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preoccupazione per il settore

Trani, la Regione si concentra
sul recupero delle cave dismesse

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Il settore lapideo «stretto» tra impresa e tutela del territorio

di LUCIA DE MARI

TRANI - Da una parte la Regione Puglia, con il Dipartimento agricoltura sviluppo rurale e tutela dell’ambiente che nei giorni scorsi emette un avviso pubblico per la selezione di Comuni pugliesi interessati al recupero delle cave dismesse, con tanto di finanziamento; dall’altro la Regione Puglia, con la IV e V commissione consiliare in seduta congiunta che approvano il disegno di legge in materia di valutazione di impatto ambientale ed attività estrattiva: cioè si modifica la legge regionale n. 21/2004 e si impone l’obbligo di presentare istanza di Valutazione di impatto ambientale e, ove previsto, di Valutazione di incidenza ambientale, entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della legge (cioè pochi giorni fa), facendo presente che in assenza di tale adempimento l’attività estrattiva dovrà essere sospesa.

In mezzo a tutto questo, ecco il settore lapideo tranese, comparto una volta fondamentale per l’economia cittadina e non soltanto, oggi certamente ridotto ma comunque presente, duramente colpito ma non affondato dalla crisi.

forza italia Sul caso interviene Forza Italia con il segretario Fabrizio Sotero: “La legge regionale che impone la valutazione d’impatto ambientale anche sulle cave esistenti rischia di mettere definitivamente in ginocchio il settore lapideo, un comparto importante per la nostra città, già duramente provato dalla congiuntura economica”. Forza Italia di Trani invita l’Amministrazione comunale “ad avviare con celerità una fase di concertazione al fine di evitare che le attività in difetto siano oltremodo penalizzate. Il nostro territorio deve fare rete, deve poter attingere a fondi diretti e strutturali. In particolare – sostiene Sotero - vi sono numerose misure nel Por (programma operativo regionale) atte a finanziare il ripristino e la modifica delle cave, nonché il loro riuso a fini agricoli e addirittura anche culturali”.

valutazione di impatto ambientale Ma di cosa si tratta: come abbiamo detto la IV e V commissione del Consiglio regionale della Puglia hanno approvato il ddl in materia di valutazione di impatto ambientale ed attività estrattiva, che si propone la finalità di dare corretta attuazione agli obblighi derivanti dalle Direttive Valutazione di impatto ambientale, Habitat ed Uccelli in relazione alle cave ubicate in Puglia.

È emerso, infatti, che in contesti estrattivi storici connotati da forti valenze ambientali e paesaggistica, vi siano cave in esercizio la cui autorizzazione (rilasciata in base alla L.R. n. 37/1985), risulta essere stata rilasciata in assenza di Valutazione di impatto ambientale e, ove previsto, di Valutazione di incidenza ambientale, creando in alcuni casi situazioni di pre-contenzioso con l’Unione europea. Per la cronaca Il ddl è stato approvato con alcuni emendamenti presentati dall’assessore all’Ambiente Domenico Santorsola sulla base delle osservazioni formulate dai commissari in precedenza. L’assessore si è anche impegnato a presentare prima dell’esame del provvedimento da parte del Consiglio regionale, una nota esplicativa per fornire un quadro aggiornato e ragionato dell’attività delle cave in Puglia.

finanziamenti per il recupero Negli stessi giorni, però, sempre la Regione Puglia ha approvato una serie di finanziamenti per il recupero di cave dismesse: in particolare il Dipartimento agricoltura sviluppo rurale e tutela dell’ambiente ha emesso un avviso pubblico per la selezione di Comuni pugliesi interessati al recupero delle cave dismesse, quei luoghi che molto spesso si trasformano anche in discariche a cielo aperto. E’ stata infatti stanziata, in assestamento di bilancio regionale 2016, una posta finalizzata alle spese di studio e progettazione per la realizzazione di programmi di intervento che consentano il recupero di cave dismesse. Adesso si dovrà procedere a selezionare i soggetti interessati a proporre lo studio e la progettazione di un programma territoriale di intervento, o di specifiche iniziative di recupero delle cave, a fronte di una disponibilità complessiva per questa fase di studio di 100.000 euro. I Comuni interessati, e Trani dovrebbe esserlo senza dubbio, dovranno farsi avanti con le manifestazioni di interesse. E’ una opportunità importante per il territorio, per la sua cura attraverso un’opera di trasformazione che produrrebbe benefici non solo ambientali.

La V.I.A. La valutazione ambientale dei progetti, o Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) ha la finalità di proteggere la salute umana, contribuire con un migliore ambiente alla qualità della vita, provvedere al mantenimento delle specie e conservare la capacità di riproduzione dell’ecosistema in quanto risorsa essenziale per la vita.

A questo scopo, essa individua, descrive e valuta, in modo appropriato, per ciascun caso particolare e secondo le disposizioni dei decreti istitutivi, gli impatti diretti e indiretti di un progetto sui seguenti fattori: gli esseri umani, la fauna e la flora; il suolo, l’acqua, l’aria e il clima; i beni materiali ed il patrimonio culturale; l’interazione tra i fattori di cui sopra. La procedura di Valutazione d’Impatto Ambientale garantisce l’informazione e la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali, la semplificazione delle procedure e la trasparenza delle decisioni.

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