentenza e 440.000 per interessi legali), sempre in conseguenza della sentenza della Corte d’Appello, «a titolo di somme indebitamente corrisposte da Comune di Trani all’impresa Veronico», si legge nel provvedimento.

Complessivamente, dunque, 1.972.000 euro di cui rispondono, nella misura di un quarto ciascuno, i quattro eredi dell’impresa edile che realizzò i lavori presso Palazzo Torres. Gli stessi, però, come detto, hanno impugnato il provvedimento della Corte d’Appello e proposto ricorso per Cassazione ed il Comune si è costituito nel giudizio, sempre difeso dallo stesso legale. Pertanto, sebbene la somma sia stata già iscritta come “in entrata“ nel bilancio del Comune di Trani, e definita dal dirigente «parzialmente esecutiva» con riferimento al primo credito di 888.000 euro, difficilmente sarà versata se, prima, il contenzioso non si sarà ufficialmente definito.

Di certo, sembra di essere quasi al capitolo finale di una storia che va avanti da almeno un quarto di secolo, tra lavori, carte bollate e due sentenze che, finora, hanno l’una sconfessato l’altra lasciando aperto il campo, peraltro, a qualsiasi soluzione in vista del terzo, e definitivo, grado di giudizio.

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