Martedì 23 Aprile 2019 | 06:01

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22 anni di ai coniugi narcossequestrato il loro tesoro

BARLETTA - Oltre 22 anni di carcere sono stati inflitti dal gup Rossella Volpe del Tribunale di Trani nell’ambito del processo con rito abbreviato nato a carico dei componenti della famiglia Vannella (Domenico Vannella di 51 anni, la moglie Anna Dellatte, di 46 ed uno dei loro figli, Stefano Vannella di 25 anni) che a maggio del 2015 furono arrestati dai poliziotti del commissariato di Barletta perché accusati di gestire un florido bazar dello spaccio di stupefacenti. Cocaina, eroina, marijuana. Quando gli agenti del commissariato (ai comandi del primo dirigente Luciano di Prisco) li arrestarono trovarono un rotolo di banconote di vario taglio, nascosto in una cassaforte, del valore di 46.700 euro.
Ben 103 le dosi di «bamba» confezionate in cipolline. Tutto a conduzione familiare.
Le fasi dell’arresto furono alquanto rocambolesche in quanto videro i poliziotti impegnati con sofisticati strumenti di indagine e agili nel «intercettare» una borsa nera nella quale i poliziotti recuperarono 103 dosi di cocaina e altro. Momenti concitati si registrarono anche durante le perquisizioni. A seguito di quel blitz, a distanza di circa tre mesi, con un’operazione congiunta di Polizia e Guardia di finanza, fu sequestrato il patrimonio detenuto dal nucleo familiare acquisito con i proventi dell’attività di spaccio di stupefacenti.
Dopo gli arresti ed i sequestri compiuti dai poliziotti del commissariato di Barletta, il pubblico ministero Silvia Curione dispose accertamenti patrimoniali, poi condotti dalle Fiamme gialle di Barletta congiuntamente alla Polizia di Stato, che permisero di ricostruire le fonti di sostentamento della famiglia nel periodo dal 1998 sino al 2014. I finanzieri del Gruppo di Barletta accertarono come la situazione reddituale della famiglia fosse assolutamente sproporzionata rispetto al loro tenore di vita. Nei giorni scorsi infine, come detto, il Gup Rossella Volpe ha condannato Domenico Vannella e la moglie Anna Dellatte alla pena di otto anni di reclusione e alla multa di 60mila euro ciascuno. Stefano Vannella, uno dei loro figli, è stato invece condannato alla pena di sei anni ed otto mesi di reclusione ed alla multa di 40mila euro. Lo stesso gup ha anche ordinato la confisca dei beni già sequestrati a settembre dello scorso anni su richiesta del pm Silvia Curione. Confiscate 8 unità immobiliari, 4 autovetture (tra cui anche una «Porsche») e un motociclo «Yamaha», messe a disposizione della Questura di Bari e della squadra investigativa del commissariato di Barletta. Oggetto del provvedimento anche l’azienda di famiglia, ritenuta dagli inquirenti una mera copertura all’attività delittuosa, che in seguito alle indagini si è scoperto essere quasi costantemente in perdita. Confiscati anche i conti correnti bancari con un saldo complessivo di oltre 80 euro. [gianpaolo balsamo]

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