Mercoledì 21 Novembre 2018 | 10:30

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Resti umani in un fusto
identificati, è vittima
di «lupara bianca»

ricerche cane unità cinofile

BARLETTA - Appartengono a un barlettano, vittima di lupara bianca, i resti ritrovati, il 14 giugno scorso, all’interno di un bidone per l’olio, nelle campagne di Canosa di Puglia. Si tratta di Ruggiero Tresca, scomparso dal marzo del 2001, quando aveva 34 anni.

A stabilirlo è stato il confronto del dna di Tresca con i resti trovati in quel fusto e di una impronta dentale. La descrizione della moglie il giorno della scomparsa e altri dettagli forniti in seguito da collaboratori di giustizia che avevano raccontato del delitto, avevano, infatti, portato gli inquirenti a ritenere che quei resti potessero appartenere proprio a Ruggiero Tresca.

Tresca, con un socio albanese, Roland Lame, gestiva un ristorante, ma in realtà utilizzava quell'attività per celare i suoi traffici di stupefacenti, dall’Albania all’Italia. Nell’ambito di tale attività, secondo gli inquirenti, si consumò il delitto per conflitti con il clan Cannito-Lattanzio che, allora, controllava i traffici illeciti in città.

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