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L'inchiesta

«Contratto di quartiere»
5 indagati a Trani

A vario titolo la Procura contesta le ipotesi di truffa, abuso d'ufficio e corruzione

«Contratto di quartiere» 5 indagati a Trani

di Antonello Norscia

TRANI - Ci sono cinque indagati per il nuovo filone d’inchiesta sul cosiddetto «contratto di quartiere», destinato a dare un nuovo assetto urbanistico alla zona Sant’Angelo, periferia nord-ovest di Trani.

Si tratta dei costruttori Giambattista Scaringi, Cosimo Damiano Manna e Gerardo Graziano nonchè degli ex dirigenti del Comune di Trani Giuseppe Affatato (per anni dirigente dell’Ufficio tecnico comunale) e Antonio Modugno, peraltro ex comandante della polizia municipale tranese. Nei giorni scorsi il sostituto procuratore della Repubblica di Trani Michele Ruggiero ha destinato ai cinque l’avviso di richiesta di proroga delle indagini preliminari avviate lo scorso aprile. A vario titolo la Procura contesta le ipotesi di truffa, abuso d’ufficio e corruzione. Poco prima della scadenza dei canonici 6 mesi d’indagine, il fascicolo si è arricchito dell’esposto «sugli oneri del contratto di quartiere 2» a firma di Antonio Procacci, Cataldo Procacci e Maria Grazia Cinquepalmi del Movimento «Trani a Capo». Possibile che la necessità del pm di richiedere al gip ulteriore tempo per le indagini derivi proprio dall’esposto; ma potrebbe esser anche verosimile che le indagini richiedessero maggiori attività investigative a prescindere dal recente esposto in cui i fratelli Procacci e la Cinquepalmi narrano una serie di circostanze ed eventi, parlando anche di «chiacchierati rapporti in essere fra alcuni esponenti politici locali e le imprese Graziano, Scaringi e Manna».

Ecco i passi salienti dell’esposto in cui si fa riferimento anche all’ormai famosa polizza fidejussorie rilasciate dalla società «Gable Insurance A.G.», con sede nel Liechtenstein, come riferiamo in altro articolo.

«Il primo Marzo 2016 - si legge nell’esposto - il comune ha siglato con le imprese Graziano Srl e Gra.Mc. Srl un atto di dilazione del pagamento degli oneri aggiuntivi con relativi interessi, del contenzioso emergente e del residuo contributo di costruzione Lotti E2 ed E3 nell’ambito del cosiddetto “Contratto di Quartiere II” (convenzione del 3 Febbraio 2010). Attraverso l’atto di dilazione le 2 imprese si impegnavano a pagare “senza alcuna riserva o eccezione i crediti vantati dal Comune definiti e riconosciuti dalla società Graziano Srl. Nell’articolo 3 dell’atto di dilazione viene stabilito che l’omesso adempimento ad uno solo dei termini di scadenza dei pagamenti, determinerà la rescissione della convenzione, con conseguente immediata revoca del permesso di costruire ed il diritto del Comune di esigere immediatamente e per l’intero tutto il credito residuo vantato sia nei confronti della Impresa Graziano Srl sia nei confronti della Gra.Mc. Srl. La prima scadenza – si legge ancora nell’esposto - era fissata al 30 Giugno 2016 e la società Graziano ha adempiuto solo parzialmente, non versando nel termine pattuito la somma di oltre 739mila euro, come risulta dalla raccomandata inviata dal Comune alla società che ha emesso le polizze fideiussorie. Ci risulta pure che i lavori di costruzione del fabbricato stiano procedendo, pertanto il Comune, a 3 mesi dal mancato adempimento della prima scadenza dell’atto di dilazione, non ha ancora provveduto a revocare il permesso di costruire. A 3 mesi dal mancato adempimento della prima scadenza dell’atto di dilazione il Comune non ha ancora provveduto a richiedere ad entrambe le società il pagamento di tutto il credito residuo vantato, come previsto dall’articolo 3 dell’atto di dilazione».

Perciò i rappresentanti di Trani a Capo chiedono: «Chi e perché ha permesso a queste imprese di completare quasi totalmente i propri edifici senza che fossero prima incassati oltre 8 milioni di euro dovuti al Comune; se le polizze rilasciate nel 2010 dalle imprese fossero valide oppure no; chi e perché non ha provveduto ad incassare le suddette polizze; chi e perché sta consentendo il ripetersi della storia, consentendo alla Gra.Mc., che ha rilevato il ramo d’azienda dalla Graziano, di continuare a costruire un edificio in contrasto con quanto previsto dall’atto di dilazione».

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